16 Novembre 2020, 07.39
Eppur si Muove

Il Covid colpisce anche la democrazia

di Leretico

Da poco sono terminate le elezioni del nuovo Presidente degli Stati Uniti. Visti i risultati, non sappiamo se il mondo, dopo questo evento, sarà un posto migliore


Le ragioni per cui quattro anni fa un personaggio come Donald Trump è potuto diventare Presidente degli Stati Uniti non erano banali.
La crisi del ceto medio americano, un candidato debole come Hilary Clinton, appartenente a quella élite ricca e snob che aveva portato il paese alla catastrofe finanziaria del 2008, fecero il gioco di Trump.

La vittoria di Biden, oggi, non deve far credere che le cause che videro Trump vincente quattro anni fa siano sparite nel nulla con la sua sconfitta. Non erano da sminuire allora tanto quanto non sono da sottovalutare adesso.
Un fortissimo movimento nazionalista e sovranista influì pesantemente nell’elezione di Trump tanto quanto l’epidemia di Covid-19 ha influito sulla sua sconfitta.

Quel movimento, che ha sempre viaggiato sottotraccia,
ha subito oggi una battuta d’arresto nel paese occidentale più grande e potente, ma non è stato sconfitto. Tornerà a muoversi sottotraccia, tuttavia è ora più forte di quanto fosse prima della presidenza Trump.
La direzione che il miliardario con il “gatto rosso in testa” ha preso con intemperanza narcisistica durante la sua presidenza, ha portato il segno troppo avanti perché sia facile cambiare le cose nel breve periodo.

Negli ultimi vent’anni sono lentamente emersi sul pianeta quattro poli di interesse politico e strategico. Sono poli che attraggono con grande forza tutte le attività umane, sia economiche che culturali, che avvengono nella loro sfera di influenza.
La comparsa di questi quattro punti di riferimento mondiale, dopo la caduta del comunismo e la fine dei regimi del cosiddetto socialismo reale, ha determinato un’inversione radicale dei percorsi di convergenza messi in campo dalle amministrazioni americane subito dopo la caduta del muro di Berlino.

Convergenza che tendeva a far rientrare la Russia tra le nazioni dell’Occidente e della Nato.
Ci ricordiamo ancora la famosa frase che il Presidente Reagan pronunciò davanti alla porta di Brandeburgo il 12 giugno 1987 rivolgendosi a Gorbaciov: “Tear down the Wall - Abbatta quel muro” disse Reagan. Quanto sono lontani quel giorno e quell’esortazione!

I quattro poli di cui parliamo
sono la Cina, gli Stati Uniti, l’Europa (compresa la Russia) e- non ultima - l’India.
Il più debole tra tutti è certamente l’Europa, che ha subito la recente politica economica americana con perdite enormi, senza poter esplicitamente opporsi.
Trump ha finanziato la Brexit per dividere gli europei e renderli più deboli; ha soffiato sul fuoco dei separatismi, ha fatto di testa sua nelle questioni mediorientali, ha scatenato la guerra commerciale con la Cina, ha alzato i dazi sull’importazione di prodotti europei. Insomma, un disastro per noi.

Cinesi e Indiani, da loro canto, non sono certo stati a guardare, tanto che uno strano vento di guerra fredda sta di nuovo soffiando sui confini dei vari paesi e dentro i palazzi del potere nelle loro capitali.
Sono tornati in auge i temi del nazionalismo e del separatismo, creduti sepolti da almeno cent’anni. In tutto il mondo la corrente sovranista ha aumentato grandemente i numeri dei propri seguaci, aiutati anche dalla crisi pandemica del Coronavirus.

Questa crisi avrà delle ripercussioni notevoli su tutta la nostra vita, perché funzionerà da acceleratore della polarizzazione già in corso.
La crisi del 2008 ha avuto ripercussioni gravi sull’Occidente e, di conseguenza, sulla tenuta dei suoi regimi democratici. Ha colpito, infatti, quella fascia di popolazione che, dalla fine della Seconda guerra mondiale, ha funto da pilastro della democrazia.

Se si lasciasse nuovamente impoverire quella classe media, che da sempre ha visto nella democrazia lo strumento complementare al proprio benessere, le istituzioni democratiche potrebbero diventare un simulacro vuoto che troppi estremisti potrebbero quindi voler abbattere.
Il Covid non sta aiutando per nulla in questo senso, perché sta colpendo l’economia e il tessuto sociale proprio nello stesso punto in cui aveva colpito la crisi del 2008.

Se da quella crisi e dalla crisi del 1992 è arrivata fino a noi l’onda dell’antipolitica, con i suoi estremismi e con i suoi costosissimi improvvisati al governo, quando arriverà l’onda provocata dalla crisi pandemica del Covid potrebbe essere uno tsunami difficile da fronteggiare.

Speriamo che la nuova amministrazione americana prenda provvedimenti per contrastare queste tendenze, che faccia cadere quei muri che Trump aveva cominciato a costruire, che smetta di vedere l’Europa come nemica dei propri interessi e che sia in grado di contenere l’espansionismo economico cinese senza mirare alla guerra, fredda o calda che sia.

È una speranza.
Troppo evidenti sono ormai diventati quelli che solo pochi anni fa erano segnali deboli. Non dimentichiamo che così come sono tantissimi i sostenitori di Trump, altrettanto numerosi sono i sostenitori del sovranismo in Europa e in Italia.
Solo il vaccino anti-covid ed una ripresa economica forte potranno guarire insieme l’Italia e la democrazia.

Leretico




Commenti:
ID82449 - 16/11/2020 14:33:58 - (Rinji) - Rinji

Per citare Leo Longanesi...."la democrazia è un lusso che NON possiamo più permetterci"

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