21 Dicembre 2014, 07.16
Genitori & Figli

Cosa regalare?

di Giuseppe Maiolo

I regali, si dice, sono un pensiero che si materializza soprattutto per ricordare che c’è qualcosa di affettivo che ci lega alla persona cui lo dedichiamo


Spesso però oggi sopraffatti da una quantità di oggetti, ci chiediamo cosa regalare.
Mi vien da pensare che, al di là di ogni facile retorica, possa venire utile pensare alla necessità di dare più tempo ai rapporti e alle relazioni.

Al tempo del “multitasking” è ormai una percezione comune che sembrano abbondare le cose da fare e la sensazione di non avere il tempo per realizzarle. Ce ne rendiamo conto senza peraltro sapere come fare.
Allora promettere tempo e donarlo potrebbe servire per valorizzare un rapporto affettivo o amicale e dare spazio all’ascolto reciproco.
Servirebbe per mettere almeno una pausa nell’incessante andirivieni di messaggi e messaggini digitali, a volte  troppo sostitutivi dello sguardo e del corpo, della gestualità e delle parole che sono fondanti ogni relazione.

Se questo ci serve tra adulti, a maggior ragione dovrebbe interessare la relazione affettiva con i figli che hanno bisogno di una presenza educativa meno frammentaria e più stabile, se vogliamo realmente aiutarli a uscire dalla nevrosi collettiva in cui li abbiamo coinvolti.

Perché a guardarli bene bambini e gli adolescenti di oggi, hanno anche loro un’agenda fitta di appuntamenti che potrebbe fare invidia a quella di un manager.
A parte la scuola che già di per sé, come ci dicono gli osservatori, in Italia occupa un monte ore eccessivo e forse inutile da un punto di vista pedagogico soprattutto se rapportato ai risultati conseguiti, è il tempo extra scolastico che è sovraccarico di impegni.

Non solo la mole dei compiti occupa il tempo pomeridiano dei bambini e dei giovani, ma danza, piscina, allenamento, musica, arti marziali sono le mille cose che li prende e li impegna.
È stata messa al bando la noia che, un tempo durante l’adolescenza, aveva un suo valore. Stiamo cercando a tutti i costi di esorcizzarla, impauriti da una dimensione che associamo all’ozio, ormai demonizzato da una diffusa cultura iperattiva.

Così abbiamo imposto ai bambini frenetiche attività artistiche o sportive, utili certo, ma che spesso non rappresentano le loro scelte  effettive, quanto piuttosto i nostri desideri irrealizzati.

Chiediamoci se quel loro pomeriggio fitto fitto di impegn
i, che peraltro impone ai genitori, di fare i tassisti da un estremo all’altro della città, se quella giornata compressa serva veramente e possa essere utile allo sviluppo di un bambino.
Mi sorge il dubbio che dietro l’alibi dell’efficienza e dell’operosità si possa nascondere il tentativo di allontanare l’attenzione dalla nostra distanza fisica e dalle tante assenze che facciamo come educatori.

Gli adolescenti di oggi non sanno più starsene in ozio distesi sul letto con gli occhi appesi al soffitto a pensare a se stessi.
I  bambini non sono da meno, ormai incapaci di giocare tra di loro in modo libero e spontaneo o con i piccoli oggetti quotidiani. Noi adulti ci muoviamo ormai costantemente ricurvi sul telefonino, feticcio collettivo che regola gran parte della nostra giornata.

Allora ricordiamoci che i padri italiani, secondo recenti ricerche, sono tra i genitori europei che trascorrono non più di 15 minuti al giorno a giocare con i propri figli e che in genere i genitori, al rientro a casa con l’alibi della stanchezza, invece di dedicarsi ai figli, in più del 50% dei casi si siedono davanti al televisore o si collegano a Internet con PC, il tablet o smartphone.

Se allora questo Natale si provasse a regalare tempo? Se gli adulti provassero a immaginare di destinare  con regolarità un po’ di più di esso per ascoltarsi reciprocamente e parlare di più con i figli?
Magari anche a litigare, visto che, per il quieto vivere o per paura di non saper gestire i conflitti, c’è la diffusa tendenza ad evitare discussioni e scontri. Forse si potrebbe scoprire che non è inutile quel tempo passato a ridere, fantasticare, sognare, oziare insieme.
E condividere. Che, guarda caso, è il verbo più gettonato del momento. Sui Socialnetwork!                                               

Giuseppe Maiolo
www.ciripo.it




Aggiungi commento:

Vedi anche
23/12/2018 10:05

Se Babbo Natale non fa più sorprese Viviamo, di questi tempi, più il Natale dello stress, delle cose da fare e dei regali da comprare, che quello dei riti.

09/12/2014 09:42

Tempo di doni E' in arrivo Santa Lucia, poi ci sarà Natale e infine la Befana. Ad accompagnare ricorrenze e festività il motivo del dono, regali che molto spesso sono dedicati ai più piccini

16/12/2019 09:28

Il telefonino come regalo a Natale? Meglio di no! La corsa ai regali di Natale è cominciata da un po’ e, al solito, molti sono i genitori che pensano al telefonino come dono da mettere sotto l’albero per i loro figli

18/12/2013 07:07

Fare doni a Natale Tempo di feste e tempo di regali, soprattutto per i bambini. La tradizione vuole che a Natale i regali siano in gran parte giocattoli

22/12/2020 11:00

Natale in lockdown con i figli, tempo da condividere “Sarà un Natale diverso” è la frase che risuona di più in questi giorni. Lo abbiamo capito da un po’ a prescindere dalle indicazioni governative. Ma questo ritornello credo ci serva per prepararci alla ricorrenza da vivere quest’anno come una preziosa occasione relazionale e educativa




Altre da Genitori e Figli
07/02/2023

Il bullismo, una giornata di riflessioni e di impegni

Si trovano e neanche tanto nascostamente. Si riuniscono infiammati come da un flash mob che li aggruppa per protestare contro le ingiustizie o la possibile catastrofe climatica

26/01/2023

Quando i legami sono una forza che unisce

La parola «legame» è un termine particolarmente complesso, soprattutto se riferito alle relazioni umane, perché ci sono legami e legami

09/01/2023

La fiducia, un ponte che unisce e dà sicurezza

C’è una base sulla quale ogni individuo può costruire se stesso e i suoi progetti di vita: si chiama fiducia. È la base sicura senza la quale, a questo mondo, nessuno potrebbe sopravvivere

02/01/2023

Fantasia o immaginazione? Servono entrambe

C’è la tendenza a pensare che fantasia e immaginazione siano sinonimi. In realtà non lo sono affatto, caso mai sono parole complementari.

10/12/2022

Tollerare vuol dire costruire rispetto e gentilezza

Tollerare è un verbo impegnativo che indica la capacità di contenere le reazioni avverse di alcuni alimenti che l’organismo non metabolizza e, per estensione, sopportare i pesi della vita, cioè resistere nelle situazioni difficili e gestire le emozioni spiacevoli, ma anche accettare le differenze altrui

29/11/2022

La responsabilità è capacità di dare risposte

L'urgenza di ridisegnare la mappa delle relazioni educative e la necessità di costruire responsabilità

29/11/2022

Umiliazione. Quel sentimento devastante che non educa

Ha sorpreso il ministro della Repubblica che esalta l’umiliazione come riscatto per i bulli e la definisce fattore fondamentale della crescita.

(1)
13/11/2022

Baby gang? I nostri figli arrabbiati!

C’è una paura crescente che circola tra di noi e non di rado diventa angoscia e terrore per la violenza giovanile...

01/11/2022

Le chat dell'orrore, quei tredicenni vittime e carnefici!

Quei settecento ragazzini, e forse anche più, che nei giorni scorsi abbiamo scoperto scambiarsi materiale pedopornografico e immagini di sevizie sui bambini, ci hanno scioccato

24/10/2022

Riconciliazione, la strada possibile per la pace

Riconciliazione è vocabolo fondamentale per uscire dall’umana ferocia. È la condizione senza la quale non può accadere alcun rinnovamento perché è l’avvicinamento degli opposti