02 Ottobre 2022, 08.55
Val del Chiese Storo
Valle del Chiese

Incontro culturale a Riccomassimo

di Gianpaolo Capelli

Col nostro Gianpaolo Capelli siamo saliti a Riccomassimo, frazione lungo la vecchia strada che da Lodrone sale direttamente fino a Bagolino, dove la chiesetta del borgo è tornata agli antichi splendori. Presto anche un video


Sabato mattina nella chiesa di San Bartomeo a Riccomassimo, frazione del comune di Storo con le ultime nubi che lasciavano i monti intorno al paese, appollaiato a mezza montagna con di fronte i monti di Bondone e sottostante la piana di Lodrone, Ponte Caffaro e Lago di Idro, si è svolto uno interessante incontro culturale sul restauro della pala dell'altare dedicata a san Bartolomeo.

Pala inaugurata dopo il restauro nella primavera scorsa.
Presente la storica d'arte Serena Bugna che ha dato una interessante ed esaustiva spiegazione sulla storia della pala, e sull'artista che l'ha realizzata
E' intervenuto anche il responsabile del laboratorio di restauri, Scalvini di Brescia, illustrando tutte le difficoltà incontrate per riportare la tela all'antico splendore: da quanto si può ammirare del prima e dopo fotograficamente, risultato molto bello raggiunto alla grande.

Presente l'assessore alla cultura del comune di Storo Mariella Bonomini, che ha fatto gli onori di casa, portando i saluti dell'amministrazione comunale e dando il benvenuto ai presenti ha spiegato che gli appuntamenti storici come questo e altri sono stati promossi dalla provincia di Trento con la rassegna “Palazzi aperti, i municipi del Trentino per i beni culturali”.

Serena Bugna ha esordito spiegando l'etimologia del nome Riccomassimo, secondo la leggenda: un componente della famiglia dei conti Lodron, inseguito da alcuni cattivi “bagos” sulle montagne, incontrando un abitante del paese sotto il suo feudo, lo pregò di nasconderlo e di salvarlo dalla malvagità degli inseguitori.
Per riconoscenza il conte chiese il suo nome ed egli rispose “sono Massimo”, di qui la promessa del conte grato per l'aiuto che esclamò: “Ti farò ricco Massimo” ed ecco Riccomassimo.

Prima di entrare in chiesa, la storica ha fatto osservare ai presenti la scritta in alto sulla facciata: 1700, chiesa di soli tre secoli di cui non si hanno notizie precedenti e di cui come ha spiegato poi mancano tanti arredi sacri retroattivi.
L'excursus storico dell'incontro è stato incentrato sulla committenza e del dono del quadro di San Bartolomeo da parte del Conte Ferdinando Lodron, uno dei maggiori mecenati artistici trentini tra il sei e settecento.

Nella sua spiegazione la storica ha approfondito anche la figura dell'artista che ha realizzato la pala. per la chiesa di Riccomassimo.
Il pittore è Gasparantonio Baroni Cavalcabò di Sacco.
Gaspare Antonio Baroni Cavalcabò,1682-1759 è un pittore trentino
Nonostante un livello qualitativo considerato incostante ed alcuni limiti realizzò moltissime opere e fu uno dei principali artisti del Trentino meridionale della sua epoca, Di lui rimangono quasi esclusivamente opere a tema religioso.

Si pensava che le opere del pittore in Val del Chiese fosse solo quella di Riccomassimo, invece ne sono state scoperte altre attribuite al Baroni, quattro delle quali presenti sugli altari laterali della chiesa dell'Annunciazione di Lodrone.

Il Conte Ferdinando Lodron è un illustre personaggio del clero Trentino di allora, 1663-1730,
Nacque a Trento dal conte Nicolò Lodron e Teodora Chizzola.
Si laureò in filosofia a Roma e in diritto all'università di Innsbruck.
Fu canonico della cattedrale di Trento nel 1680, di Salisburgo, arciprete di Villa Lagarina, preposito capitolare di Trento nel 1709.
La chiesa di Villa Lagarina grazie al suo mecenatismo è una delle più belle del Trentino.

Nel 1688 nel corso della guerra della Grande Alleanza fu nominato governatore della città di Trento.
Nel 1714 regalava alla parrocchia Sant'Antonio Abate di Magasa il dipinto della “Madonna delle Grazie”: il quadro veneratissimo in valle viene esposto una volta all'anno e sempre durante il periodo del covid.
La Valvestino ha fatto parte della diocesi di Trento fino al 1964, passando poi a quella di Brescia.

La Bugna ha rimarcato la generosità del Conte Federico nel far realizzare e donare opere di arte in tante chiese trentine.
Chiudendo l'incontro ha preso la parola il restauratore d'arte Scalvini di Brescia.
Egli ha fatto notare che il restauro è stato completo per tutto l'altare non solo della tela, lavoro lungo e impegnativo.
La pala nei soli tre secoli che conta la chiesa di Riccomassimo, del 1700, è stata rovinata dall'acqua che l'ha deteriorata, con crostoni di pittura che si staccavano dalla tela e sulla parte in legno l'acqua e i tarli l'hanno fatta da padroni.

Ha rimarcato anche il difficile lavoro di restauro sulla parte in legno di alcune parti perse, rifatte con l'attenta ricostruzione del tipo di legno mancante e dei colori, alcuni in oro zecchino.

In conclusione un incontro molto interessante seguito attentamente dai presenti.
Nel pomeriggio Serena Bugna è salita a Bondone per il secondo appuntamento della giornata, sempre nello stesso progetto culturale della provincia di Trento.
Ha incontrato i visitatori per la spiegazione degli storici murales, del 1800, affrescati sulle case del paese: sono ex voto.
Murales che hanno bisogno di un urgente restauro, perchè stanno scomparendo.
Ora, dopo essere caduti per anni nel dimenticatoio, si sta attivando la Provincia di Trento con l'assessorato ai beni culturali, grazie all'interessamento del vice presidente della Provincia Mario Tonina.

Si spera vivamente al più presto, perchè la promozione del paese a “Borgo più bello di Italia” è legata in gran parte ai suoi murales.
Tutte le spiegazioni della storica Serena Bugna e del restauratore Scalvini riguardanti la pala di San Bartolomeo, saranno disponibili sul video in realizzazione da Capelli Videotecnica di Condino di prossima pubblicazione sul canale youtube di Vallesabbianews.

Gianpaolo Capelli.

Foto 1 chiesa san Bartolomeo Riccomassimo
Foto 2 pala altare restaurata
Foto 3 particolare della pala
Foto 4 la storica d'arte Serena Bugna

Qui sotto:
Foto 1 pala prima del restauro
Foto 2 poster fotografico complessivo dei lavori prima e dopo

Foto di Paolo Capelli








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