05 Dicembre 2022, 10.02

Blog - Aqua Alma

Lo straordinario popolo dei Sumeri

di Mariano Mazzacani

I Sumeri un popolo straordinario che sviluppò l’agricoltura, inventò la scrittura, introdusse la produzione di birra e (purtroppo) le guerre per l’acqua


5000 anni fa, tra i fiumi Tigri ed Eufrate, nella pianura alluvionale della bassa Mesopotamia, si stabilì un popolo migratorio ancora oggi misterioso: i Sumeri. Il “popolo delle teste nere”.

I Sumeri, organizzarono il loro territorio in numerose città-Stato di grandezza quasi equivalente, come Uruk, Lagash, Umma, Ur, Kish e altre ancora.

Il territorio delle singole città
aveva un’estensione di una trentina di Km di diametro, distanti alcune decine di km l’una dall’altra.

La popolazione di ogni città-stato contava anche decine di migliaia di abitanti, distribuiti tra la città ed il territorio circostante. Il territorio era caratterizzato da una fitta rete di canali.

L’agricoltura irrigua della bassa Mesopotamia si basava su colture orticole, cereali come grano ed orzo, legumi e palma da dattero.

Nelle intercapedini
fra i vari territori irrigati era praticata la pastorizia. Il territorio irriguo era formato da tanti campi a forma rettangolare molto allungata con il lato corto che si affacciava sul canale.

Fu l’agricoltura irrigua che
, accoppiata all’uso dell’aratro seminatore, rese possibile, nella coltivazione dei cereali, rendimenti con un rapporto semente/prodotto fino a 1:25-30.

Fu questa l’energia che rese possibile il forte incremento demografico e l’imponente urbanizzazione nella bassa Mesopotamia nel terzo millennio a.C.

L'acqua e la scrittura cuneiforme: nasce la scrittura. La loro scrittura pittorica passò alla forma simbolica, attraverso un processo di progressiva stilizzazione delle immagini che la ridusse a un insieme di circa 800 combinazioni di poche decine di caratteri composti da segni a forma di cuneo: nacque così nella Mesopotamia meridionale la prima scrittura dell’umanità: la scrittura cuneiforme. Alcuni studiosi ritengono che il complesso sistema di governo delle acque, con i quali i Sumeri prosciugarono le paludi e garantirono l’irrigazione di un’area così vasta, fu il principale stimolo allo sviluppo della scrittura.

Per i Sumeri era normale poter disporre di acqua da distribuire sui campi al momento voluto attraverso la semplice operazione di «aprire i canali di irrigazione».

Deviare le acque da un fiume,
in una misura tale da non essere eccessive per le capacità della rete, ma sufficienti a soddisfare le esigenze di tutti i terreni irrigati, è cosa ancor oggi impegnativa; immaginiamoci 50 secoli fa.

Eppure nei racconti
della civiltà delle “teste nere”, si narra dell’irrigazione come di un’azione così ordinaria da sembrare scontata, un servizio normalmente disponibile per l’agricoltore. Nell'arco di 1000 anni, 40 generazioni scavarono con grande abilità una rete fittissima di canali, che ancora rappresenta una meraviglia.

I Sumeri elaborarono un sistema culturale che faceva dell’irrigazione un bene culturale collettivo dell’intera società (tutti i cittadini, indistintamente, erano chiamati a svolgere lavori di manutenzione nei canali che garantivano la sopravvivenza stessa della nazione), percepire il bene comune fu, probabilmente, il fondamento di quella civiltà.

La capacità dei Sumeri
di governare le acque non si limitava al solo uso irriguo. I loro canali servivano anche da via di comunicazione e trasporto nonché da linea di confine tra i domini delle città.

La consistente presenza demografica fu sicuramente la base per le frizioni che ben presto si crearono fra le varie città-Stato, ma certamente fu l’accesso all’acqua a fini irrigui, che in genere favorivano i territori a monte del corso del fiume, e di sistemazione organica di tutto il territorio della bassa Mesopotamia (il paese di Sumer) a ascatenare molte guerre per l’acqua.

Fu questo che, verso la metà del terzo millennio a.C., portò il re Eannatum di Lagash a fare guerra ad Umma e ad una coalizione di altre città-Stato della regione.

Lagash uscì vittoriosa da questo scontro e rese Umma sua tributaria (nel senso che quest’ultima dovette pagare periodicamente dei tributi a favore della stessa Lagash) e sistemò in modo organico tutto il territorio della bassa Mesopotamia. Lagash e Umma erano situate fra il Tigri e L’Eufrate nel loro basso corso.

La distanza fra le due città
era di qualche decina di Km. Il territorio di Umma, in relazione al corso dei due fiumi, era situato a monte rispetto a quello di Lagash, per cui è da presupporre che furono le iniziative di costruzione di nuovi canali di Umma a provocare la reazione di Lagash, che si vedeva appunto danneggiata dalla costruzione di quei canali.

Eannatum, a ricordo della vittoria, fece erigere un monumento a cui è stato dato il nome di Stele degli avvoltoi (è conservata al museo del Louvre a Parigi).

La birra sumera
: altre tavolette di argilla datate dal 3000 al 1000 a.C. ci testimoniano l’importanza che la birra aveva nella società sumera sia come bevanda alimento del popolo sia come bevanda sacra utilizzata per riti religiosi.

La birra aveva addirittura una sua matrona
, la dea Ninkasi, a cui veniva attribuito il compito di soddisfare il cuore e il desiderio. Successivi scritti databili intorno al XVIII secolo a.C. raccontano in maniera anche particolareggiata la produzione della birra.

La ricetta prevedeva che i cereali di orzo e spelta (un’antica varietà di farro) venissero macinati per realizzare una specie di pagnotta che successivamente veniva sbriciolata e messa in ammollo in acqua, in alcuni casi assieme ad altri cereali tritati. Successivamente l’acqua con i cereali veniva riscaldata e successivamente, dopo il raffreddamento, il liquido veniva filtrato grossolanamente.

Questo mosto “antico”
era fatto fermentare aggiungendo del miele, per aumentare gli zuccheri fermentabili, e alcune spezie a seconda della birra prodotta.

La birra generalmente
veniva chiamata sikaru (pane liquido) e venivano prodotte varianti che si distinguevano per colore, speziatura e gradazione. Producevano una birra al farro chiamata kurunnu ed altre tipologie, assai apprezzate, ottenute mescolando in proporzioni diverse le prime due.

Da ricordare la birra Niud
, addolcita con zucchero di datteri, e la Bi-Du, la birra del popolo, che oltre a scopi alimentari serviva anche a calcolare il salario base degli operai.

Dagli scritti sumeri sappiamo che la gestione della produzione della birra in ambito domestico era destinata alle donne mentre per la produzione e mescita nei locali pubblici e nei templi era affidata ad un personale specializzato.

I sumeri ci hanno lasciato il primo testo normativo di cui abbiamo testimonianza, il famoso Codice di Hammourabi (1728-1686 a.C.), che regolamentava anche la produzione e vendita di birra, stabilendo pene severe per chi non avesse rispettato i criteri di produzione stabiliti dalla legge o chi avviava un locale di vendita senza la necessaria autorizzazione.

Beh un popolo ammirevole, i Sumeri, soprattutto perchè ci hanno insegnato a produrre la birra che come tutto ha sempre bisogno di acqua per essere prodotta! La mezzaluna fertile e le sue civiltà.

Nelle foto: La mezzaluna fertile e le sue civiltà. Il Dio Enki dio mesopotamico dell'acqua dalle cui spalle nascono nascono i fiumi Tigri ed Eufrate


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