16 Ottobre 2021, 09.00
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In vacanza col trinomio turismo-salute-sicurezza

di Valerio Corradi

È presto per un bilancio generale del turismo 2021, ma è possibile riflettere su alcune novità osservate nei mesi estivi. Vediamone alcune


L’andamento dei macro-indicatori ha confermato le stime che prevedevano un deciso miglioramento dei movimenti turistici e del volume d’affari del settore rispetto alla stagione 2020. Tutto ciò in un quadro che ha visto una quota consistente di persone trascorrere le vacanze all’interno dei confini nazionali a dimostrazione di quanto sia ancora vivo il timore di esporsi a situazioni di contagio, soprattutto in altre aree del pianeta, e quanto pesino, come disincentivi, le limitazioni non omogenee stabilite dai paesi di partenza e di arrivo (tamponi, quarantene, pass).

A tali aspetti è probabilmente correlata anche la faticosa risalita delle presenze turistiche straniere, che ha conosciuto risultati alterni nelle diverse località. Nel complesso, alla contenuta quota di visitatori nelle città d’arte, ha fatto da contraltare la riscoperta di molte località “minori” del Belpaese, in uno scenario nel quale il ruolo guida è stato mantenuto dalle località di mare, di lago e di montagna raggiunte in prevalenza con mezzi privati (auto, moto, camper), con ricadute sulle reti viabilistiche locali (nel Bresciano si pensi solo alle criticità di vie turistiche come la Gardesana occidentale).

Sotto il profilo delle imprese turistiche, in non pochi casi si è assistito alla cessazione di attività o a riaperture solo parziali. Non sono comunque mancate indicazioni positive da parte delle strutture ricettive che hanno investito in progetti di riqualificazione degli spazi e dei servizi; scelta che ha consentito di disporre di strumenti aggiuntivi per tornare a creare valore.

L’estate 2021 ci consegna un turismo nel quale la questione della sicurezza è stata (ed è) sempre più centrale, non solo per i rischi connessi al Covid ma anche per la tutela dell'incolumità di tutti coloro che trascorrono periodi di vacanza o che vivono in località turistiche.

Aspetto quest’ultimo, riproposto con forza da alcuni episodi di cronaca (es. incidenti nautici, inefficienza dei sistemi di trasporto e stradali) che hanno toccato da vicino anche il contesto bresciano. Il trinomio turismo-sicurezza-salute è sempre più stretto e dovrà essere pensato alla luce delle molte vulnerabilità che affliggono quote crescenti della popolazione e dei rischi ambientali. Il turismo post-Covid guarda con convinzione alle potenzialità del turismo a contatto con ambienti naturali e sani, come certificato anche dalle nuove guide specializzate (es. Italia all’aria aperta) predisposte da autorevoli circuiti come Gambero Rosso.

Un aspetto “di tendenza” ha riguardato la sempre più marcata diffusione di forme miste di turismo-lavoro, con lo smart working che è stabilmente entrato nella abitudini dei turisti e nei pacchetti d'offerta di varie strutture. Questo nuovo modo di concepire la vacanza ha riproposto la sfida della destagionalizzazione dell’offerta, fino ad oggi raccolta da pochi operatori.

Un altro aspetto cha forse sarà ricordato dell’odierna stagione turistica è l’estensione (incentivata dall’esonero fiscale e dall’esigenza di recuperare i mancati fatturati) delle superfici all’aperto (es. plateatici) di pertinenza di bar, ristoranti, pizzerie, gelaterie e di molte altre attività che ha cambiato il volto di vie, piazze e strade, creando forme di movida diffusa con effetti ambivalenti.

L’esigenza di comunicare costantemente e in forme nuove con i clienti, ha poi impresso un’accelerazione al processo di digitalizzazione del settore che in prospettiva potrà avvalersi degli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per la costituzione di un Hub del turismo digitale.

Le indicazioni emerse dalla stagione turistica 2021 sono dunque molte, il prossimo anno, probabilmente, dirà quali di queste saranno destinate a durare nel tempo e quali ad essere archiviate insieme allo stato di emergenza che le ha generate. Rimane comunque la percezione di un settore che ha saputo ripartire con velocità diverse ma con una rinnovata spinta al cambiamento.




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