24 Maggio 2022, 11.20
Valsabbia
Eco del Perlasca

Dormiremo anche domani?

di Giselle Passannante Grimaldi

Durante il convegno 2022 della Commissione scuola ANPI “Dolores Abbiati”, intitolato “Obiettivo ambiente: la Terra in primo piano”, gli studenti della classe seconda A Finanza e Marketing hanno presentato il loro progetto


Quest’anno, la Commissione scuola ANPI “Dolores Abbiati” di Brescia, in collaborazione con l’Ufficio scolastico territoriale e con il patrocinio del Comune di Brescia, dell’Associazione Fiamme Verdi, dell’ANED di Brescia e della Fondazione “Luigi Micheletti”, notando un’attenzione verso l’ambiente da parte di tutti i cittadini, particolarmente tra i più giovani, ha organizzato un convegno, che si è tenuto il 18 marzo scorso presso l’Istituto “Andrea Mantegna”, rivolto agli studenti e agli insegnanti di tutte le scuole superiori di Brescia e provincia.

La classe seconda AFM del nostro istituto, coordinata dal professor Eggiolini e dalla prof.ssa Ali, ha deciso di mettersi in gioco realizzando un progetto, intitolato “Dormiremo anche domani?", che è stato presentato al convegno da quattro studenti della classe: Aurora Artico, Giovanni Fusi, Vanessa Marca e Sveva Zanetti.

Prima di lasciare la parola ai ragazzi, vorrei che insieme ci concentrassimo un attimo sul titolo, perché “Dormiremo anche domani?” esprime perfettamente quale sia il problema della nostra società: per anni abbiamo pensato che ciò che stesse accadendo all’ambiente fosse un problema lontano, che in futuro qualcuno avrebbe risolto.

Poi, dopo anni, qualcuno, come Greta Thunberg ai giorni nostri, Severn Cullis-Suzuki negli anni ‘90 e tanti altri, si è svegliato dal torpore generale ed ha iniziato a smuovere le coscienze della gente comune e dei governanti.
Ognuno di noi vive con tranquillità la propria vita, pianificando “il domani”, ma ci siamo mai chiesti che domani sarà? SE ci sarà?

Vediamo cosa ne pensano loro!

Innanzitutto, in cosa consiste il vostro progetto?

Abbiamo deciso di realizzare una conversazione Whatsapp con il ghiacciaio dell’Adamello, perché volevamo ricordare la situazione vissuta dagli studenti in DAD e perché l’Adamello, essendo il ghiacciaio più vicino a noi e testimone della crisi climatica in atto, ci dava la possibilità di focalizzare l’attenzione sul patrimonio ambientale locale.

Alla conversazione Whatsapp sono seguite alcune immagini che mostrano quali sono gli effetti del cambiamento climatico dal 2010 al 2016.
Come sottofondo musicale, abbiamo scelto il brano “Time”, tratto dal film “Inception”, ovvero “innesto”, proprio perché volevamo “innestare” un messaggio che smuovesse le coscienze: il pianeta può vivere senza di noi, ma noi non possiamo sopravvivere senza il pianeta.

Come vi siete preparati?

Per prepararci alla realizzazione del progetto, abbiamo approfondito le cause e gli effetti dello scioglimento dei ghiacciai in geografia e scienze, mentre, in italiano, abbiamo studiato l’operetta morale di Giacomo Leopardi in cui un islandese dialoga con la natura e, successivamente, siamo passati alla ideazione del dialogo e dell’elaborato vero e proprio.

Perché vi siete ispirati proprio all’operetta morale di Giacomo Leopardi?

Abbiamo scelto questo testo perché si narra di un viaggiatore islandese che dialoga con la natura e la incolpa per averci messo al mondo, per poi impedirci di raggiungere l’apice della felicità facendoci soffrire.
Nel nostro lavoro noi ribaltiamo completamente questo concetto: qui è l’Adamello, che è un portavoce della natura, a incolpare noi di distruggerlo.

Perché avete scelto di inserire all’interno del testo un linguaggio giovanile anziché uno più formale?


Secondo noi, un gergo giovanile poteva lanciare un messaggio più forte, perché riteniamo che questo sia un argomento di cui dover parlare nella vita di tutti i giorni, non soltanto in situazioni formali, quali conferenze, convegni, meeting internazionali... Fa parte della nostra vita, è ora che noi giovani per primi ce ne rendiamo conto.

Che ruolo ha avuto il ghiacciaio dell’Adamello nella vostra conversazione?

All’inizio abbiamo affrontato una discussione critica sul tema ambientale, prendendo come riferimento proprio delle immagini molto recenti dell’Adamello, poi, ad un certo punto, abbiamo deciso di “aggiungerlo” alla conversazione per farci dare il suo punto di vista e lui ha spiegato quali sono i danni che sta subendo e da cosa sono causati, spronandoci a mobilitarci, spiegandoci cosa possiamo fare concretamente: “studiate, protestate, mostrate loro quali saranno gli effetti, raccontate la mia storia, cercate di innestare idee per cui valga la pena lottare […], ormai il mio tempo è agli sgoccioli, se non riuscirete a salvare me, almeno provate con gli altri ghiacciai”.

Ormai sono anni che sentiamo parlare di cambiamento climatico, ma stiamo facendo abbastanza nel nostro piccolo?
Non basta non dimenticare le luci accese, il rubinetto aperto, il gas acceso… Non basta fare la raccolta differenziata, bisogna anche cercare di produrre meno rifiuti, dobbiamo usare gli oggetti finché si prestano ancora al loro utilizzo originario, per esempio una penna: quante volte ne abbiamo buttata via una che, bene o male, funzionava ancora?

Impariamo a riutilizzare ciò che può avere una nuova vita e lasciamo un po’ di spazio alla nostra creatività: anche per salvare l’ambiente serve un po’ di fantasia!

Giselle Passannante Grimaldi 2ª A Liceo scientifico




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