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13 Luglio 2019, 06.31

Eco del Perlasca

Organi di... zucchero

di Davide Lancellotti
Dal nome potrebbe sembrare quasi come uno scherzo di “buon” gusto, invece è una tra le più moderne (e sperimentali) tecniche per ricreare organi e tessuti partendo, appunto, dallo zucchero

La scoperta e la tecnologia
Nel 2018, un gruppo di ricercatori dell’Università dell’Illinois, capitanati da Matthew Gelber, hanno fatto un’interessante scoperta medica che potrebbe salvare milioni di vite.
Usando una stampante 3D avanzata e dello zucchero specifico - l’isomalto, che si ottiene dalle barbabietole da zucchero e che è già usato in pasticceria - sono riusciti a ricreare delle impalcature per gli organi e tessuti umani.

La tecnica non era nuova al momento, ma, grazie alle tecnologie avanzate, sono riusciti a ricreare delle strutture zuccherine con diametri tra i filamenti decisamente inferiori rispetto alla più tradizionale lavorazione plastica.

La tecnica
Le normali stampanti 3D usano come risorsa per la creazione di oggetti delle materie plastiche, che comunque vengono riprodotti con un piccolo errore (che l’occhio umano spesso nemmeno nota) e con delle distanze minime tra i diversi filamenti di qualche millimetro.
Questi errori, però, sono cifre significative per la medicina, quindi per prima cosa si è dovuta creare una nuova stampante in grado di aumentare in maniera importante la sua precisione millimetrica.

Dopo qualche anno di ricerca, sono riusciti a creare questa stampante.
Il resto è stato relativamente semplice, sperimentando diversi tipi di zucchero hanno capito che l’isomalto, grazie alle sue alte resistenze alla temperatura, era il materiale perfetto.

Si è scelto proprio lo zucchero perché è la sostanza nutriente di base di pressoché ogni cellula umana e non. Quindi, usando come base un organo umano, sono riusciti a creare la sua struttura principale, con la maggior parte dei vasi sanguigni presenti.
Con questa impalcatura di base, si possono impiantare sopra dei tessuti per poter ricreare anche l’organo vero e proprio con tutte le sue funzioni, anche se questa parte ad oggi è ancora teorica.
Invece è molto più facile creare dei tessuti epiteliali grazie alla loro poca complessità e alla facilità di trovare campioni su cui basarsi.

Gli scopi principali
Questo progetto non è stato inizialmente ideato per curare gli organi umani, piuttosto per studiare lo sviluppo delle cellule tumorali su ogni aspetto disponibile - oggi infatti esse vengono studiate solo su una piastra di vetro e poco più - in modo di trovare, sperando, una cura al cancro.
Dopo però hanno notato che era possibile usare la stessa tecnica anche per creare organi e tessuti da impiantare, ed è infatti qui che oggi questa ricerca si sta focalizzando maggiormente, sebbene il loro scopo iniziale rimane di vitale importanza.

Quindi, oltre che per la ricerca, questo metodo può essere usato per creare organi perfetti, senza alcun rischio di rigetto, prendendo solo un piccolo pezzo del paziente e con esso ricreare lo stesso organo in laboratorio.
Ad oggi, però, solo la creazione di pelle è autorizzata in molti Stati, mentre quella di organi non è assolutamente legale in nessuno Stato al mondo, soprattutto perché è ancora ad uno stadio troppo iniziale per avere almeno una piccola probabilità di successo.

Per il futuro
Per ora, senza alcuna autorizzazione, questo sistema rimane confinato nei laboratori di ricerca, con costi esorbitanti anche per un solo test. Comunque, nonostante le difficoltà, sono abbastanza certo che questo metodo diverrà legale e non elitario in poco tempo, forse anche nel giro di appena una decina di anni.

Praticamente, questo sarebbe il sistema per trapiantare qualsiasi organo in qualsiasi persona, azzerando, letteralmente, la richiesta di organi. Sarebbe, con ogni probabilità, la scoperta medica più importante dopo la penicillina e al pari di una ipotetica cura del cancro (che, tra l’altro, è lo scopo iniziale di questo progetto).

Penso anche ad un fatto abbastanza strano, oggi le stampanti 3D non costano molto e tra un paio di anni anche queste specializzate nell’uso di zuccheri costeranno poco. Quindi, in poche parole, diverrebbero accessibili alla maggior parte della popolazione nei paesi sviluppati. Usando del semplice zucchero chiunque con un minimo di competenza informatica riuscirebbe a crearsi il suo organo fatto in casa, impacchettato e pronto per essere impiantato come sostituzione.

Non so voi, ma a me certe volte la medicina spaventa ben più di un horror di Hitchcock.
Sapere che potresti crearti degli organi dentro casa tua, magari potendo anche impianterteli usando dei robot medici sempre lì, mi fa davvero paura. La medicina, per quanto affascinante ed intrigante essa sia, a volte davvero è spaventosa.
Chissà dove ci porterà la ricerca, forse un futuro migliore ci attende, ma se questo futuro è fatto di organi casalinghi e robot lo rifiuto ben volentieri, preferendo le fidate mani di un chirurgo piuttosto che la fredda mente calcolatrice di una macchina.

Davide Lancellotti

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