24 Maggio 2007, 00.00
Idro
Eridio/3

I dissidenti

Ad avanzare dubbi sul protocollo d'intesa Aldo Armani, presidente del Consorzio Pro Loco Valle del Chiese e membro del Coordinamento delle Pro Loco del lago.
Senza la tura torna l'emergenza era l'opinione poche ore prima della firma.

L'altra sera la tensione si tagliava con il machete al presidio sul lago d'Idro. I capannelli s'intrecciavano, e ognuno aveva da dire la sua.
C'era chi alzava la voce e chi discuteva con asprezza. La sensazione di trovarsi di fronte ad un momento storico è chiara.
Ma è altrettanto chiaro che esistono opinioni diametralmente opposte rispetto al risultato della partita che si sta giocando.
C'è chi è convinto di vincerla, ma non mancano i preoccupati, anzi, i preoccupatissimi.

Cosa accade? La Prefettura di Brescia si è fatta mediatrice fra le parti in causa (Comuni rivieraschi, Comunità montana di Valle Sabbia, agricoltori lombardi ed Enel) per la firma di un protocollo d'intesa che dovrebbe, secondo le intenzioni dei promotori, risolvere una volta per tutte la questione lago d'Idro, aperta (giova rammentarlo) dal 1987, anno di conclusione della concessione settantennale che l'ha dissanguato.
Come si ricorderà, nei mesi scorsi l'Enel ha eretto una «tura», una barriera davanti alla galleria che porta l'acqua alla centrale di Vobarno per consentire la manutenzione. Quella «tura» ha permesso al lago di ritrovare le sembianze naturali: l'acqua è salita fino a 368 metri sul mare, garantendo al Chiese il deflusso minimo vitale.
Ora i lavori sono finiti e l'Enel vuole togliere la «tura» col rischio che il lago precipiti ancora ai livelli minimi, visto che la galleria pesca a 360 metri.

Che fare? Aldo Armani (presidente del Consorzio Pro Loco Valle del Chiese e membro del Coordinamento delle Pro Loco del lago) fa parte dei preoccupatissimi.
«Il Coordinamento - esordisce scuro in volto - dovrebbe usare le maniere forti per far capire agli amministratori la linea da seguire, soprattutto perché dietro c'è una comunità che si è fortemente impegnata».
Nel protocollo d'intesa l'Enel si dichiara disponibile a garantire il deflusso minimo vitale... «Non è sufficiente - ci interrompe Armani - perché noi vogliamo il ripristino della continuità del lago nel trinomio massa d'acqua-alveo-spiagge, violato in origine. Anche l'Enel deve soggiacere alle condizioni prioritarie del ripristino dell'ambiente». Cosa le fa pensare che l'Enel non ci stia?

«Il fatto che questo contratto fra le parti è viziato: infatti devono dare garanzie alle nostre comunità. In cambio dell'abbattimento della tura dobbiamo avere qualcosa di forte. Ci stanno facendo firmare un documento dal quale non traspare la volontà dell'Enel (che è un semplice utilizzatore come tutti gli altri) di ripristinare l'ambiente. Oltretutto questo atto può essere invalidato in qualsiasi momento, perché nel documento giunto al Prefetto lunedì non vi era la clausola che deve esserci la ratifica dello Stato, il dominus principale».
Armani non ha dubbi: «Questo documento è fatto in maniera tale da arrecarci una grande fregatura. La clausola fondamentale risiede in una garanzia di tipo economico».

La vogliamo spiegare? «L'Enel deve rilasciare la fideiussione di un milione di euro per la realizzazione della soglia».
La soglia dovrebbe sorgere al posto della famosa tura per tenere alto il livello del lago.
«Se non la farà l'Enel, come sarebbe tenuto a fare, i Comuni utilizzeranno la fideiussione e la faranno loro. Solo così - secondo Armani - i sindaci potranno sottoscrivere il protocollo».
Che i sindaci siano indecisi è un fatto.

Ma la Provincia di Trento che fa? «Qualche dubbio nasce - risponde Armani - perché non si riesce a capire come mai la Provincia, che ha sul territorio un Sito di importanza comunitaria (Sic), oggi non si muove. Oltretutto sento il sindaco di Bondone dire che la Provincia non si muoverà mai contro la Regione Lombardia non capisco. La Provincia tutela gli interessi del lago o no?».
Certo, la situazione sta creando una certa crisi nel Coordinamento Pro Loco, che finora ha marciato compatto... «Effettivamente non sto capendo se stiamo tutti lavorando per la salvaguardia del lago. Probabilmente chi sull'acqua del lago ha un puro interesse economico sta raggiungendo il suo obiettivo: spaccare la comunità. Se perdiamo l'univocità di intenti - conclude amaro Aldo Armani - non raggiungeremo alcun risultato».

di Giuliano Beltrami da l'Adige


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