22 Settembre 2021, 06.00
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Salute

L'osteoporosi: cos'è e come si previene

di Dott.ssa Clara Zambarda - Reumatologa

Cos'è l'osteoporosi e come si previene? Scopriamolo insieme alla Dott.ssa Clara Zambarda, reumatologa del Centro Medico Fisioterapico Equilibrio di Salò


L'osteoporosi è una malattia che colpisce lo scheletro, caratterizzata da una riduzione della massa ossea e dal deterioramento del tessuto osseo.
Le conseguenze sono un aumento della fragilità dell'osso e una predisposizione alle fratture, in particolar modo del femore, del polso e della colonna vertebrale.

Il rimodellamento osseo

Durante tutta la nostra vita, l’osso, che è un tessuto vivo e complesso, si modifica continuamente.
Questa persistente attività di trasformazione è nota come “rimodellamento osseo” e non avviene in modo casuale: il nuovo tessuto va a depositarsi dove la struttura deve irrobustirsi, mentre i processi di demolizione si attuano nelle zone che possono essere alleggerite. Il processo di sostituzione, tuttavia, non continua più nell'anziano: in questa età si avrà una prevalenza del riassorbimento sulla deposizione.

Quali sono i fattori di rischio?


Numerosi sono i fattori di rischio predisponenti all'osteoporosi, ne citiamo alcuni:

• ridotto picco di massa ossea: per picco di massa ossea si intende la quantità di tessuto minerale presente alla fine dell'accrescimento, che è intorno ai 16-18 anni per le femmine e ai 20-22 per i maschi. Successivamente, fino ai 30 anni, si assiste ancora a dei minimi incrementi di contenuto minerale.
Per tutta l'età adulta, l'osso continua a subire processi di rimodellamento, tanto se ne riassorbirà e tanto se ne formerà. Durante il processo d’invecchiamento, invece, si assiste a una graduale perdita di massa ossea che può portare a osteopenia o osteoporosi;

• carenza di estrogeni: l'osteoporosi colpisce maggiormente le donne poiché, durante la menopausa, a causa della ridotta produzione di estrogeni, si manifesta uno squilibrio fra riassorbimento e formazione. Questo fenomeno avviene anche nel caso di menopausa precoce o indotta chirurgicamente;

• magrezza patologica: nella magrezza eccessiva, il calo ponderale si accompagna spesso a una perdita consistente di minerali ossei, con conseguente predisposizione alle fratture e a una prematura osteoporosi. Questo fenomeno si accentua nel caso di anoressia nervosa;

• dieta povera di calcio: un ridotto apporto di calcio con la dieta determina il mancato raggiungimento del picco di densità ossea ed è anche responsabile di una ridotta densità scheletrica cronica;

• utilizzo prolungato di alcuni farmaci
: numerosi sono i farmaci che, con meccanismi diversi, possono determinare osteoporosi. Per esempio, i cortisonici causano una riduzione della neoformazione ossea e gli anticonvulsivanti aumentano la degradazione di vitamina D, esponendo il paziente al rischio di osteoporosi. Anche alcuni farmaci utilizzati per il tumore della mammella e della prostata possono causare forme molto gravi di osteoporosi.

• vita sedentaria:
l’esercizio fisico e l’attività sportiva regolari sono necessari per raggiungere il picco di massa ossea e per aumentare la densità minerale ossea in pazienti osteoporotici.

Gli effetti dell'attività fisica sulle ossa

Gli effetti dell'attività fisica sull'osso dipendono dalle modalità di esecuzione, dall’intensità e dalla frequenza con cui viene svolta. La tipologia di esercizio fisico più indicata per accrescerne e mantenerne la massa è quella svolta in presenza di forza di gravità (esercizio svolto in posizione eretta che impone il carico del peso corporeo) e ad alto impatto, come per esempio corsa, pallacanestro e calcio. Meno efficaci sono gli esercizi fisici svolti in scarico, come nuoto e ciclismo.
L'aumento di massa è specifico nella sede scheletrica utilizzata nel movimento, per questo si consiglia un'attività fisica di tipo globale durante l'età dello sviluppo.

Come prevenire l’osteoporosi?


Per prevenire l'osteoporosi, è importante mantenersi fisicamente attivi, preferendo discipline di carico come camminata, corsa, ballo e ginnastica a corpo libero. L’attività fisica regolare migliora inoltre l’equilibrio e incrementa la massa muscolare, riducendo il rischio di caduta. Nei pazienti che hanno già avuto fratture, soprattutto vertebrali, il tipo di attività fisica va concordata con il proprio medico di fiducia e il fisioterapista.
È necessario, infine, modificare lo stile di vita seguendo una dieta bilanciata ricca di calcio e vitamina D, evitare fumo, alcol e abuso di caffè e privilegiare una vita che permetta un'adeguata esposizione solare.

a cura della Dott.ssa Clara Zambarda - Reumatologa
Specializzata in reumatologia, si occupa di malattie reumatiche sistemiche, della diagnosi e del trattamento della fibromialgia e delle malattie metaboliche dell'osso presso il Centro Medico Equilibrio di Salò.




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