29 Gennaio 2024, 10.10
Val del Chiese Storo
Tradizioni

Il meteo delle cipolle

di Gianpaolo Capelli

Come sarà il tempo nel corso del 2024? A Storo si sono affidati alla tradizione contadina per dire se i prossimi mesi saranno piovosi o asciutti…
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Possiamo dire che la saggezza contadina
spesso supera quella della previsioni  dei meteorologi che ascoltiamo tutti i giorno.
Qui parliamo di previsioni non di giorni, non di mesi ma addirittura annuali, affidandoci al responso delle cipolle esposte la sera tra  il 24 e il 25 gennaio all’aperto sul davanzale di casa.
Notte che ci porta nel giorno in cui si celebra la Conversione di San Paolo, il 25 gennaio.

Molte persone in Trentino, ma anche in altre parti d’Italia, aspettano il responso delle cipolle.
La cipolla (Allium cepa) molto preziosa in cucina e ricca di benefici, è una specie appartenente alla famiglia delle Alliaceae.
Delle varietà bianche, gialle e rosse si utilizza principalmente il bulbo, mentre della cipolla verde si consumano anche le foglie.

Giovanni Berti, classe 1945, contadino appassionato, nei suoi poderi coltiva di tutto: anche il prezioso granoturco “Il nostrano di Storo”, che conferisce a Agri 90 di Storo, di cui è socio.
Naturalmente coltiva anche le cipolle, lui usa quelle bianche per l’utilizzo che andiamo a spiegare.
Gianni, abita a Storo, ma la sua casa agricola è in località Casa Rossa, un po’ più a monte della sede di “Agri 90”.

Da anni lui si affida al responso delle cipolle che espone ogni anno in località Casa Rossa.
L’amico Berti mi ha incuriosito e un po’ scettico ho assistito alla preparazione delle cipolle da esporre per il responso meteo annuale: tale responso si basa su due cose sole, o bel tempo o pioggia.
Le previsioni intermedie, i diluvi spesso che ci colpiscono, le tempestate molto frequenti rimangono sempre notizie degli esperti in meteorologia.

Quando cala la sera, con la mia telecamera faccio visita a Gianni, che sul tavolo ha pronta la rastrelliera in legno di poco più di un metro dove impressi con il pirografo sono incisi i nomi dei mesi dell’anno, iterspaziati da circa dieci centimetri, dove vengono poste le scodelle delle cipolle.

Per creare le scodelle è semplice, Gianni scortica del superfluo alcune cipolle abbastanza grandi, e usa gli incavi esterni delle cipolle perché più grandi.
Li depone in bell’ordine negli spazi della rastrelliera dove sono segnati i mesi
Chiedo a Gianni se l’antico rito contadini delle cipolle, consiste solo in questo: “troppo semplice”, dice.

Negli incavi delle cipolle a questo punto vengono messi alcuni grani di sale, ed ecco spiegato l’arcano.
Il risultato delle previsioni meteo dell’anno, viene dato dalla quantità di sale sciolto nella scodella della cipolla, quindi anche dall’acqua che la ciottola contiene.
Sale non sciolto, mese di bel tempo, sale poco sciolto, mese variabile, sale quasi liquefatto brutto tempo.

A questo punto, Gianni prende la rastrelliera  con le cipolle e delicatamente sale al piano di sopra e la posa sul davanzale della finestra, che deve essere lasciata aperta per tutta la notte.
Di fronte alla casa di Gianni la vista è splendida, le montagne della bassa val del Chiese con Faserno, ma lui espone le cipolle in tutt’altra direzione verso l’Alpo, montagna sopra Bondone, pressappoco sulla destra nella direzione di cima Spessa, quindi dalla parte opposta di Faserno.
Misteri per me quelli di Gianni della scelta dell’orientamento delle cipolle, ma ognuno ha i propri segreti.

Il giorno 25 gennaio di buon mattino, controllando lo stato di umidità delle cipolle, arriva il responso di Giovanni Berti.
Responso infausto per il mondo contadino, un po’ di pioggia per il mese di maggio e per gli altri mesi Dio Pluvio va in ferie.

Lo stesso responso arriva anche dallo storese  Mirko Poletti, anche lui da anni si affida alla meteorologia delle cipolle. Ecco la sua dichiarazione: “Ho visto che confrontando la foto con il sale della preparazione e quella della mattina  del 25 gennaio il sale era uguale, ed era quasi completamente asciutto, quindi mesi senza acqua, dicono le cipolle.
Impossibile mi sono detto e ho dato la colpa al sale non benedetto nel giorno del 17 gennaio festa di Sant’Antonio Abate che si celebra anche a Storo, ma poi confrontandomi con altri storesi mi son rincuorato, anche le loro cipolle erano uguali alle mie: asciutte”.

Credo, Mirko, che Sant’Antonio pensava ad altre cose, magari ai contadini che in questo periodo stanno dimostrando in Italia e in Francia in difesa del loro lavoro.

Che dire? Fra un anno diremo se le cipolle hanno dato ragione a Gianni e a Mirko e ai tanti amici che credono in queste previsioni: il tempo è galantuomo sui responsi ad avvenire.

Gianpaolo Capelli

foto 1 Casa Rossa, Giovanni Berti prepara le cipolle
foto 2 Gianni mette il sale nelle cipolle
foto 3 Esposizione cipolle sul davanzale all’aperto
foto 4 Mirko Poletti e le sue cipolle

video: Il meteo delle cipolle, di Gianpaolo Capelli




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