29 Giugno 2022, 09.11
Idro Bagolino Anfo
Siccità

Preoccupazione sull'Eridio per l'abbassamento dei livelli

di Redazione

Alla conferma del prelievo idrico dall’Eridio, il sindaco di Idro ha preso carta e penna e ha scritto una lettera a ministri ed enti per esternare tutta la sua contrarietà. Preoccupati anche gli operatori turistici


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Sarà l’acqua del lago d’Idro a permettere di mettere al sicuro il primo raccolto degli agricoltori della bassa, con prelievi d’acqua fino al 10 luglio.

Una soluzione che non piace per niente al sindaco di Idro, Aldo Armani, preoccupato per le ricadute ambientali ed economiche di questa scelta, all’inizio della stagione turistica dell’Eridio.

Il primo cittadino ha indirizzato la missiva ai ministri della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, e della Salute, Roberto Speranza, oltre a il prefetto Maria Rosaria Laganà, il presidente della Lombardia Attilio Fontana, il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po Meuccio Berselli e il direttore dell’Agenzia interregionale per il fiume Po Luigi Mille. «La salute pubblica dovrebbe essere prioritaria rispetto alle esigenze dell’irrigazione. Abbassando ulteriormente le acque del lago d’Idro e del suo emissario Chiese, si corre il rischio che si ripresentino le condizioni che nel 2018 hanno dato origine ad una epidemia di legionella proprio lungo l’asta del fiume».

Per questo - scrive il sindaco - «vi chiedo di fermare immediatamente un ulteriore prelievo dal lago», prelievo che causerà «un ulteriore abbassamento di livello, con la conseguente interruzione del deflusso minimo ecologico, che porterebbe a mettere a serio rischio igienico sanitario la mia gente».

«Sono arrabbiato nero: non sopporto che la Valsabbia venga sempre trattata come l’ultima di cui preoccuparsi. Capisco la crisi idrica, ma qui si depaupera continuamente il nostro territorio. E sempre senza risarcire neanche un centesimo» è lo sfogo del sindaco. Che per spiegare l’impatto dello stop del battello Idra e, quindi, della navigazione, traduce tutto in cifre:

«Noi sul turismo estivo ci viviamo: passiamo da essere un paese di duemila abitanti a una presenza di 12mila persone».

Nel 2021, quando ancora la pandemia era nella sua fase clou, il battello ha trasportato una media di18 mila passeggeri, quest’anno ne erano attesi circa 25mila «e invece passeremo dai 18mila a zero, perché abbassando il livello dell’acqua l’Idra rischia di arenarsi sul fondo».

Perdere quei 25mila passeggeri significa minor indotto per i quattro campeggi, per i ristoranti, per l’economia tutta.

Sebbene il turismo, per ora, non abbia risentito dei livelli minimi del lago, non è certo che questo problema non si faccia sentire con il proseguo della stagione estiva. Da anni l’Eridio vive di turismo, in particolar modo quello tedesco ed olandese, e se la prima “tranche” di turisti tedeschi, scesi per le vacanze della pentecoste, è stata ben assorbita dal lago, ciò non si può dire per i prossimi mesi in caso di un ulteriore abbassamento del livello.
 
Gli imprenditori del turismo si rivelano preoccupati proprio perché con l’ulteriore abbassamento, a risentirne sarebbe la navigazione, e la possibilità di utilizzare l’Idra, il battello che da anni è ormai un servizio costante del lago e che solo nella scorsa stagione estiva ha trasportato un totale di 18mila persone. 
 
«Due settimane fa c’erano tanti tedeschi. Adesso l’afflusso è calato, ma da metà luglio si entrerà pienamente nella stagione», queste le parole di Renato Pelizzari, assessore al turismo di Anfo, nonché gestore del noleggio di biciclette sulla spiaggia, che prosegue: «Come sta il lago? Male. Sono dieci anni che non lo vedevo così basso,se perde altro livello sarà un problema. Capiamo le esigenze dell’agricoltura ma noi viviamo di turismo. Ci sono persone che hanno investito nelle loro attività e avere il lago così non è il massimo». 
 
Dello stesso parere Isa Bacchetti, presidente del consorzio che riunisce gli operatori del turismo: «Lavoro qui da cinque anni e non ho mai visto il livello del lago così basso» riconosce Bacchetti, ed aggiunge «Se cala ancora non è certo una bella cosa. Noi operatori capiamo le necessità dell’agricoltura ma non si può continuamente impoverire il lago. Per quanto tempo? Quanta acqua?». Il problema è cronico, «va trovata una soluzione definitiva, il sistema migliore per tutti». 
 
La preoccupazione si ripercuote anche sui cittadini, che da anni non vedono il lago così basso, lo stesso Pietro, gestore della scuola vela circolo nautico Ander ammette «ho visto il lago messo peggio solo quando ancora non si controllava il livello, e vi assicuro che non era un bello spettacolo». 
 
«Si deve trovare una soluzione, da anni ci usano solo come serbatoio per agricolutra e centrali, ma il nostro lago non è solo questo, è molto di più, va capito ed aiutato» commenta un residente di Ponte Caffaro.



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