02 Ottobre 2022, 08.20
Gavardo
Sulla via Francigena col Cai - 4

Dalla Lunigiana alla Piana dell'Arno

di a.a.

Partiti da Aulla, nel cuore della Lunigiana, la terra della Luna, i nostri valorosi pellegrini hanno attraversato, nel corso della quarta settimana...


...un territorio verdissimo punteggiato da bellissimi castelli, per scendere fino al mare della Versilia, adagiata ai piedi delle Alpi Apuane (da cui viene estratto il marmo più famoso del mondo), arrivare a Lucca, che custodisce nelle mura rinascimentali uno dei centri storici più vasti e affascinanti della Toscana e terminare in territorio pisano, in quel di San Miniato, nella piana dell’Arno.

Centocinquanta chilometri, relativamente meno impegnativi rispetto a quelli precedenti, quanto a salite, ma un poco “bagnati”, con una media giornaliera di ventuno chilometri.

Le tappe sono state: Sarzana, Massa, Camaiore, Lucca, Capannori, Alto Pascio e San Miniato.
Ai sei “senatori” Angiolino, Pedro, Giuseppe, Gianni, Adriano e Lorenzo si è ricongiunta, fino a mercoledì e per l’ennesima volta, Vanessa, accompagnata dalla fedele Antonella e da Alessio, Pietro e Nicole.

Da giovedì, la joëlette  è stata “occupata” da Luciano
, accudito dalla premurosa moglie Elsa e poi da Assunta, Paola, Willy e Claudio.
Giunto a metà Via Francigena, l’Ammiraglio Ceserino, che il CAI Gavardo ringrazia per la disponibilità dimostrata anche in questa nuova avventura, ha ceduto il timone ad Aldo che accompagnerà la “truppa” sino a Roma.

La quarta settimana si è fatta apprezzare per la molteplicità dei luoghi artistici e monumentali visitati dai Volontari (Massa, Lucca, Alto Pascio, Fucecchio, San Miniato).

La località che più ha entusiasmato i pellegrini è stata, però, San Miniato.
Questo comune, di origine longobarda, ma sviluppatosi soprattutto in epoca medievale, adagiato su un colle che domina la piana di Firenze, presenta una tal vastità di monumenti (vedi la cattedrale, le chiese, le abbazie, i conventi, i santuari, il palazzo vescovile, il palazzo comunale, il palazzo Buonaparte, ecc.) da lasciare a bocca aperta i visitatori.

I pellegrini hanno rimpianto lo chef Giacomo, tornato a casa dopo una settimana di cammino, ma si sono presto consolati con cene in osteria (soluzione economica, dove è ancora possibile ritrovare gli antichi gusti pisani, come l’arista alla toscana, il cinghiale alla cacciatora, la coratella di cinghiale, le fave al prosciutto, ecc.).
San Miniato è la patria del tartufo bianco, alla stregua di Alba, ma il budget non lo consentiva!

La prossima settimana i pellegrini saranno impegnati in Val d’Elsa e raggiungeranno San Gimignano e poi Siena.
Non rimane che augurare loro “buon cammino”!    

Foto 1 – L’Appennino tosco-emiliano visto da Bibola (Aulla)
Foto 2 – Il Duomo di Lucca
Foto 3 – I pellegrini, con Luciano, davanti alla Sede del CAI di Fucecchio
Foto 4 – La sede vescovile e il Duomo di San Miniato
       



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