24 Luglio 2021, 08.39
Gavardo Garda Provincia
Lettere

Depuratore del Garda, è questa la Transizione Ecologica?

di Marisa Viviani

L'Era della Transizione Ecologica nasce in perfetto stile Made in Italy, sotto forma di due grandiosi depuratori delle fognature del Garda, contrariamente al volere dei territori destinati


"La Transizione Ecologica deve partire dalle persone. L'obiettivo è quello di realizzare un processo di cambiamento, un rilancio dell'economia e dei settori produttivi all'interno di un quadro delineato e ben definito che metta al centro la tutela e il rispetto dell'ambiente." (1)

È su queste pietre miliari del nuovo approccio metodologico della politica italiana, che decolla a volo radente, basso rasoterra, starnazzando ma pur sempre prendendo il volo, la nuova Era della Transizione Ecologica, " (..) quella che deve partire dalle persone, perché le persone, i consumatori sono quelli che effettuano richieste ed acquisti." (2)

E il battesimo dell'aria per il volo pindarico della nuova era è stato inaspettatamente (?) assegnato alla nostra Vallesabbia, al campovolo di Gavardo, che con quello di Montichiari condivide l'onore di far dispiegare le ali ad una Transizione Ecologica in perfetto stile Made in Italy, sotto forma di due grandiosi depuratori delle fognature del Garda, contrariamente al volere dei territori destinati.

Resiste così agli attacchi dei tempi che mutano il tipico stile italico nella gestione della cosa pubblica, che a vari livelli istituzionali si è da sempre caratterizzata per un disprezzo più o meno esplicito nei confronti dei legittimi destinatari delle decisioni politiche adottate, i cittadini italiani, e delle conseguenti ricadute economiche, sociali, culturali, ambientali sugli stessi.

La vicenda del depuratore del Garda è nota da tempo, e la sua costruzione è stata decisa fin dall'origine al di fuori dei territori interessati; l'ultima pantomima commissariale è emblematica di una volontà politica che, mi si permetta l'espressione accademica, se ne fotte delle persone e dei territori.

La forte opposizione, che le amministrazioni comunali e le associazioni che si sono battute per anni in difesa del fiume Chiese intendono attuare, sarà quindi molto impegnativa, per arginare l'arroganza di un potere politico che più che alla transizione è fedele alla tradizione, la sua, la quale può includere al massimo un gattopardesco cambiamento: quello di (apparentemente) cambiare tutto per non cambiare niente.

Marisa Viviani

(1) (economiacircolare.com)

(2) (sistemieconsulenze.it)


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