14 Aprile 2022, 09.42
Valsabbia Provincia
Cronache

Incidente di Rezzato, inchiesta archiviata

di red.

Nessuna responsabilità penale per il tremendo incidente costato la vita a cinque giovani sulla 45bis è attribuibile al 18enne di Barghe che aveva prestato all’amico privo di patente l'auto intestata a suo padre


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Il sostituto procuratore Antonio Bassolino ha archiviato l’inchiesta sul tragico incidente stradale avvenuto lungo la 45bis a Rezzato la sera del 22 gennaio scorso, in cui sono morti, oltre al 22enne Salah Natiq, anche il 19enne Dennis Guerra, seduto dal lato del passeggero, e i tre ragazzi che erano seduti dietro: i 20enni Imad El Harram e Imad Natiq, quest’ultimo cugino del guidatore, e Irene Sala, di soli 17 anni.

Chi ha prestato l'auto non poteva sapere che il guidatore non avesse mai conseguito la patente.
«Altri in passato, oltre allo stesso ragazzo avevano prestato la loro vettura a Natiq nell’erronea convinzione che egli possedesse la patente, convinzione suscitata proprio dal medesimo, attraverso le sue parole e i fatti concludenti, avendo egli dimostrato di fatto di saper guidare» ha scritto il sostituto procuratore, riporta il Giornale di Brescia.

«Avendo male alla testa ho affidato il veicolo a Salah Natiq. Con lui alla guida sono saliti altri quattro amici mentre io ero a bordo della macchina del mio vicino di casa» aveva fatto mettere a verbale dagli agenti della Polizia stradale nella notte dell’incidente, il 18enne di Barghe che aveva prestato all’amico la Volkswagen Polo formalmente intestata a suo padre.

«È chiaro - scrive il pm - che nessuna responsabilità penale può essere ravvisata
in capo a lui, neppure nella forma di un concorso colposo giacché, posta la superficialità dello stesso nel concedere in prestito la sua vettura a Salah Natiq, le manovre poste in essere da quest’ultimo sono così eccentriche ed imprevedibili da interrompere qualsiasi rapporto eziologico tra la condotta superficiale di chi ha dato l’auto e la possibilità per lui di prevedere quella gravemente colposa di chi guidava».

Le indagini di Polizia stradale e Procura hanno dimostrato
che Salah Natiq «ha fatto una pericolosissima e azzardata manovra di sorpasso delle auto che lo precedevano, superando certamente i limiti di velocità fissati a 90 km/h, invadendo l’opposta corsia di marcia in corrispondenza di una curva e impattando così frontalmente contro un pullman».

Per il sostituto procuratore Antonio Bassolino «è assolutamente evidente che la responsabilità dell’incidente e delle conseguenze sia da ascrivere unicamente a Salah Natiq, rimasto anche egli - si legge dagli atti - vittima delle sue stesse condotte gravemente colpose».




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