14 Novembre 2012, 07.00
Provincia
Restauri

L'orgoglio dei botticinesi

di Marisa Viviani

A Botticino Mattina, un apposito comitato si sta occupando del restauro della torre campanaria della parrocchiale dedicata i Santi Faustino e Giovita


Si staglia con la sua bianca struttura sullo sfondo scuro delle colline; è tutta in marmo di Botticino, massiccia e solida sì, ma essendo ultracentenaria necessita ora di alcuni interventi di restauro e di adeguamento a norme di sicurezza.
E' la torre campanaria della Parrocchiale dei Santi Faustino e Giovita di Botticino Mattina, in favore della quale si è costituito il Comitato per la Torre, con lo scopo di portare a compimento i lavori necessari tramite un progetto tecnico-architettonico e la raccolta delle risorse finanziarie necessarie.
 
Iniziata nel 1848, la torre campanaria di Botticino Mattina, fu terminata nel 1898 dopo un travagliato percorso di costruzione, che vide l'interruzione dei lavori per ben 29 anni per mancanza di fondi, 21 anni in totale per la sua edificazione, e 50 anni quindi di attesa da parte della popolazione per vedere compiuta un'opera imponente e bellissima alla quale aveva contribuito con le proprie offerte di denaro e lavoro: A SPESE DEL POPOLO sta inciso infatti sulla facciata della torre, a ricordare con lapidarie parole la vicenda di un'impresa durissima per le esigue possibilità della maggior parte della popolazione di quel tempo, ma fortemente voluta e con determinazione perseguita.
 
Nel 1852 un inverno rigidissimo infatti aveva gelato quasi tutte le viti che costituivano la base economica principale della popolazione botticinese, prostrandola per lungo tempo; le offerte e la questua dell'uva e del vino, che avevano portato fondi per l'avanzamento dei lavori, vennero così a mancare e la torre si arrestò a due terzi di costruzione, rimanendo incompiuta per ben 29 anni.
 
Soltanto nel 1882 i lavori ripresero, grazie anche al lavoro gratuito domenicale offerto dai parrocchiani su dispensa del vescovo; la macchina dell'organizzazione e della volontà si era rimessa in moto e aveva proseguito fino al compimento dell'opera nel 1898, quando le campane furono collocate nella nuova cella campanaria.
 
A ripercorrere la storia di questa torre viene spontaneo il parallelo con i tempi nostri, in cui assistiamo al degrado di un patrimonio preziosissimo di arte, bellezza, sapere, capacità creative e operative realizzato nel corso di secoli, che tutto il mondo ci invidia e che potrebbe rappresentare un caposaldo fondamentale per l'economia del nostro Paese; oltre che per la costruzione di una società fondata sulle solide basi culturali necessarie per affrontare le crisi del presente e le difficoltà crescenti prospettate per il futuro.
 
La storia della torre campanaria di Botticino Mattina, non dissimile da tante altre vicende di opere straordinarie realizzate in questo Paese, è certamente emblematica di un'epoca in cui l'identificazione delle genti in una fede, in una comunità e in solidi valori civici era saldissima e consentiva l'accettazione di grandi sacrifici per raggiungere gli obiettivi stabiliti e onorare gli impegni sottoscritti; conoscerla può certamente aiutare a capire la realtà odierna, e forse a gettare una luce nell'opacità di questi tempi incerti e anonimi.
 
L'opera della torre è a comune beneficio, desiderata dal popolo per collocare le campane da alcuni anni acquistate, per decorare questa bella chiesa, e per impiegare nel lavoro i poveri giornalieri mancanti di travaglio...” , si legge nei documenti d'archivio del tempo; parole che dovrebbero ispirare anche qualche eminenza grigia rinsecchita dei tempi nostri, soprattutto in relazione alla situazione occupazionale odierna.
 
La torre venne costruita per completare l'edificazione della nuova chiesa parrocchiale (1740-1779), per sostituire il vecchio campanile troppo basso e per ospitare degnamente il nuovo concerto di cinque campane.
Il progetto architettonico fu affidato al conte Francesco Carini di Botticino Sera, che non vedrà però la conclusione dell'opera, e verrà portato a compimento dall'ingegnere Luigi Arcioni; le opere furono eseguite dalla ditta Fratelli Gaffuri di Rezzato con i marmi delle cave di Botticino utilizzati per ogni parte della costruzione, che si caratterizza così come monomaterica.
 
Davvero è una meraviglia, monumentale, merlato, tutto in prismi di pietra viva, orgoglio dei botticinesi, e oggetto di attenzione e di visite da parte di intenditori, che vengono anche da lontano: è un'opera unica nel suo genere, impreziosita dal nostro Botticino” (A. Galotti); così veniva descritto il nuovo campanile, sobrio ed elegante nella sua struttura di bianca pietra di Botticino, piccolo gioiello di architettura ottocentesca, che anticipa con le sue linee essenziali i moderni stili del '900, e che riceverà l'approvazione entusiastica del celebre architetto bresciano Rodolfo Vantini.
 
Il Comune di Botticino concorse con l'installazione dell'orologio, che resterà a carico della pubblica amministrazione, e di un pianerottolo dei contrappesi dell'orologio a sicurezza e protezione del campanaro incaricato della ricarica giornaliera dell'orologio, a quel tempo meccanico.
A conclusione dei lavori di costruzione della torre, fu finalmente collocato nella nuova cella campanaria il concerto acquistato nel 1845, che doveva sostituire le due campane, di cui una incrinata, del vecchio campanile della chiesa dei Santi Pietro e Paolo.
 
Le nuove campane della fonderia bresciana di Innocenzo Maggi resteranno però alloggiate per oltre 50 anni sul vecchio e angusto campanile, fino alla loro rimozione nel 1897, quando un fortissimo uragano divelse la cupola del campanile scaraventandola a 150 metri di distanza; le cinque campane furono quindi posate a terra in attesa del termine dei lavori di costruzione della nuova torre, fortunatamente quasi ultimata.
 
Anche la vicenda delle campane, come quella della torre fu quindi abbastanza tribolata fin dal suo esordio.
Durante la seconda guerra mondiale furono infatti requisite per essere fuse come bronzo da cannone, ma fortunosamente scampate alla distruzione, vennero riscattate dietro pagamento di una cospicua somma di denaro raccolta con l'ennesima offerta del popolo, che rivoleva le Sue campane sulla Sua torre a così caro prezzo conquistate.
 
Negli anni '50 nuovamente le campane furono riportate a terra per la sostituzione dell'incastellatura di legno che era marcita; il castello fu ricostruito in ferro e nell'occasione furono eseguiti anche altri lavori di manutenzione necessari per il funzionamento in sicurezza delle campane.
Nel 1979 venne installato il sistema elettrico per il suono delle campane e un nuovo orologio elettrificato che sostituì il vecchio orologio meccanico del XIX secolo; altri interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione seguirono negli anni, sempre puntualmente eseguiti con il contributo delle generose offerte dei fedeli. Contributo che anche oggi viene richiesto per affrontare le necessarie opere di restauro della torre.
 
Nelle scorse settimane il Comitato per la Torre ha convocato infatti una assemblea pubblica per esporre la “Proposta di restauro del campanile di Botticino Mattina”, con l'intervento dei relatori don Raffaele Licini, parroco di Botticino Mattina; Giacomo Rossi, coordinatore del Comito; Fabio Secondi, storico della costruzione della Torre; ing. Santo Tonoli e arch. Gianluigi Bianchetti, progettisti del restauro.
 
Si è appreso quindi, insieme alle note storiche sulla vicenda costruttiva della torre campanaria, lo stato attuale di conservazione del manufatto e degli interventi necessari per riparare i deterioramenti subiti dai marmi e dalle strutture metalliche nel corso del tempo, non escluso qualche piccolo danno causato dal terremoto del 2004: lesioni dei cornicioni sporgenti dal fusto, infiltrazioni di acqua e polveri in alcune parti con crescita di vegetazione e muschi, corrosione delle putrelle di ferro a sostegno della cella campanaria, usura del pilastro di sostegno del parafulmine, controllo della volta di copertura su cui poggia la terrazza, oltre che la completa ripulitura esterna per riportare all'aspetto originale la preziosa pietra costruttiva e adeguamenti antisismici previsti dalla nornativa italiana.
 
Il progetto tecnico approntato dal Comitato, in accordo con la Parrocchia di Botticino proprietaria della torre campanaria, è necessario oltre che per la programmazione dei lavori e la previsione di spesa, anche per accedere ai permessi della Soprintendenza per i Beni Architettonici e ai finanziamenti pubblici.
Altre iniziative sono previste per valorizzare la torre e per raccogliere fondi per il restauro, tra queste una pubblicazione sulla storia della costruzione, e auspicabilmente in tempi brevi l'inizio di visite guidate sulla torre, finalizzate anche alla promozione del marmo di Botticino.
 
Così la torre campanaria si trova ancora al centro di una nuova avventura che richiederà alla comunità di Botticino impegno per una positiva soluzione; sono chiamati a sostenere il progetto di restauro non solo i fedeli della comunità ecclesiale, ma tutti coloro che hanno a cuore i valori della cultura, della storia, di una società che riconosce nel suo passato la chiave di lettura del presente per progettare il futuro.
 
A commento del progetto di restauro, è doveroso segnalare l'importanza che tra gli interventi effettuati sia previsto anche il ripristino del sistema di suono manuale delle campane dismesso con l'elettrificazione; le due modalità di suono possono infatti coesistere nel doppio sistema elettrico e manuale, che consente di sostenere i costi di gestione del suono delle campane da parte della parrocchia e di poter periodicamente suonare a corda secondo il Sistema Ambrosiano tipico bresciano, che viene praticato ancora in quei campanili dove il sistema manuale è scampato allo smantellamento.
 
Stanno sorgendo infatti in varie regioni associazioni no-profit, aventi come scopo il recupero della tradizione campanaria e del patrimonio di conoscenze e abilità dei suonatori di campane, la manutenzione dei campanili e delle campane, la diffusione dell’arte campanaria.
Anche a Brescia sono presenti gruppi di campanari volontari, a Pompiano, a Palazzolo sull'Oglio, a Gargnano i più attivi, oltre che nello stesso comune di Botticino nella frazione di San Gallo; e recentemente si è costituita anche la Federazione Campanari Bresciani con sede a Pompiano.
 
Un progetto di restauro del campanile filologicamente corretto non può escludere un'attenzione precisa alla tradizione del suono delle campane nel territorio bresciano; il che comporta il ripristino del sistema meccanico ambrosiano che consentiva fino a qualche decennio fa di suonare le campane a corda e a tastiera secondo l'uso locale.
 
Personalmente ammiro i nuovi e moderni impianti, ma in fatto di suono sento nostalgia dei prolungati e meravigliosi concerti, frutto dell'impegno e della fantasia dei nostri vecchi campanari.”; così commentava lo stesso don Sandro Gorni nel suo libro (cfr. a seguito); e così la pensano tutti coloro, fedeli della comunità ecclesiale e laici motivati da interessi culturali, che si impegnano affinché il ricchissimo patrimonio di conoscenze, capacità, repertori musicali dei vecchi campanari non vada definitivamente perduto, ma possa rivivere ed essere trasmesso alle future generazioni come parte della vastissima eredità di beni culturali ricevuta da chi è vissuto prima di noi.
 
La sottoscrizione per il restauro della Torre Campanaria di Botticino Mattina è dunque aperta e ci si augura che i cittadini contemporanei non sfigurino rispetto ai predecessori ben più indigenti ma certamente molto legati alla comunità; e se la crisi economica incombe e limita le risorse economiche, c'è sempre la possibilità di contribuire con il lavoro volontario e gratuito, come del resto avvenne in passato.
 
Marisa Viviani
 

Comitato per la Torre – per informazioni cell. 349 / 4552080

Per la storia della Torre Campanaria di Botticino Mattina vedi: “Il campanile” pag. 135-142; “Le campane” pag. 143-152 in Don Sandro Gorni “Botticino Mattina - La Parrocchia dei Santi Faustino e Giovita” - Edizioni La Rosa – Brescia 1992

Federazione Campanari Bresciani: E-mail: campanaribresciani@gmail.com


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