30 Novembre 2021, 06.43
Vobarno
Lettere

«Parliamone»

di Giovanni Scalora

Caro direttore, prima di commentare la lettera apparsa su Vallesabbia News di sabato 30 ottobre u.s. dal titolo “E se il gioiello fosse stato uno zircone?” ...a firma del Presidente della Fondazione I. R. Falck di Vobarno


...  attendevo la relazione del suo CdA “alla Comunità Vobarnese circa lo stato attuale della Fondazione” così come preannunciato nell’articolo.

Visto però che detta relazione non mi risulta ancora fatta, ritengo mio diritto, ed in un certo senso anche mio dovere, fare qualche puntualizzazione dato che in quell’articolo vengo citato tre volte.

Comincio col notare che “l’obbligo del CdA di ricordare alla cittadinanza” che sono stato Membro del CdA della Fondazione nel periodo 2017/2019 l’ho già anticipato io nell’articolo apparso su Vallesabbia News del 22.09.2020 dal titolo “In merito alla vicenda “Le Farfalle””, dove suggerivo un dibattito pubblico per spiegare i fatti svoltisi nel 2017 relativi “all’Affare le Farfalle”, e definire così, col senno di poi, quanto allora avvenuto.

In detto dibattito troverà sicuramente ampio spazio, e commento, anche il deposito cauzionale di € 23.400.- per partecipare al Bando di gestione, gestione che, visto i risultati fino ad allora ottenuti in Fondazione “in tutta Brescia e provincia una delle RSA con tariffe più calmierate”, come ricordato dal Presidente, e con bilanci allora in attivo, mi permetto di soggiungere, avrebbe prodotto probabilmente, anche per “le Farfalle”, reddito e lavoro, nonché un buon standard di servizi.  

Mi pare pertanto logico chiedersi se “Le Farfalle in quel di Manerba” siano state un “madornale errore” o non, piuttosto, una buona occasione perduta.   

Visto inoltre che sono stato Componente del CdA della Fondazione dall’aprile 2017 a metà agosto 2019, e definito “la persona più indicata a dare le dovute spiegazioni”, ricordo che presso la Fondazione ho lasciato numerose note circa i fatti gestionali avvenuti in quel periodo.

Per completezza aggiungo poi che, in un paio di circostanze, e più precisamente il 24.05.2020 & il 10.10.2021, via e-mail, mi sono messo a disposizione dell’attuale CdA per la loro valutazione, la cui trattazione dovrebbe svolgersi, a mio avviso, alla presenza dei due Presidenti allora in carica per definire, tra le altre cose, anche le ragioni delle oggettive perdite a bilancio del biennio 2018/2019, perdite pari a € 358.727,99.  

Ciò che è avvenuto negli anni antecedenti, nel periodo 2014/2016 cioè, potrà essere illustrato dai due Membri dell’attuale CdA, allora Presidente e Vice-Presidente della Fondazione. Si potrà fare cosi, specie in relazione alla dichiarata “unica mission della Struttura”, una valutazione globale il più possibile esatta della Fondazione: gioiello o zircone? E se zircone, da quando?  

Penso ne valga la pena visto che sono convinto che ciò gioverà all’immagine della Fondazione ed animerà inoltre positivamente il Personale che in Essa opera, convinto che la chiarezza giovi meglio di frasi lasciate nell’ipotetico, frasi che risultano spesso fonti più di ulteriori domande, e sospetti, che di esaustive risposte.   

Ed in chiusura non posso che esprimere i miei auguri all’attuale CdA della Fondazione per il lavoro che Esso svolge dal suo insediamento, avvenuto nel settembre 2019, così come ho ricordato nell’articolo a mia firma dal titolo “Che fine ha fatto il gioiello di Vobarno?” apparso su Vallesabbia News del 22.10.2021.   

I numeri però restano numeri, anche quelli relativi ai bilanci contenuti nel mio testé citato articolo e quindi da far valutare dalla Comunità Vobarnese così come da me auspicato e dal CdA della Fondazione preannunciato. In questa relazione potranno essere evidenziati i maggiori oneri sostenuti nel 2020 a causa dell’attuale pandemia, oneri che, in varia forma ed entità, saranno da valutarsi, a mio avviso, anche nell’esercizio 2021.

Grazie per l’attenzione e cordiali saluti.

Giovanni Scalora



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