Domenica, 31 agosto 2025


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domenica, 31 agosto 2025 Aggiornato alle 07:33Blog Genitori & Figli

Fafo? Moda o nuovo stile educativo?

di Pino Maiolo

Sei un genitore FAFO? Potrebbe sembrare una domanda strana, ma da un po’ circola insistente sui social. 

FAFO è un acronimo che sta per “Facking around and find out” modo di dire americano simile ad un avvertimento minaccioso come “Fa pure come vuoi, poi ti accorgerai!”

 

 

Così è genitore FAFO chi lascia fare senza intervenire. Non indica né guida, caso mai dopo, punisce o sanziona. 

E le narrazioni, quelle di provenienza americana dove si è sviluppata questa proposta, fanno capire che è un educatore meno “gentle”, cioè poco affettivo ed empatico. 

Uno che non ritiene il figlio un “piccolo imperatore” da venerare e ai cui piedi vada disteso un tappeto rosso (per fortuna) ma neppure un genitore “elicottero” pronto a salvare e giustificare i suoi errori (ancora per fortuna).

 

Piuttosto è chi controlla tutto con i mezzi di cui dispone, ad esempio con i registri elettronici e, ahimè, oggi anche con le videocamere nelle stanze del figlio (e questo è un guaio).

Più che accompagnare e mostrare, scoraggia le trasgressioni e lascia che i figli decidano da soli. 

 

A sentire i figli, spesso è un genitore assente e mancante, e il metodo non è un progetto educativo rivoluzionario. 

Anzi è proposta ben diversa da quella di Maria Montessori, la studiosa che diceva con le parole di un piccolo: “Mamma, aiutami a fare da solo!” alludendo a una genitorialità che accompagna la costruzione dell’autonomia.

 

Il genitore FAFO di oggi è sicuramente un educatore stanco di veder crescere figli fragili e deboli, sempre che la fragilità e la debolezza siano da considerare vada deficit.

 

Però d’acchito ti vien da dire: “Finalmente”. Perché dopo le innumerevoli prediche falsamente educative e le tante parole di una genitorialità troppo logorroica, di salvagenti ovunque e di adulti incoerenti, arriva qualcuno che punta all’indipendenza!

 

Ma la genitorialità che fa crescere è presenza costante, ascolto, guida. 

Non può essere fatta di distanze e minacce o di sanzioni severe e punizioni. Nemmeno di divieti assoluti quanto di affiancamento. 

Invece l’educazione FAFO sostiene che i figli siano capaci di autoregolarsi e imparare a farlo da soli. 

E io non sono convinto di questa tesi.

 

Anzi, è vero il contrario: da soli non si cresce. 

Soprattutto da piccoli quando c’è bisogno della presenza vicariante del genitore e del suo “occhio” vigile. Da soli si rischia piuttosto l’arresto dello sviluppo affettivo e cognitivo. Ma anche gli adolescenti necessitano di adulti che non lascino semplicemente “fare” o li mettano alla prova. 

Questa non-presenza è vera e propria trascuratezza educativa, cioè una delle forme più subdole di violenza, oggi in aumento.

 

Il genitore che dice “Arrangiati, trovati tu la soluzione!” e poi “Se sbagli, pagherai e ti farò vedere io” è un genitore negligente, che permette e poi, noncurante, minaccia e umilia. 

E l’umiliazione, al contrario di quello che diceva un ministro, non educa nessuno. Si diventa adulti solo se si è accompagnati con partecipazione affettiva.

 

La FAFO come proposta educativa non ha alcuna base pedagogica, men che meno di psicologia dell’età evolutiva e a mio parere è solo un espediente per non educare e lasciare sempre ad altri le responsabilità di farlo.

 

Prof. GIUSEPPE MAIOLO 

psicoanalista e giornalista

Doc. Psicologia delle età della vita – Università di Trento

Bolzano Via L. Da Vinci, 17 tel. 0471 971335 Puegnago d/G (BS) via Merler, 9 tel. 0365 555960 phone 347 22242000

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