04 Agosto 2022, 09.48
Idro Valsabbia Val del Chiese
Ambiente

Il M5S interroga il presidente provinciale

di redazione

In seguito ai prelievi forzosi di acqua dal lago d’Idro ed ai pesanti danni al biotopo del lago, il consigliere Marini presenta un’interrogazione per la tutela dell’habitat


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Le decisioni prese dall'Agenzia interregionale per il fiume P
o (Aipo) per abbeverare le coltivazioni della pianura padana in questo periodo di grande calura si sono abbattute duramente sul delicato ecosistema del Lago d'Idro.
 
Aipo ha deciso di dare il via libera all'abbassamento del livello del lago sotto ai limiti previsti (367,20 mslm) e questo ha causato gravi danni, non solo al turismo e all'economia locale ma anche alla vita delle specie animali e vegetali che animavano il biotopo del Lago d'Idro. Infatti, il biotopo ritrovatosi improvvisamente senz'acqua, da oasi naturale e riparo per pesci e volatili rari, si è tramutato in una distesa semi desertica, con gran moria delle specie prive dei mezzi per mettersi in salvo.
 
Avendo monitorato la situazione e preso atto di come le promesse sul mantenimento dei livelli siano state disattese, il M5S ha investito della questione il Consiglio provinciale di Trento, in quanto «non sembra che la Provincia di Trento si sia in alcun modo impegnata per tutelare questa sua preziosissima oasi naturale, lasciandola prosciugare con effetti che potrebbero rivelarsi deleteri sul medio-lungo periodo e pregiudicarne l'esistenza stessa, con l'aggravante che il biotopo dell'Eridio è pure sito di interesse comunitario» afferma il consigliere Marini.
 
«C'erano tutte le possibilità da parte della Provincia di far sentire la propria voce e il proprio peso politico/istituzionale con Aipo al fine di tutelare l'oasi naturale del Lago d'Idro. A tutt'apparenza si è invece deciso di fare orecchie da mercante, lasciandola desertificare, a riprova, se mai ce ne fosse stato bisogno, della scarsissima sensibilità che chi ci governa mostra per i beni naturali, quando non sono facilmente trasformabili in profitti, possibilmente privati» prosegue Alex Marini.
 
La decisione dell’Aipo di abbassare sotto la soglia minima vitale il lago d’Idro, penalizzando così fortemente anche il fiume Chiese,  è infatti stata duramente criticata tanto dagli esponenti dell’ambientalismo locale quanto dai primi cittadini dei comuni che si affacciano sul lago. Infatti, proprio a  seguito di un incontro svoltosi nel municipio di Idro in data 15 luglio 2022, i sottoscrittori del protocollo d’intesa per la tutela del lago d’Idro (e cioè i sindaci di Anfo, Idro, Bagolino, Bondone e la "Federazione del Tavolo delle Associazioni che amano il fiume Chiese e il suo lago d'Idro") è stata diramata una nota nella quale si scriveva:
 
«Tutte le componenti dello scrivente Protocollo d’intesa hanno severamente biasimato la decisione dell’Aipo esponendo una complessiva e drammatica situazione di danni, al momento incalcolabili, anzitutto al patrimonio ambientale del Lago d’Idro, ovvero al suo sito di interesse comunitario, oltre che un grande danno al ricchissimo Biotopo sulla sponda Trentina del Lago, importantissimo per la fauna ittica e per l’intero corpo idrico del bacino del Chiese, ma anche ad ogni altro aspetto sulla qualità delle acque, alle quali per il 6° anno consecutivo è stata assegnata la Bandiera Blu; e alla salute pubblica, che può subire danni dall’incile ridotto a palude, e da altri punti del lago ridotti in simili condizioni; e all’economia dei quattro comuni del Lago, che vive soprattutto grazie al fenomeno turistico, ma che con questo abbassamento del lago ha subito un gravissimo contraccolpo, con il battello impossibilitato a svolgere la sua attività».
 
«Come verificabile dalla documentazione fotografica» prosegue Marini nella sua interrogazione «risulta che i massicci, prelievi di acqua dal lago d’Idro e il conseguente abbassamento dei livelli abbiano a tutta apparenza avuto un effetto devastante sul biotopo del Lago d’Idro, in gran parte desertificato in conseguenza del calo di livello del lago, con gravi effetti per la vita animale e vegetale ospitata dall’area protetta. Anche un confronto fotografico con la situazione dello stesso biotopo nel settembre 2021 dimostra senza possibilità di smentita come i livelli del lago siano notevolmente calati, con effetti assai negativi su tutta l’area, sia dal punto di vista ecologico/naturalistico che da quello paesaggistico».
 
Sulla base di queste osservazioni, infatti il consigliere ha interrogato il presidente del consiglio provinciale di Trento per sapere con esattezza la posizione della Giunta e del presidente stesso in merito a tre questioni fondamentali, ovvero: 
 
1.Quali azioni abbia posto in essere sul piano politico-istituzionale a tutela del biotopo del Lago d’Idro a seguito dei cali di livello di cui alle premesse della presente interrogazione, con particolare riferimento ai rapporti con AIPO e con la regione Lombardia; 
 
2. se, a seguito dei prelievi forzosi di acqua dallo specchio d’acqua, siano stati misurati la perturbazione e il degrado dell’habitat naturale e dell’habitat di specie del sito di interesse comunitario Lago d’Idro e se sì con quali esiti; 
 
3. se, in ordine al provvedimento emanato da AIPO, sia stata attivata la VINCA ai sensi dell’art.39 della legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura, e se siano state adottate misure compensative per garantire che la coerenza globale rispetto ai criteri di Natura 2000 nella gestione del sito sia tutelata;


Foto 1: Biotopo lago d'Idro in secca, Foto 2: conseguenze abbassamento livelli sul biotopo sito su di esso,  Foto 3 e 4: confronto tra settembre 2021 (con lago sopra quota minima) e Luglio 2022 (con lago sotto quota minima).
 



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