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09 Gennaio 2017, 12.32

Terza pagina

Grilli, grillini, grilletti

di LoStraniero
Il grillo campestre è un insetto ortottero molto diffuso in Eurasia e nel Nord Africa. I maschi hanno sul tubercolo superiore un organo che stridula

Lo stridulare di quest’organo noi lo chiamiamo “canto”, canto del grillo.

Io conoscevo quest’insetto ancor prima di andare a scuola quando, per sentieri di campagna, accompagnavo mio nonno in visita alle figlie maritate in paesi vicini.

Al ritorno, sul morire del giorno, era tutta un’orchestra.

“Mi sembrano canti di culla,
che fanno ch'io torni com'era ...
sentivo mia madre ... poi nulla ...
sul far della sera”. (Giovanni Pascoli, La mia sera)

In seguito ho incontrato questo insetto a scuola, nel racconto di Pinocchio.

Sentiamo Collodi:

“Vi dirò dunque, ragazzi, che mentre il povero Geppetto era condotto senza sua colpa in prigione, quel monello di Pinocchio, rimasto libero dalle grinfie del carabiniere, se la dava a gambe giù attraverso ai campi, per far più presto a tornarsene a casa; e nella gran furia del correre saltava greppi altissimi, siepi di pruni e fossi pieni d’acqua, tale e quale come avrebbe potuto fare un capretto o un leprottino inseguito dai cacciatori.
Giunto dinanzi a casa, trovò l’uscio di strada socchiuso. Lo spinse, entrò dentro, e appena ebbe messo tanto di paletto, si gettò a sedere per terra, lasciando andare un gran sospirone di contentezza.
Ma quella contentezza durò poco, perché sentì nella stanza qualcuno che fece:
- Crí-crí-crí!
- Chi è che mi chiama? - disse Pinocchio tutto impaurito.
- Sono io! -
Pinocchio si voltò, e vide un grosso grillo che saliva lentamente su su per il muro.
- Dimmi, Grillo, e tu chi sei?
- Io sono il Grillo-parlante, e abito in questa stanza da più di cent’anni”.

Il nostro piccolo grillo non vive però tanti anni, ma solo pochi mesi.

Su questa durata di vita di questo simpatico insetto Robert Wilson, artista statunitense nonché regista, drammaturgo, coreografo, pittore, scultore, video artista e designer di suono e luci, ha regolato la registrazione del suo “canto”.

Egli ha rapportato la durata media della vita di un uomo alla durata media di vita del grillo ottenendo un risultato di 280. Ha quindi rallentato il “canto” 280 volte. 

N’è venuta fuori una musica armoniosa e suadente. Una canzone d’amore. Una meraviglia. Un suono che solleva, che calma, che placa e che tutti possono ascoltare in internet. Anche voi.

Grillini

Dei grillini mi limito a riportare quanto dice il dizionario Garzanti.

Grillino: esponente, sostenitore del Movimento 5 Stelle, fondato nel 2009 dal comico e attivista politico Beppe Grillo (1948).

Aggiungo soltanto che i grillini non cantano, ma le cantano.

Le cantano anche senza cantare e le loro non canzoni non sono canzoni d’amore.

Grilletti

Il grilletto è la parte esterna del meccanismo di scatto di un'arma da fuoco che consente il rilascio del percussore e che provoca il colpo.

Viene normalmente azionato con il dito indice della mano che impugna l'arma.

Solo a nominare questo dispositivo m’investe una certa inquietudine.

Ancor più m’impressiona quello che è l’equivalente della parola grilletto in lingua inglese: trigger.

Il trigger è molto diffuso in svariati campi anche non direttamente connessi al mondo delle armi.

Sebbene, nel secondo caso e fatta salva qualche eccezione, esso non sia uno strumento offensivo, mi assale comunque una preoccupazione inconscia, non razionale connessa al caso della non corretta valutazione della condizione che lo fa scattare.

Infatti il paradigma da seguire è il seguente: Evento-Condizione-Azione.

Quando si verifica un evento un meccanismo (spesso di software ma non necessariamente) procede in pochi secondi alla valutazione della condizione e, in base al valore di verità di questa, svolge una certa un’azione.

Riporto alcuni tipi di trigger tratti da Wikipedia e da altre fonti:

1. Nel campo del commercio internazionale il trigger-price è un sistema di protezione commerciale consistente nel gravare di dazio quei prodotti stranieri i cui prezzi risultano inferiori a una soglia di riferimento (determinata dal costo di produzione sostenuto dal produttore più efficiente a livello mondiale in un dato settore) allo scopo di ostacolare le politiche di dumping commerciale messe in atto da altri paesi. 
Introdotto negli USA per sostenere la competitività dell’industria nazionale dell’acciaio nel 1977, resta ancora oggi in vigore nei confronti dei paesi che non hanno aderito agli accordi di autolimitazione sottoscritti tra gli Stati Uniti e la Comunità Europea nel 1982.

2. Nel linguaggio finanziario il trigger-rate è un tasso di riferimento rispetto al quale particolari titoli a tasso variabile, denominati drop lock bond, sono convertiti in obbligazioni a tasso fisso.
La clausola di conversione dei titoli scatta automaticamente non appena i tassi di interesse cui questi sono indicizzati scendono sotto il livello minimo di rendimento fissato dal trigger rate.

3. In elettronica i trigger indicano segnali di comando di dispositivi elettronici. Il circuito di trigger, l’amplificatore di trigger si riferiscono a circuiti nei quali sono generati o amplificati i segnali anzidetti. Il trigger è un circuito elettronico presente in tutti gli oscilloscopi, ha la funzione di sincronizzare la partenza della scansione orizzontale con un preciso livello di soglia del segnale periodico da analizzare.
La sincronizzazione, similmente ad un "fermo immagine", permette la visualizzazione stabile sullo schermo del segnale in analisi.

4. In fisica nucleare e subnucleare il trigger è il sistema di comando di un dispositivo sperimentale costituito da più rivelatori. 

5. In medicina la zona di trigger è un’area di ipereccitabilità la cui stimolazione provoca una risposta specifica (per es. un attacco di nevralgia trigeminale scatenato dalla stimolazione di determinate aree cutanee). L’azione di trigger è uno stimolo improvviso che determina l’innesco di un processo fisiologico o patologico (come, per es., nella patogenesi delle tachicardie).

6. Nel campo della fotografia i trigger sono semplicemente dei dispositivi che permettono di inviare ad un flash il comando: “Ora scatta ”.
La stragrande maggioranza di questi dispositivi non trasmettono quindi altre informazioni e non permettono di far funzionare tutti gli automatismi dei flash portatili.
In effetti i trigger nascono per lavorare in manuale (come si fa in studio con le mono torce) e quindi non necessitano di grandi sofisticazioni.

7. In psicologia le persone che hanno subito dei traumi spesso manifestano vari sintomi e problemi in seguito.
La gravità del trauma varia da persona a persona, dal tipo di trauma in questione e dal supporto emotivo derivato dalle altre persone. 
Dopo un'esperienza traumatica una persona può rivivere il trauma mentalmente e fisicamente, perciò evita il ricordo del trauma mediante il trigger perché scatena il ricordo in quanto questo può essere insopportabile e persino doloroso.
Le persone traumatizzate possono cercare sollievo nelle sostanze psicotrope, tra cui l'alcool, per cercare di sfuggire ai sentimenti legati al trauma.
Il rivivere i sintomi è un segno che il corpo e la mente stanno attivamente cercando di farvi fronte con l'esperienza traumatica.
I trigger e i sintomi agiscono come promemoria del trauma e possono causare ansia e altre emozioni associate. Spesso il soggetto traumatizzato può essere completamente all'oscuro dei trigger.
In molti casi ciò può portare una persona che soffre di disturbi traumatici a impegnarsi in meccanismi di adattamento distruttivo o autodistruttivo, spesso senza essere pienamente consapevole della natura o delle cause delle proprie azioni.
Gli attacchi di panico sono un esempio di una reazione psicosomatica ai trigger.

Spero di non avervi turbato raccontando alcuni risvolti dei tempi moderni che provocano in alcuni un certo disagio per la presenza inconscia di qualcosa di inquietante, preoccupante, spaventevole e angosciante.

Vedrete che presto troveranno un trigger che possa fugare queste nuove paure, magari con la scoperta di un nuovo Charlot, famoso operaio protagonista del film di Charlie Chaplin “Tempi moderni” e che probabilmente chiameranno “Trigger”.

LoStraniero
 
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Commenti:

ID70617 - 09/01/2017 23:49:54 (Dru) Provo con una metafora il rapporto tra conoscenza e sapere
Mettiamo il caso, che non vuol ragione, che la conoscenza sia come un cevingum ben formato e appena masticato.., ma si la conoscenza è quel cevingum appena sputato sul suolo di un'affollata autostrada, ogni inquietudine dunque della sua sorte non dipende più e tanto dal nostro masticarla, ma piuttosto da quanto più resista alla velocità e potenza del mondo, che sulle autostrade si trasformano in tir e macchine sfreccianti. Sapere questo è il "saper di conoscenza."


ID70623 - 10/01/2017 18:14:23 (LoStraniero) Caro Dru
certo è che hai riservato alla povera chewing gum una sorte piuttosto triste, a meno che tu non ritenga che la sua funzione tipica non debba essere quella di far appiccicare i pneumatici all'asfalto in modo da ridurre la velocità degli autoveicoli.Pensiero profondo che solo un filosofo come te riuscirebbe a concepire. Ciao e Buon Anno!


ID70638 - 13/01/2017 09:21:58 (Dru)
ritengo piuttosto interessante per te il valutare l'opposto. Ciao e Buon anno a te.



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