Skin ADV
Giovedì 26 Aprile 2018
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 
    


Vista lago

Vista lago

di Maria Rosa Marchesi



25.04.2018 Valsabbia Garda

24.04.2018 Salò Valsabbia Garda

24.04.2018 Anfo Valsabbia

25.04.2018 Odolo Provincia

25.04.2018

24.04.2018 Villanuova s/C Valsabbia

24.04.2018 Barghe

24.04.2018 Val del Chiese

25.04.2018 Bagolino Salò

24.04.2018 Vallio Terme






30 Ottobre 2017, 11.00
Idro Bione
Libri

Il sorriso come segno di diverse forme di conoscenza

di Luciano Pace
Pubblichiamo l’introduzione alla serata di presentazione del libro di Giuliano Guerra a cura di Luciano Pace, una perspicace ed originale riflessione sulla gioia come segno del sorriso e imprescindibile dimensione per una buona vita riuscita

Il testo del prof. Guerra
presenta il sorriso da diversi angoli di visuale: psicologico, fisiologico, sociale, cognitivo… La prospettiva da me presentata sarà filosofica.

Gli sguardi filosofici possono essere molti (ontologico, fenomenologico, storico, linguistico, gnoseologico, etico, ecc…): scelgo di occuparmi del sorriso dal punto di vista gnoseologico, cioè come segno di specifiche forme di conoscenza.

Il sorriso, come suggerito anche dal prof. Guerra, può essere segno di molte emozioni: gioia, compassione, sdegno, imbarazzo ecc… Scelgo di concentrami sul sorriso come segno di gioia. La domanda che ci poniamo è dunque questa: che tipo di conoscenze e saperi vengono veicolati dal sorriso come segno di gioia?

Penso che per rispondere sia necessario elencare alcune forme della gioia collegate ad esperienze umane precise. Quattro sono le forme possibili dell’esperienza della gioia:

a.    La gioia dell’accogliere/ricevere. E’ la gioia originaria. La gioia, in origine, è un dono non un atto. O meglio, è risposta attiva a un dono ricevuto inaspettatamente. L’esperienza è quella del sorriso dei genitori che genera il sorriso dell’infante e che viene riattivata inconsciamente ogni volta che riceviamo doni da persone che ci amano. Che cosa sappiamo e impariamo del mondo nel ricevere la gioia di chi ci ama? Sappiamo che siamo amabili e apprezzabili e che qualcuno ci riconosce come degni della sua attenzione. In questo senso se lo sguardo altrui può renderci puri oggetti (Sartre), invece, il sorriso di chi ci ama permette di riconoscere il nostro valore. La gioia mi insegna a sapere la mia amabilità. Diversamente dalla logica astratta degli illuministi (i quali hanno voluto appiccicare il valore della dignità a persone indistinte senza nomi e cognomi) il concreto sorriso di una mamma fa sapere immediatamente a ogni bambino concreto la sua dignità di essere amabile.

b.    La gioia dell’ottenere/raggiungere. Una persona che sa di essere amata, può iniziare a scoprire la sua autonomia. Alla base dell’esercizio dell’autonomia c’è una fiducia di base che permette di esprimere se stessi. Nel cominciare ad agire autonomamente, una persona può scoprire un’altra forma di gioia, più attiva della precedente. E’ la gioia che sperimentiamo quando riusciamo ad realizzare obiettivi che ci siamo prefissati. Le esperienze collegate a questa gioia sono molte. Imparare a camminare, a parlare, a leggere e scrivere, a manipolare, a inventare, a suonare a dipingere, ecc… procura gioia. Una gioia che si trova alla fine di una fatica e di un obiettivo raggiunto. L’aspetto conoscitivo di questo tipo di gioia è il seguente: quando sperimento questa gioia so che sono un essere di valore non solo perché me lo dicono gli altri. La gioia mi insegna a sapere le mie capacità e le mie abilità. E’ la gioia e la felicità di cui si parla nel film “La ricerca della felicità”. Questa gioia è fonte di auto-stima perché fondata sul riconoscimento delle proprie facoltà: l’intelligenza e la volontà. In questo caso la gioia è l’intelligenza che scopre le sua creatività e la volontà che conosce la sua forza e la sua determinazione.

c.    La gioia dell’offrire/dare. Chi sa di essere amato e sa delle sue capacità intellettive e volontarie diventa capace di regalare un po’ di sé agli altri. La gratuità, infatti, è effetto di personalità sicure di se stesse e che non vanno alla ricerca di soddisfazioni vicarie fuori di sé. La gioia del dare è più grande di quella del ricevere, ma non può essere sperimentata senza aver mai ricevuto nulla. Il sorriso lo si dà perché lo si è ricevuto. La gioia mi insegna a sapere che gli altri sono simili a me e meritano l’attenzione che io ho ricevuto da altri. Qui la gioia ha un valore di conoscenza etica: so che l’altro e mio prossimo e con lui va applicata la “regola d’oro”. Molti interpretano questa regola dicendo: “Prima pensa a te stesso e poi agli altri”. Questo modo di interpretare ha il limite di non riconoscere il processo esistenziale attivato dalle prime due forme della gioia. Una migliore, (più realistica) interpretazione è questa: “Allo stesso modo in cui tu sai sei stato amato, tu ami a tua volta il tuo fratello”. Qui il sorriso è segno di un dono che non calcola il suo effetto: un regalo alla vita altrui mosso dalla speranza che possa portare frutto a suo tempo. Come un seme sparso nei campi delle vite di coloro che incontriamo.

d.    La gioia del contemplare. Secondo san Tommaso d’Aquino la gioia più grande si trova nell’atto del contemplare, che non è un atto etico, ma estetico/estatico. Qui l’esempio esperienziale è quello di un genitore che contempla la bellezza di un figlio che ha realizzato la sua autonomia in un ambito buono e sa essere discreto. La contemplazione, infatti, è un saper godere “a distanza”, partecipando senza mettersi in mostra o in primo piano. La gioia qui ci fa sapere la bellezza e la bontà di ogni creatura. E’ lo sguardo trasfigurato di Francesco d’Assisi e di molti altri santi. Qui il sorriso è quello del saggio, come anche il prof. Guerra registra: segno della gioia di chi vede la bellezza e la bontà altrui e ne prende atto. In questo senso, anche la sofferenza e la morte si trasformano in qualcosa di accettabile quando le si contempla con animo discreto. E’, forse, lo sguardo di un Dio che, discretamente, contempla la vita di ciascuna sua preziosa creatura mentre muove tutti gli universi.

In conclusione: queste riflessioni spero possano essere utili per mostrare due aspetti specifici della persona umana.

L’esperienza umana collegata al sorriso come segno di gioia è esperienza complessa, in cui le persone non possono essere interpretate per compartimenti stagni. Nell’esperienza, seppur siano distinguibili concettualmente, non sono scindibili la razionalità dall’emotività, il sentimento dall’intelligenza, la sensibilità dalla conoscenza. La gioia, di cui il sorriso è segnale, è indicatrice di modi precisi di conoscere se stessi, gli altri e la realtà… con ogni nostra facoltà: appetitiva, sensitiva, intellettiva.

L’esperienza umana, in determinate circostanze, può diventare un cammino di uscita da sé e dal proprio egoismo per andare pian piano verso gli altri, restituendo loro quella stessa dignità che a noi è stata assegnata. Il sorriso come segno di gioia, è sacramento di questo esodo dall’egoismo verso l’altruismo.
Invia a un amico Visualizza per la stampa






Aggiungi commento:

Titolo o firma:

Commento: (*) ()





Vedi anche
18/10/2017 09:54:00
«Il sorriso», atteggiamento dell'anima La sala consiliare di Idro ospiterà questo venerdì sera, 20 ottobre, la presentazione del libro di Giuliano Guerra, psicologo e terapeuta, con Luciano Pace e Giuliano Rizzardi


19/05/2009 00:00:00
Il sorriso e la mamma Un sorriso ad una mamma è un sorriso per tutte quante le mamme. Ci sono quando si nasce, quando si cresce, quando si soffre. Il pensiero va a lei anche quando si muore. Un amore incondizionato il loro: basta un sorriso a ripagarlo.

05/04/2014 08:00:00
Epistolario valliese della Grande Guerra Un libro con 2.100 lettere di soldati valliesi della Prima guerra mondiale è stato donato in occasione del centenario della Grande Guerra da Luigi Agostini al Comune di Vallio Terme

27/12/2014 08:54:00
Le lettere dal fronte della Grande Guerra Sara presentato oggi pomeriggio a Bagolino il libro "Lettere dal fronte di caduti Valsabbini durante la Prima Guerra Mondiale", curato da Giancarlo Melzani e Alberto Vaglia, con la partecipazione del coro “Beorum” di Bagolino.

27/12/2014 09:18:00
Pagine sulla Grande Guerra Fa tappa a Gavardo la mostra storica e bibliografica dedicata alla Prima guerra mondiale sul fronte dell’Alto Garda. Oggi pomeriggio l’inaugurazione e la presentazione di un libro



Altre da Idro
18/04/2018

Paroli, Interlandi, Sciascia

Questo venerdì sera nella sala consiliare di Idro, si parlerà dei retroscena di un "affaire" nostrano, ed in parte anche valsabbino, che sarebbe dovuto finire in uno dei libri dello scrittore siciliano


17/04/2018

Jessica laureata infermiera

Congratulazioni a Jessica Collura, di Idro, che si è brillantemente laureata in Scienze Infermieristiche presso l'Università degli Studi di Brescia

12/04/2018

Giornata del Verde Pulito

Anche in Valsabbia questo fine settimana gruppi e associazioni aderiscono alla giornata ecologica indetta ogni anni in primavera da Regione Lombardia

12/04/2018

Gilmozzi: «L'escursione del lago non andrà oltre il metro e mezzo»

Chiara la presa di posizione della Provincia Autonoma di Trento su come dovrà essere regolato in futuro del lago d'Idro. L'intervento in occasione di un incontro con gli Amici della Terra
(6)

30/03/2018

Eridio, in arrivo i primi visitatori

Le previsioni per la nuova stagione turistica sul lago d'Idro sono ottimistiche. Preparandosi per l’arrivo dei primi visitatori, gli operatori turistici sperano in un andamento positivo quanto quello dello scorso anno, se non addirittura migliore (5)



30/03/2018

Ciak si gira: è di scena il Perlasca

Esperienza formativa carica di emozioni, quella vissuta dai ragazzi del Perlasca, che nell'ambito del programma delle Valli Resilienti, hanno realizzato dei video con gli esperti del Giffoni Festival


27/03/2018

Il Perlasca trionfa a «That's Garda»

Gli allievi dell’Istituto alberghiero di Idro si sono aggiudicati il primo premio nel Concorso interregionale promosso dal Consorzio "Olio Garda Dop" in collaborazione con altre realtà gardesane per valorizzare le eccellenze del territorio  (1)

23/03/2018

Le 6 candeline di Lorenzo e Martina

Tanti auguri a Lorenzo e Martina Giori di Idro che proprio oggi, venerdì 23 marzo, compiono 6 anni

22/03/2018

Valli Resilienti sul grande schermo

Saranno presentati questa domenica sera, 25 marzo, presso l'Auditorium Balestrieri a Brescia, i lavori realizzati anche dagli studenti del Perlasca di Idro per partecipare al Giffoni Film Festival 2018.

22/03/2018

Come stanno i rospi di Idro?

Nella serata di domani, venerdì 23 marzo, presso il Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia si farà il punto della situazione sullo stato del “Progetto Rospi” a Idro dopo 23 anni di attività



Eventi

<<Aprile 2018>>
LMMGVSD
1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
30



  • Valsabbia
  • Agnosine
  • Anfo
  • Bagolino
  • Barghe
  • Bione
  • Capovalle
  • Casto
  • Gavardo
  • Idro
  • Lavenone
  • Mura
  • Odolo
  • Paitone
  • Pertica Alta
  • Pertica Bassa
  • Preseglie
  • Prevalle
  • Provaglio VS
  • Roè Volciano
  • Sabbio Chiese
  • Serle
  • Treviso Bs
  • Vallio Terme
  • Vestone
  • Villanuova s/C
  • Vobarno

  • Valtenesi
  • Muscoline
  • Garda
  • Salò
  • Val del Chiese
  • Storo
  • Provincia