07 Luglio 2022, 07.00
Bagolino Gavardo Capovalle Prevalle Valsabbia Muscoline
Ambiente

Innalzamento della temperatura: la Valle Sabbia sopra la media

di P.D.

Negli ultimi trent’anni i danni causati dall’uomo alla natura sono stati molteplici, i cambiamenti climatici sono sempre più palesi e persistenti, l’aumento della temperatura media lo dimostra


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Sono giorni se non settimane che la crisi idrica è diventata la quotidianità tra dibattiti e litigi su livelli dei laghi, necessità agricole e fiumi in secca, ma questo non è che la punta dell’iceberg di un processo ben più ampio: le conseguenze del cambiamento climatico che da anni ormai stanno colpendo tutto il globo presentano ora i conti. 
 
Siccità, alluvioni, risorse idriche allo stremo e desertificazione, sono tutte crisi che hanno un denominatore comune, l’attività dell’uomo e l’inquinamento prodotto. Infatti, nonostante sia vero che i cambiamenti climatici e l’innalzamento o abbassamento delle temperature medie sono ciclici, e la storia lo dimostra, non lo è la velocità con cui essi si realizzano. 
 
Dagli anni Sessanta al secondo decennio del duemila la temperatura media annua è aumentata di 2,6 gradi nella sola provincia di Brescia, ed in Valle Sabbia, il dato è ancora peggiore, la media si attesta infatti sui 3 gradi. Se solitamente essere sopra la media è un dato positivo, in questo caso non lo è, la Valle Sabbia, così come la Valcamonica (dove l’incremento medio si attesta sui 3,66 gradi) sono le zone della provincia di Brescia che soffrono maggiormente. 
 
I dati mostrano che la crisi climatica colpisce prevalentemente le zone montuose, e sebbene questo possa apparire come una contraddizione (storicamente in montagna fa meno caldo che  in città o pianura), i dati parlano chiaro: Tra i comuni valsabbini quelli che hanno registrato  l’incremento maggiore sono stati Capovalle (3,23°) e bagolino (3,16°), passando da una temperatura media di 6,59° e 6,10° a 9,82° e 9,26°. 
 
Nonostante l’incremento Bagolino resta il paese più freddo della valle, ma risulta palese come per un ambiente montano una differenza di ben tre gradi sia devastante: quando la risorsa principale (la neve, fondamentale anche per laghi e fiumi) ha “range” di temperatura ben precisi per sopravvivere anche solo 3 gradi possono fare la differenza.
 
I paesi più caldi della Valle, invece sono Muscoline e Gavardo, che tolgono il primato a Prevalle (capofila negli anni Sessanta), seppur il loro incremento sia vicino alla media provinciale. 
 
Un triste primato quello della Valle Sabbia che passa da 9° medi nel decennio 1961-1970 a ben 12° nel decennio che va dal 2009 al 2018, un territorio, il nostro che non a caso anche oggi è tra le zone più colpite dalla crisi idrica, con una pioggia di ordinanze da parte delle Amministrazioni comunali per controllare e ridurre il consumo di acqua potabile, una risorsa sempre meno disponibile. 
 




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