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11 Agosto 2019, 10.05
Vestone
Triathlon estremo

Impresa di Alessio Cappa al Norseman

di Redazione
L’atleta vestonese, ora di casa a Gardone Riviera, è giunto 13° al triathlon estremo disputato nei giorni scorsi in Norvegia

Una gara massacrante: 3,8 chilometri a nuoto nelle gelide acque dei fiordi scandinavi, 180 chilometri in sella a una bici da corsa e 42 a piedi con tanto di ascesa verso i 1883 metri del traguardo sul monte Gaustatoppen.

È il percorso della Isklar Norseman Xtreme Triathlon, un triathlon estremo che si disputa dal 2003 in Norvegia.

«Il Norseman è la competizione simbolo del triathlon estremo e attira atleti da tutto il mondo – ha dichiarato Cappa - Un sorteggio seleziona solo 300 concorrenti fra circa 4000 candidati. Io sono stato estratto al primo colpo: pochi hanno la mia fortuna».

Il 38enne vestonese, tesserato con la Feralpi Lonato per il triathlon e con la Libertas Vallesabbia per la corsa, si è piazzato al tredicesimo posto tra gli amatori.

Al suo primo ironman estremo Cappa ha brillato fermando le lancette dopo 12h14'26": tempo favoloso e primo posto fra gli italiani in gara nella terra dei Vichinghi. Cosa volere di più? «Una vacanza da sogno che ora mi concedo in Norvegia con mia moglie Roberta e le mie tre figlie», assicura l'atleta di Gardone Riviera, accompagnato nella maratona finale dall'allenatore Simone Bortolotti.

Cappa ha raccontato nel dettaglio
la sua avventura in terra norvegese in un bel post sulla sua pagina Facebook, dove potete vedere anche foto e video, che riportiamo integralmente.

Norseman 2019

Una bellissima esperienza!!!
Una gara dove la logistica ti mette alla prova ma da ancor più gusto alla sfida.
La gara si fa in team ( atleta + supporters ) e noi “siamo una squadra fortissimi”: io, il mio Amico e coach Simone Bortolotti e le mie splendide donne.
La gara è un ironman extreme, le difficoltà extra alla distanza sono il dislivello e le condizioni climatiche.
Si parte pronti a tutto ma fortuna vuole che il meteo sarà favorevole; come dico sempre se il tempo è buono metà gara è già fatta...non è proprio così ma pensarlo abbassa la tensione.
Ore 2:00 sveglia, colazione ed ultimi preparativi.
ore 4:00 si sale sul battello ed il cuore comincia a pompare, sono carico e sono pronto! Ho una voglia matta di tuffarmi nel fiordo ( anche perché mi ero cosparso il corpo con una crema riscaldante e stavo letteralmente andando a fuoco ).
Si alza il portellone e via: the Jump!!!
L’acqua è meno fredda del previsto ( sarà 16 gradi ) ma comunque scura e profonda; l’alba comincia a schiarire il cielo ed è tutto giusto!
Ore 5:00 la tromba da il via. Fin da subito le sensazioni sono buone. I calzari mi danno quella galleggiabilità che mi manca alle gambe e nuoto con facilità, la più bella nuotata mai fatta! Esco ed il crono conferma le mie sensazioni, o meglio non ci credo, penso:
“ sarà stato più corto! “ oppure “ non avrò tagliato percorso? “
Il tempo fatto mi gasa ed il mio compagno di avventura ( in T1 per aiutarmi nel cambio ) cerca di smorzarmi un poco , preoccupato che non mi faccia prendere troppo. Parto in bici e forse inizio la prima salita un pelo sopra il dovuto. Ci pensano dei missili norvegesi che passandomi a velocità mostruosa ed altrettanta facilità di pedalata, riportano le mie ambizioni a piani più consoni, ricerco così il mio ritmo.
C’è nebbia e freddo nella prima salita ma poi il sole fa capolino e lo spettacolo dell’altopiano si mostra in tutta la sua bellezza. Non c’è vento e qui, su questi leggeri su e giù filanti, la crono è uno spettacolo, si fanno tratti sopra i 50 all’ora spingendo il 53x11...
Simone mi segue svolgendo un perfetto lavoro di assistenza ( mi passa cibo, acqua e se necessario cambio abiti ) e le mie donne mi rincorrono e superano con il camper facendomi un super tifo.
Nella seconda metà arrivano le altre salite, quattro, di cui l’ultima è la più impegnativa e mi ricorda che i km sono tanti. Arrivano anche i primi crampi. Al 152esimo km inizia la discesa che nella mia testa ci avrebbe portato in T2 facilmente ed invece nella parte finale ci sono ancora dei leggeri sali scendi con vento contrario che non finiscono più, o meglio “finiscono” me che conto i metri restanti!!!
Il cambio bici-corsa è veloce ed il capo mi chiede come va, rispondo: “ ho avuto i crampi ma andiamo “
Parto correndo non bene ma comunque ad un buon ritmo, I primi 25 km sono filanti anche se non propriamente piatti ( la pianura non è così ).
Tutto sommato volano via anche se mi lasciano un ginocchio malconcio col quale affrontare Zombie hill, la prima parte della salita al Gaustatoppen. Fatico molto, alterno corsa a camminata ma metto nel mirino un rivale non troppo lontano e così prosegue la mia fatica.
Il tifo di mia moglie e delle mie bimbe mi commuove più volte, credono in me, forse più di me stesso e non voglio certo deluderle. Testa bassa ed avanti.
Il coach prosegue il suo ottimo lavoro di stimolo ed assistenza con cura e precisione.
Passato il cancello del km 32, si sale ancora su asfalto fino al 37esimo da dove, assieme al supporter, si entra nel sentiero ( pietraia ) che conduce in vetta e quindi all’arrivo. Sono finito, fatico a parlare bene ( o è il Simone che non mi capisce? 🤔) non ho più voglia di alimentarmi ed i crampi ora si fanno più forti che mai. Vogliamo però arrivare in cima, la gente che incrociamo ci sprona calorosamente, spostiamo il nostro limite e con caparbietà raggiungiamo il traguardo.
L’abbraccio con il mio accompagnatore è carico di riconoscenza, stima, affetto ed amicizia.
Il panorama è spettacolare!
Le mie donne mi aspettano giù e quando arrivo il cerchio è chiuso, tutto è al posto giusto nel momento giusto, qui ed ora!

Ah no, mancano ancora un paio di birre per festeggiare!!! 🍻🍻🍻

Grazie a tutti


In foto: Alessio Cappa con Simone Bortolotti
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