25 Maggio 2020, 06.58
Lettere4

Dubito ergo sum... anche in epoca Coronavirus

di red.

Buongiorno direttore, le proponiamo questo scritto con l'intenzione di aprire una piccola breccia nel muro della narrazione dominante. E con essa un auspicabile dibattito riguardo l'argomento che abbiamo imparato a conoscere come "emergenza COVID"


Riteniamo che esprimere dubbi e punti di vista differenti sia ora più che mai urgente, visto che l'appiattimento dell'informazione ufficiale è pressochè totale.

L'accusa di complottismo e diffusione di notizie false (a noi piace per esser chiari usare ancora la nostra lingua) è rivolta a chiunque ponga domande scomode; a tal proposito è stata istituita una di quelle che ora si usa chiamare task force ma che in altri tempi si sarebbe chiamata censura.

Ecco dunque una serie di domande che ci poniamo ogni giorno ma alle quali non troviamo riscontro alcuno dalle istituzioni e dai mezzi di informazione.

• Perchè a livello istituzionale inizialmente vi è stata una totale minimizzazione del possibile rischio per l'Italia?

Con una circolare del 22 gennaio OMS e Ministero della salute indicavano di effettuare tamponi a chiunque presentasse sintomi compatibili con l'infezione; salvo poi rettificare il 27 indicando di approfondire solo casi di persone che conclamavano contatti con la Cina.
Tanto che solo al 20 febbraio una anestesista dell'ospedale di Lodi, venendo meno al protocollo, ha effettuato il tampone a colui che poi abbiamo imparato a conoscere come il primo caso italiano.
Quanto pregiudizievole è stata questa consegna data al nostro sistema sanitario per il contenimento dell'epidemia?

• Perchè con una delibera regionale (la XI/2906 dell'8 marzo) la Regione Lombardia dava indicazione di ricoverare i pazienti COVID con sintomatologie trattabili senza bisogno di terapia intensiva nelle RSA?
Questo cerino nel pagliaio è stato gettato anche in altre regioni Italiane.
In che misura ha contribuito agli oltre 7.000 decessi che vi sono stati nelle RSA nazionali??

• Perchè con una circolare del 2 aprile il Ministero della salute
indicava di non effettuare autopsie sui deceduti con Covid conclamato?
Anche in questo caso, solo saltando il protocollo, un equipe del Giovanni XXIII di Bergamo ha scoperto che ciò che crea insufficienza respiratoria nel colpiti dal virus, non sono polmoniti interstiziali (quante volte le abbiamo sentite nominare??) ma trombosi che occludono i vasi che dai polmoni portano ossigeno al sangue.
Per intenderci intubare con ossigeno un paziente con tale problema (la prassi che si è fin là seguita) è paragonabile a insistere volendo riempire di benzina il serbatoio di una vettura occluso prima del carburatore.
Quante vite si sarebbero potute salvare agendo con criterio in precedenza??

• Perchè di fronte all'emergenza si sperimentavano a tappeto farmaci di svariata natura off label (ossia pensati per altre patologie), mentre all'ospedale di Mantova veniva concesso di sperimentare su soli 58 pazienti la terapia del plasma iperimmune conosciuta in scienza da decenni?
Il tasso di guarigione con questa terapia è stato del 100%. Perche' non è stato dato il giusto risalto mediatico e sanitario a questo successo?
Forse perchè come sostiene il suo principale sostenitore, il primario di pneumologia del Carlo Poma di Mantova Dott. De Donno, questo trattamento sfugge alle logiche di mercato essendo poco costoso e permettendo un dono democratico di plasma dal popolo per il popolo?

• Perchè i tanto attesi e annunciati test sierologici sugli asintomatici ancora non vengono effettuati a tappeto o quanto meno su una fetta di popolazione sufficientemente grande da poter proiettare una percentuale verosimile sull'ampiezza del contagio?
Uno studio indipendente, condotto dall'equipe del Dott. Pasquale Maroi Bacco, che ha testato quasi 8.000 asintomatici indica che nella nostra provincia, già a marzo, il 49% dei soggetti analizzati possedeva anticorpi.
In quasi l'80% dei casi inoltre venivano rilevate immunoglobuline G, attestanti anticorpi consolidati e formatisi mesi prima.
Questo indica che il virus era presente nella nostra provincia ben prima di passare alla ribalta mediatica.
Quale potrebbe essere l'attuale percentuale di immunizzati? E perchè pare non vi sia interesse nel determinarla?

Di domande ne avremmo molte ancora ma per non risultare dispersivi ci fermiamo qua.

Crediamo che scaricare le responsabilità verso il basso, scagliandosi contro chi in 2 mesi di confinamento e oramai oltre 3 di "distanziamento sociale" si sia permesso di voler prendere l'ora d'aria che spetta anche ai detenuti sia meschino e riprovevole.
Soprattutto da parte di un sistema che questa epidemia, che sia per interessi o per negligenza, non l'ha certo gestita al meglio.

Senza parlare dei trasversali tagli che da decenni subisce il nostro sistema sanitario pubblico, e che hanno dimezzato i posti letto oltre che annichilito la medicina sul territorio.
Le ingenti finanze usate per la militarizzazione del paese e le caccie al podista solitario con i droni, potevano essere investite su altri fronti.

Noi anche in stato di emergenza continuiamo ad arrogarci il diritto di pensare e dubitare,
impedendo alla paura di farla da padrona, perchè un popolo spaventato è disposto a farsi macellare come un gregge di pecore.

Restiamo allerta di fronte alle disposizioni di istituzioni con conclamati conflitti di interesse, come per esempio l'OMS, il cui secondo finanziatore mondiale è un tale Bill Gates.
Costui attraverso fondazioni che gli permettono di scaricare le tasse del suo impero economico, dirotta milioni e milioni di dollari verso l'OMS; peraltro indicando su quali fronti quel denaro vada indirizzato. La sua potenza economica gli permette pure di telefonare al nostro presidente del consiglio per dare indicazioni e congratularsi di come l'Italia stia gestendo la dichiarata pandemia. Certo lui, e con lui altri "filantropi", da questa faccenda, a differenza dei molti "cristi" che finiranno ancor più in miseria, non ne usciranno poi tanto male, visto che i suoi ingenti investimenti nella farmaceutica e nel digitale stanno dando enormi profitti e ne promettono di migliori.

L'età media dei deceduti da/con Corona Virus è 80 anni e con la media di 3.2 serie patologie pregresse (fonte Istituto Superiore della Sanità) .
Di fronte a questi dati, senza ovviamente insinuare che quelle vite fossero sacrificabili, riteniamo doveroso chiederci quanto giustificabile possa essere rinunciare a tempo indeterminato alle libertà costituzionali, e soprattutto agli inalienabili diritti dell'individuo.

Invece che di improbabili vaccini per un virus che conclamatamente muta (ne sono stati individuati già svariati ceppi differenti), per giunta "sperimentati" in fretta e furia, ci piacerebbe sentir parlare di cure efficaci e prevenzione. Di abitudini alimentari e di qualità dell'aria.
Ma è chiedere troppo a uno stato che fra le poche valide ragioni che permettevano di uscir di casa durante il confinamento ha indicato la spesa dal tabaccaio per acquistare il veleno di cui è monopolista.

Paradossalmente, il clima di sensazionalismo e terrore, che lascerà indubitabili traumi in una buona fetta della popolazione, potrebbe essere facilmente ricreato se ogni sera i tg aprissero con i morti in Italia per tabagismo...

Per terminare un auspicio.
Crediamo che l'unica via per metterci al riparo da possibili speculazioni sulla nostra salute sia ridare alla sanità una dimensione pubblica, strappandola dalle grinfie del libero mercato e del profitto.

Lettera firmata

P.S. : per chiunque volesse tacciarci, al fine di evitare gli argomenti esposti, di malafede o dietrologia spiccia, tutte le informazioni e i dati enunciati sono facilmente verificabili.

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Porre questioni è sempre lecito.
Pubblico volentieri questa lunga lettera, nella speranza che alle domande possano arrivare autorevoli risposte.
Ubaldo Vallini



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