06 Ottobre 2008, 00.00
O
Comunità montane sì o no?

Dalla Regione un impulso a valorizzarle

Sulla questione delle Comunit montane, in attesa che il dibattito possa decollare anche in Valle Sabbia, pubblichiamo oggi un intervento del consigliere regionale per la Lega Nord Monica Rizzi.

  Sulla questione delle Comunità montane, in attesa che il dibattito possa decollare anche in Valle Sabbia, pubblichiamo oggi un intervento del consigliere regionale per la Lega Nord Monica Rizzi.

Mi sia permesso replicare alla lettera del Sindaco di Cedegolo sul tema delle Comunità Montane. Una questione di cui ha dovuto recentemente occuparsi il Consiglio regionale, stante un obbligo della Finanziaria Prodi per il 2008 che ha imposto alle Regioni di procedere al riordino territoriale delle Comunità Montane, pena l’intervento diretto da parte dello Stato.
Sono convinta che il tema debba essere affrontato sotto diversi profili. Da un lato la necessità di un quadro normativo di dettaglio per rilanciare le comunità come strumento per valorizzare la montagna. Dall’altro l’esigenza di un’azione di governo (ad ogni livello) volta ad eliminare gli sprechi, le inefficienze, adottando ogni strumento per migliorare la qualità e la vivibilità del territorio.

Questa azione comporta necessariamente visioni differenti a seconda di quale territorio prendiamo in considerazione nel nostro ragionamento. Appare evidente che non si possono sostenere Comunità montane «a livello del mare» come è accaduto in certe Regioni del Sud, così come non sono sostenibili quelle comunità che non danno alcun valore aggiunto ai comuni montani e «alla gente di montagna» anzi sono un costante e pericoloso spreco di denaro pubblico.
Bisogna, invece, operare con convinzione nel senso di una maggiore efficienza ed economicità, intesa come taglio di eventuali sprechi, e in questa direzione si è inserita la recente Legge regionale approvata lo scorso 24 giugno.
Un provvedimento necessario e condizionato da esigenze tempistiche molto strette. Infatti, la conseguenza di una «inerzia regionale» avrebbe portato l’effetto, deleterio, di una applicazione della normativa nazionale che avrebbe adottato criteri meramente numerici e non legati alle differenti realtà territoriali (soprattutto della nostra regione) nel disciplinare le Comunità montane; criteri che - si sottolinea con forza - non avrebbero tenuto in nessun conto storia, esperienza ed efficienza delle nostre Comunità montane.

La legge regionale, che ha visto il voto favorevole di tutti i consiglieri della Lega Nord, persegue l’obiettivo del contenimento della spesa pubblica (mi ripeto, degli sprechi), ma al tempo stesso cerca di cogliere l’occasione per dare un nuovo impulso alle Comunità montane valorizzandole e riconducendole al loro compito storico di tutela a salvaguardia del territorio e di soggetto istituzionale attento alle problematiche del territorio di montagna.
Vi è inoltre un altro aspetto fondamentale. Si è cercato anche di dare nuove indicazioni, fissare principi fondamentali ai quali il legislatore regionale dovrà ispirarsi nel trattare la materia «Comunità Montana», e il riferimento preciso è l’art. 1 quando si parla di tutela e valorizzazione del territorio montano.

Altro passaggio importante è aver detto chiaramente di voler applicare i principi della sussidiarietà, della differenziazione e della adeguatezza introducendo l’autodeterminazione dei Comuni, i quali sono liberi di «determinare» come esercitare funzioni e gestire servizi, definendo anche altre forme associative o l’unione dei Comuni.
Una scelta nella direzione della libertà e della responsabilizzazione.
Il risultato di questo percorso è una legge forse non la migliore in assoluto ma che dimostra l’attenzione della Regione verso le specificità del territorio montano, prevede forme di interventi al fine di assicurarne le opportunità di sviluppo e ancora una volta avvalora la capacità e la volontà della Regione Lombardia nell’essere reattiva alle sollecitazioni, e spesso ai guai almeno fino a Prodi, provenienti dal Governo nazionale.

Nel mio intervento in aula ho inoltre evidenziato la necessità di una normativa nazionale specifica per le realtà di montagna, e in tal senso sto collaborando con i parlamentari bresciani del Carroccio.
Rimane, in ogni caso, fermo l’orientamento della Lega Nord, e mio personale, di combattere ogni forma di spreco dove si concretizza e non una battaglia tout court, senza ragionamenti, senza approfondimenti. Giusto abolire quelle realtà che determinano sprechi e inutilità ma occorre pensare alternative e strumenti, nel caso specifico, capaci di valorizzare o rilanciare determinati territori, ascoltando le persone e eliminando le disfunzioni oggi esistenti.
Il ragionamento e l’azione che noi perseguiamo, con forza, è molto più complessa e seria rispetto a quello che vuol far apparire il Sindaco di Cedegolo.

MONICA RIZZI
Consigliera regionale
Gruppo Lega Nord
Milano


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