Bagolino orfano del suo Carnevale. Un vuoto nel cuore di tutti i Bagossi
di Rachele, Marta, Elisa

Pare che neanche la guerra fosse riuscita a fermarlo


2021, anno del Covid: il tanto amato carnevale di Bagolino è costretto a restare in stand by per un anno.
Questa tradizione dura da 500 anni e rende Bagolino un borgo unico e caratteristico. Durante quei giorni festosi tutti i vicoli che distinguono il paese si riempiono di colori, vivacità, allegria, cultura e storia.

Purtroppo però in questo febbraio, i tre giorni tanto attesi da chiunque, saranno tutt’altro che spensierati e felici. Una causa di forza maggiore ha bloccato il Carnevale.
Sembrava impossibile ma è successo e noi non possiamo far altro che ricordare i bei carnevali passati e aspettare con buona speranza quelli che verranno.

Per noi Bagossi questa è la festa più importante dell’anno, tanto che la frase che ci contraddistingue è “Le sante feste di Pasqua e Natale, le santissime feste di carnevale”.
Un mese prima del grande evento, per entrare nel “mood”, i suonatori ogni lunedì e giovedì intonano le tipiche canzoni nei bar, mentre i mascher si divertono con i loro scherzi. Quest’anno però solo la desolazione riempirà i bar  dalle serrande chiuse, mentre noi, come i nostri compaesani, staremo rintanati in casa, cercando di non pensarci, per non  lasciare spazio al malumore e alla malinconia.

Ciò che proviamo in questi giorni è qualcosa di veramente prezioso tanto che non si riesce nemmeno a descrivere.
Ci mancheranno tutte le piccole cose del nostro carnevale: i bälärì con i loro mille colori e i loro maestosi cappelli, i sonädùr che non stancheranno mai, i màschär e i loro occhi divertiti che ci scrutano da dietro le maschere, le risate e le cantate che si sentono passando sotto le finestre delle cucine, i carri e, per le strade, il rumore degli sgàlbrä che picchiano sul terreno e rimbombano nei vicoli di Bagolino.

Quest’anno non si potrà partecipare alla messa del lunedì mattina e alla prima ballata; non si potrà ammirare l’ariosa del martedì, il coreografico ballo che ogni anno lascia i Bagossi senza fiato e con qualche lacrima, perché segna la fine del Carnevale.
Non potremo neppure sentire la dolce malinconia delle 23:00 del martedì sera, quando le campane suonano per avvisare tutto il paese che le “santissime feste” sono finite e che dovremo aspettare un altro anno per rivivere questa tradizione.

Una cosa però è certa: anche se i brutti eventi ci impediscono di festeggiarlo, il Carnevale di Bagolino non potrà mai morire perché i Bagossi ce l’hanno proprio nel sangue e nel cuore.
Come dice Lessing “L’attesa è essa stessa il piacere” e aspettare tempi migliori ci aiuterà ad apprezzare ancor di più la tradizione che ci caratterizza da quando eravamo bambini.

Non vediamo l’ora che arrivi l’anno prossimo, quando questa triste situazione sarà diventata solo un lontano ricordo, per poter risentire dentro di noi “la scossa” del nostro meraviglioso, unico e invidiato Carnevale bagosso.

Rachele Melzani (4^ AFM)- Marta Malossini (4^ Liceo Scientifico)- Elisa Melzani (3^ Liceo Scientifico)

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