Desiderio di pace: un cammino che parte dal cuore
Un appello alla consapevolezza e alla responsabilità personale per costruire una pace autentica, lontana dalla logica del potere e radicata nel Vangelo
La realtà della guerra è un pensiero che spesso releghiamo ai ricordi della storia, a quei tempi in cui le persone non possedevano le tecnologie di cui disponiamo oggi.
Eppure, la guerra — orribile gioco disumano inventato dai potenti per soddisfare i propri interessi e la brama di possesso — continua a farsi sentire.
Noi, che viviamo agiatamente nelle nostre case, abituati a non farci mancare nulla, ci siamo forse assuefatti a guardare i telegiornali, dove un inviato ci racconta scene crude che, però, spesso non riescono a toccarci nel profondo.
Popoli che reagiscono con altre guerre, pensando che il male si possa sconfiggere con un altro male; riflessioni dei potenti sulla presunta necessità del conflitto e sulla vana promessa di un futuro migliore, conquistato sacrificando vite innocenti.
La radice di una pace giusta, che favorisca il progresso e l’armonia, va cercata altrove.
Il primo passo per vivere in pace comincia dal nostro piccolo mondo. Innanzitutto, è fondamentale essere consapevoli di essere fratelli e sorelle che condividono lo stesso pezzo di mondo.
Inoltre, dobbiamo imparare a considerare la vita non come un incidente di percorso, ma come un dono che viene da Dio, un bene di cui siamo solo amministratori.
Un altro spunto fondamentale è affermare la bellezza della vita, vissuta in tutte le sue situazioni.
Fare memoria del bene ci aiuta a non sentirci soli, a camminare con chi ha saputo reagire al male, a lottare contro di esso e a non arrendersi mai.
Si tratta di testimoni e di persone sante che hanno mantenuto accesa la lampada della luce, rischiarando un mondo che sembra considerare normale vivere nelle tenebre.
La loro forza non stava nelle armi, ma nella preghiera. Non sono scesi a compromessi con il male, ma hanno combattuto la pacifica battaglia della fede, incarnando fino in fondo la beatitudine evangelica: «Beati gli operatori di pace».
Il loro punto di riferimento non erano partiti o ideologie, ma la Parola del Vangelo, che non passa mai e non delude.
Solo da questo piccolo germe, coltivato con tenacia e perseveranza, il cristiano sa che può vincere.
Non con le armi, ma fidandosi unicamente della fede, la stessa che ha già sconfitto il mondo, come anche la nostra storia personale ci insegna.
Scopriamo allora vicino a noi persone che, di fronte ai potenti del mondo, non sono eroi né santi, ma piccole incarnazioni del bene, che hanno saputo combattere ogni forma di totalitarismo — anche quello mascherato da bene.
Saranno ricordati come benefattori dell’umanità.
Don Claudio