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11 Giugno 2014, 07.07

Eppur si muove

Le sette R del cambiamento

di Leretico
Le ultime elezioni in Vallesabbia, come tutti i momenti in cui è prevista la possibilità che la gente esprima il proprio giudizio pubblico su idee e operati delle amministrazioni, sono state teatro di confronto di idee diverse

L'accostamento è stato fra opinioni contrastanti su come si intende la cosa pubblica, su cosa si intende fare per il futuro.
Su queste idee e sui programmi che ne sono scaturiti, i cittadini hanno giudicato con il proprio voto o in molti casi disertando le urne.

Le fazioni in campo nei diversi comuni valsabbini chiamati a rinnovare il sindaco, si sono attivate per trasmettere il proprio messaggio, nella speranza di riuscire a convincere la popolazione della bontà delle proprie posizioni.
Le liste dei sindaci uscenti hanno promosso la continuità del loro mandato, d’altro canto le liste opposte hanno cercato di persuadere al cambiamento.

Ecco la parola magica: cambiamento.
Non c’è dubbio che sia più difficile, in termini di sforzi e di comunicazione, il compito di chi vuole rinnovare rispetto a chi vuole conservare.
L’abitudine è da sempre nemica del rinnovamento e, quando si parla di piccole comunità, lo è ancor di più. Ma il bello della democrazia è proprio pensare il cambiamento possibile e vederlo realizzato.
Tutto dipende dalla capacità di persuadere, di convincere della bontà della propria storia.

In un bellissimo libro intitolato “Cambiare idee”, Howard Gardner, studioso di psicologia cognitivista e professore alla Harvard University, cerca di spiegare quali siano gli strumenti da utilizzare per promuovere un cambiamento di idee nel prossimo e in generale nelle comunità più ampie in cui vive l’individuo.
Gardner è noto per la sua teoria delle “intelligenze multiple” e si richiama ad essa per sviluppare il discorso sul cambiamento di idee nelle persone e nei gruppi.

Oltre all’intelligenza logico-matematica e a quella linguistica, esistono intelligenze non canoniche come l’intelligenza musicale e l’intelligenza spaziale ovvero “la capacità di crearsi nella mente rappresentazioni o immagini spaziali e di agire variamente su di esse”.
Esiste poi l’intelligenza corporeo-cinestesica ovvero “la capacità di risolvere problemi o creare prodotti usando il corpo”. Quest’ultima è l’intelligenza dell’artigiano e dello sportivo.

Saremmo dotati, chi più chi meno
, anche di un’intelligenza naturalistica, una interpersonale, ossia la capacità di relazionarsi con il prossimo, e una intrapersonale ossia la capacità di relazionarsi con se stessi.
Queste ultime due intelligenze sono meglio definite come “intelligenza emotiva”. Secondo Gardner esiste anche un’intelligenza esistenziale ossia “la capacità di rivolgere e ponderare grandi interrogativi”.
Tramite questa predisposizione si riescono ad elaborare i grandi “sistemi simbolici” della filosofia e della religione.

Gardner, nel suo libro, elabora una sintesi molto pragmatica su come ottenere il cambiamento di idee, individuando sette elementi (le sette R del cambiamento) che, se utilizzati contemporaneamente, aiutano efficacemente allo scopo.

Ognuno di questi elementi si richiama ad una o a più intelligenze contemporaneamente: abbiamo così il Raziocinio e la Ricerca, che si riferiscono all’intelligenza logico-matematica e all’intelligenza linguistica; la Risonanza, la Ridefinizione delle immagini mentali, le Risorse e ricompense, la Realtà esterna che si riferiscono all’intelligenza emotiva e ancora a quella linguistica; in ultimo le Resistenze che bisogna vincere per poter realizzare il cambiamento mentale.

Il discorso è dunque chiaro:
se vogliamo indurre un cambiamento nelle idee di una comunità dobbiamo comunicare un storia nuova, raccontandola in diversi modi e con diversi mezzi, facendo appello alle diverse intelligenze che ogni persona sviluppa in modo particolare.

La cultura scientifica, dominante al giorno d’oggi, prevede che tale storia sia ragionevole e supportata da dati di fatto (Raziocinio e Ricerca). Contemporaneamente deve creare empatia nel pubblico (Risonanza), tanto da indurre immedesimazione nei protagonisti.
La retorica e l’intelligenza linguistica sono quindi gli strumenti principali per produrre tali effetti, in modo che le vecchie immagini mentali siano sostituite dalle nuove (Ridefinizione delle immagini mentali).

Tutta questa attività comunicativa deve essere adeguatamente supportata con giuste risorse e il cambiamento deve essere facilitato saggiamente con premi e incentivi (Risorse e ricompense).
Inoltre, non si può prescindere dalla situazione contingente (Realtà esterna) che, anzi, deve essere debitamente richiamata e positivamente utilizzata nel proprio racconto.

Infine bisogna tener in considerazione che la propria storia si scontrerà con le più coriacee resistenze, non ultime quelle emotivamente consolidate (Resistenze).
Proprio su queste spesso si giocano i destini politici dei candidati alle elezioni. Le resistenze emotive sono le più difficili da vincere perché toccano corde molto profonde, legate a sentimenti ancestrali di sicurezza e di appartenenza. Non sono quindi da vincere, ma semmai da tenere bene in considerazione.

Così chi si trovasse di fronte il compito o il desiderio di far cambiare idea ad una comunità più o meno grande, dovrebbe impersonare una storia non solo credibile ma anche vera, dovrebbe saperla raccontare in molti modi usando diversi canali, dovrebbe vincere le resistenze con l’obiettivo di unire sotto lo stesso tetto anche quelli che all’inizio la pensano diversamente.
In particolare si devono possedere l’intelligenza linguistica del fine affabulatore, quella interpersonale che permette di capire e dare senso a ciò che la gente vuole e quella esistenziale che permette di diffondere un visione illuminata, guida per il futuro.

Gardner non si limita ad indicare quali siano le intelligenze più utili per influenzare le persone e le comunità, aggiunge anche due caratteristiche imprescindibili: l’istinto e l’integrità.
L’istinto per comprendere quale sia la mossa giusta da fare in un dato momento; l’integrità morale che permette, con l’esempio vissuto, di rinforzare in modo decisivo la storia che viene raccontata.

In ultima analisi, considerando la Vallesabbia delle elezioni comunali tenutesi a fine maggio scorso, sembra aver prevalso la continuità rispetto al rinnovamento.
Non voglio qui assegnare un valore positivo al rinnovamento a prescindere dalle situazioni concrete di ogni comune, anzi in certe realtà il nuovo sarebbe stato negativo.

Ci sono però dei comuni in cui il nuovo avrebbe dovuto prevalere e ciò non è accaduto perché l’integrità morale e il vero non hanno avuto tempo di emergere.
Ogni cambiamento profondo infatti ha bisogno di maturare e sedimentare, sempre che, chi lo vuole ottenere, sia in grado di applicare la ricetta intelligente di Howard Gardner.

Leretico
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Commenti:

ID45422 - 11/06/2014 19:41:38 (Aldo Vaglia)
Il fascismo creo' scientificamente "La fabbrica del consenso" un apparato propagandistico che faceva capo al ministero della cultura popolare. la fabbrica del consenso non usa piu' i sistemi dittatoriali, ma le regole sono rimaste le stesse. Cio' che veniva imposto con la forza e' oggi elargito sotto forma di privilegio. Le campagne elettorali rispondono sempre piu' ad interessi privati. I candidati sono sponsorizzati da organismi ed associazioni che ad elezioni avvenute presentano il conto. Conti che nulla hanno a che vedere con l'interesse pubblico. Si potrebbe dire che oggi la possibilita' di formarsi una propria opinione e' maggiore che nel passato. Si', ed e' vero! ma la potenza dei mezzi manipolativi e' talmente capillare e veloce, che il pericolo dell'omologazione e' maggiore rispetto a quando esisteva solo la carta stampata.


ID45423 - 11/06/2014 20:13:28 (sonia.c) grandissimi leretico e Vaglia !
ripeti tante volte una bugia ,finchè diventa una verità.è solo per contrastare questo "virus" dell'ignoranza" che mi "incaponisco" a rispondere ai "portatori in-sani "di corbellerie..qualcuno pensa che sia inutile? probabile! la sublime e inutile arte della parola..superfluo? no credo (detto 'a là crozza razzi)vista l'insipienza imperante..se c'è un virus..ci vuole il vaccino..saluti .


ID45429 - 11/06/2014 23:24:48 (Leonardo10)
Complimenti: chiaro, coinvolgente, interessante.


ID45430 - 11/06/2014 23:28:56 (Dru) La psicologia come luogo del nichilismo
Appare che decidiamo di definire alcuni aspetti della psiche come caratteri distinguibili di un certo atteggiamento, riconoscendone l'identità con un certo ambito della psiche e è di quest'esperienza vedere ricercatori e scienziati neurofisiologici intenti a mappare il pensiero, con risultati sorprendenti per certi versi. Oggi se vuoi avere i connotati di una persona non rivolgerti all'anagrafe o all'ispettore sociale o allo psicologo, ma vai direttamente da un neurofisiologo, che questo mapperà il tuo pensiero o il pensiero di chi vuoi capire. Questo atteggiamento realista sottopone la mentalità al vaglio della scienza, considerando essa un contenuto, un qualcosa fra le cose, un che che fa parte fra le parti. Supponendo questo atteggiamento giusto sarebbe oggi interessante domandare a questi stessi signori cosa, del distinto dalla mente, dell'altro della mentalità, in cui essi dovrebbero essere compresi come gli stessi strumenti che


ID45431 - 11/06/2014 23:38:01 (Dru)
adoperano come indagine, ne è. Questo "ne è" dimostra l'impotenza di questa supposta potenza della scienza sulla mente, in quest'altro atteggiamento, nell'atteggiamento veritativo di una mentalità onnicomprensiva, la loro, quella di questi signori che credono di potere sulle cose, diventa volontà interpretante o quel tutto è interpretazione, fuorché il tutto. Ma se il tutto è la mentalità, allora quella supposta potenza su di essa viene a crollare miseramente. Riflettiamo.


ID45445 - 12/06/2014 18:32:20 (Dru) Scusate...
Sopra è scienziati neurofisiologi e non neurofisiologici, neurofisiologici sono semmai gli esami degli scienziati neurofisiologi.



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