14 Gennaio 2010, 17.46
Valsabbia
Comunità montana

«Noi c'eravamo, ecco perchè»

Ve la ricordate la lettera inviata all'assemblea della Comunità montana dal gruppo Sinistra Democratica e da noi pubblicata che spiegava i motivi della loro assenza? Questa è la risposta degli altri capigruppo.


L’Assemblea del 29.12.2009 nella quale, tra i diversi argomenti si è discusso e votato il nuovo statuto della Comunità Montana di Valle Sabbia, si è svolta senza la partecipazione del Gruppo sinistra democratica che ha ritenuto “inutile dibattere statuto e bilancio decisi da altri”.
Tale decisione ci rammarica e ci obbliga ad esternare alcune riflessioni:

- La bozza di statuto predisposta dall’UNCEM da noi modificata e successivamente verificata dal nostro legale, è stata sottoposta alla “Commissione Statuto” nelle due sedute specifiche nelle quali si è provveduto ad esaminarne il testo, articolo per articolo, rielaborandolo, valutando proposte e modifiche che hanno portato alla stesura della nuova bozza.

- La stessa è stata quindi trasmessa ai Comuni e le ulteriori richieste di variazione pervenute sono state accettate e sottoposte all’Assemblea.

-  In “Commissione Statuto” le divergenze principali sono sorte sul tema delle commissioni e sulla nuova figura del Direttore generale.
Relativamente alle commissioni, abbiamo ribadito che ci sembrava opportuno demandare all’Assemblea la scelta di quali individuare, con quanti membri e per quale durata, evitando di fissarle a priori rischiando dimenticanze o lacune.
Nulla si è tolto alla sovranità dell’Assemblea che di volta in volta deciderà in merito. L’introduzione della figura del Direttore Generale rappresenta a tutti gli effetti la volontà di rinnovare l’Ente Comunità Montana attraverso l’utilizzo di figure nuove, più manageriali, con il preciso scopo di sviluppare una reale pianificazione dei risultati attraverso una strategica definizione degli obiettivi da raggiungere.
Si tratta quindi di una figura di raccordo tra gli indirizzi politici e la materiale gestione tecnico/amministrativa al fine di coordinare l’attività ed indirizzarla al meglio verso gli obiettivi dell’Ente che, è bene rammentarlo, sono quelli di curare l’interesse e promuovere lo sviluppo del proprio territorio, attraverso moderni strumenti di pianificazione strategica.

- Si tratta di posizioni che possono anche non essere condivise, ma pur sempre legittime e rispettose delle norme in essere e non si comprendono le ragioni del rifiuto a dibattere su tali argomenti. Se vogliamo rafforzare le istituzioni dobbiamo confrontarci all’interno delle stesse e la sede più idonea, nel caso specifico, è l’assemblea.
Rifuggire al confronto diretto, potrebbe indurre la maggioranza a cercare semplificazioni procedurali che, sinceramente, preferiremmo evitare, lasciando invece spazio al dialogo.
Il rispetto delle regole è un dovere per tutti e non esime nessuno.

- Concordiamo sul fatto che la Comunità Montana è un’unione di Comuni rappresentati dalle loro maggioranze, ma ciò non toglie che si debba comunque formare una maggioranza che deve governare l’ente raccogliendo i consensi necessari.

- Concordiamo altresì che deve prevalere la ricerca paziente di un punto di equilibrio delle istanze provenienti da tutti i comuni, ma ciò avviene ed è avvenuto e, non casualmente, si è ottenuto il consenso di tre gruppi su quattro, di diciannove consiglieri su venticinque, nell’approvazione dello statuto.
L’unanimità nell’approvazione di un documento fondamentale come lo Statuto, sarebbe auspicabile, anche se difficile da raggiungere, ma riteniamo comunque che un così vasto consenso come quello ottenuto, lo si creda o no, ha visto mediazioni fino all’ultimo giorno, per non dire fino all’ultimo minuto.
Il dibattito in Assemblea avrebbe potuto far emergere posizioni diverse, in grado di fornire ulteriori punti di discussione, forse anche condivisibili. Così non è stato e di nuovo ce ne rammarichiamo ricordando che quotidianamente in aula a Roma, le minoranze lamentano i troppi voti di fiducia che limitano il dibattito; in questo caso il dibattito viene invece rifiutato disertando l’Assemblea.
Auspichiamo che nel proseguo i lavori tornino alla normalità e che ognuno sia consapevole dell’importanza del proprio ruolo e del proprio contributo dialettico anche se non sempre significa vederlo tradotto in consenso di maggioranza.

- A dimostrazione di quanto sia importante la discussione ed il confronto politico su argomenti di grande rilevanza, ricordiamo che in passato l’Ente ha potuto conseguire, anche grazie al contributo della minoranza, importanti risultati che hanno portato la Comunità Montana di Valle Sabbia ad essere annoverata fra gli Enti maggiormente innovativi e ad essere considerata, a tutti i livelli, come “modello” da seguire per quanto riguarda l’istituzione e l’organizzazione dei nuovi servizi sovraccomunali che rappresentano ormai il “futuro” dell’ente.
Omettere di intervenire e non esprimere la propria volontà in questo momento determinante di innovazione dell’Ente, significa perdere un’opportunità.

Pertanto, consapevoli che un’opposizione attenta e partecipe, oltre a svolgere il ruolo di controllo, crei quel dinamismo politico fondamentale per lo sviluppo del territorio e della sua innovazione, si auspica, nel futuro, la partecipazione al dialogo e al confronto.

A dispozione per un eventuale confronto si porgono i migliori saluti.
Francesco Franzoni
Enrico Rizzi
Sebastiano Baruzzi
 
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Perchè possano meglio essere compresi i termini della questione, alleghiamo il testo del nuovo statuto adottato dalla Comunità montana con una sola astensione fra i presenti.
 
 

CmStatuto2009.pdf




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