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venerdì, 4 maggio 2007 Aggiornato alle 00:00Eridio/1

Dal presidio 27 aprile

di
«Venite a farvi un giro da queste parti, parliamoci e capirete» scrive, rivolgendosi agli agricoltori della Bassa, la Donna del lago Elena Bini, una fra le tante e i tanti che dal 27 aprile hanno ripreso a presidiare l’Eridio.
“Venite a farvi un giro da queste parti, parliamoci e capirete”. Scrive Elena Bini, Donna del lago, una fra le tante e i tanti che dal 27 aprile hanno ripreso a presidiare l’Eridio, questa volta all’imbocco del canale di approvvigionamento della centrale Enel di Carpeneda.
La sua è una lettera aperta indirizzata agli agricoltori per chiarire la posizione sua e dei manifestanti lacustri che stanno difendendo “un lago che è di tutti”.
Pubblichiamo volentieri.


Sono un’abitante rivierasca del Lago d’Idro, in questi giorni di nuovo presidiante, e rivolgo queste considerazioni a tutti quegli agricoltori che sembrano così arrabbiati con noi e a tutte le loro famiglie.
Innanzitutto finiamola con questa storia che il Lago d’Idro l’avete creato voi agricoltori. E’ giunta l’ora di aprire qualche libro ed informarsi, oppure di farsi un giro domenicale e di venire a cercare questa benedetta diga.
Qui noi non l’abbiamo MAI vista.

Poi sia ben chiaro a tutti che noi lacustri NON abbiamo MAI controllato i rubinetti dell’acqua del Lago d’Idro, quindi se acqua vi è mai mancata non è MAI dipeso dalla nostra volontà. In effetti non vi è mai mancata, neppure negli ultimi 4 anni particolarmente siccitosi. Ma sapete qual è stato il dislivello che il lago d’Idro ha subito negli ultimi 4 anni? UN metro, ebbene sì, UN solo metro per irrigare i 60 mila ettari del vostro mais.
E vi ricordo per inciso che la concessione è prevista per MENO di UN TERZO di superficie irrigua, cioè per meno di 20 mila ettari. Rispettando i termini della concessione, l’anno scorso vi sarebbero bastati 30 centimetri di acqua del Lago d’Idro. Ogni giorno qui ci chiediamo cosa ve ne siete fatti di 7 metri di dislivello per 70 anni!!
Per contro qui abbiamo avuto per molti anni un Lago sempre bassissimo, desolatamente vuoto per 365 giorni all’anno e acque stagnanti con conseguente eutrofia. Non per colpa del vostro metro, sia ben chiaro, non perché voi irrigate - un metro d’acqua è sempre a disposizione degli usi eccezionali - ma perché chi controlla i rubinetti aveva deciso di tenerci all’asciutto, di farci diventare una palude, un pantano. Voi che avreste fatto? Zitti e buoni?

Ma veniamo a questi giorni. Ho letto su un vostro quotidiano locale che la nostra sindaca ha ordinato di non riaprire il canale irriguo. Vi invito ad un’altra passeggiata domenicale, qui NON esiste canale irriguo, tutta l’acqua in transito – ripeto NON controllata da noi - sta uscendo dal fiume Chiese e dalla galleria degli agricoltori.
E’ il canale dell’ENEL ad essere chiuso. Questo errore apparso su un vostro quotidiano locale la dice lunga su come siete informati laggiù, e su come QUALCUNO VUOLE CHE VOI PENSIATE riguardo al nostro Lago.

Ora vorrei esporvi le nostre richieste, perché ho l’impressione che le notizie vi siano giunte un po’ false e tendenziose. Noi chiediamo rispetto per l’utilizzo generale delle acque del Lago d’Idro, che è per legge primario rispetto all’utilizzo eccezionale che è quello idroelettrico ed anche quello irriguo. Ciò significa che irrigare i campi e produrre energia sono un sacrosanto diritto della società solo DOPO che sia stato rispettato il sacrosanto diritto di un lago di VIVERE. Non possiamo veder morire il nostro Lago – che è anche vostro, l’ambiente è di tutti - ma veder crescere piantine di mais e vedere condizionatori d’aria in funzione. Il nostro territorio deve morire perché a valle non sanno gestire con intelligenza ed equilibrio l’oro blu? NOI NON CI STIAMO.
Le soluzioni per CONVIVERE TUTTI su questa Terra che E’ DI TUTTI ci sono, il nostro Lago ha sopportato 90 anni di durissimi sacrifici, è allo stremo delle forze, non sopportiamo più oltre queste ingerenze e questi soprusi a danno del nostro territorio. Chiediamo in sintesi alla Regione Lombardia la nuova regola che preveda 1 metro di dislivello e all’ENEL una soglia a garanzia del deflusso minimo vitale a 368 m slm.

Attenzione, cari agricoltori, siete male informati, chi ha bisogno di 3 metri di dislivello non siete voi. Volete combattere una guerra per il guadagno di altri? Noi non siamo in guerra con voi, noi presidiamo per chiedere il rispetto del nostro diritto di godere degli usi generali del Lago d’Idro, lago naturale di origine glaciale regolato dal 1917 - per decreto luogotenenziale essendo tempo di guerra mondiale - da una paratoia ferma ormai da più di vent’anni.
Se queste riflessioni vi suscitano ulteriori domande, sappiate che ci trovate del tutto disponibili ad un aperto e sereno confronto.
Se volete salire con calma coi trattori noi saremo comunque qui ad attendervi, se volete fare più in fretta potete usare l’automobile. Noi non siamo in guerra con voi. Non so voi, ma noi la sensazione che tra voi e noi ci sia di mezzo qualcuno che si “frega le mani” qui l’abbiamo da decenni!
Avete presente il detto “tra i due contendenti il terzo gode”?!

Idro, 1 maggio 2007
Elena Bini, una Donna del Lago d’Idro

 

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