26 Febbraio 2020, 08.00
Pertica Bassa Pertica Alta
Pertiche

Piccola storia di una Madonna

di Rosalba Francinelli

A Po di Pertica Bassa la Madonnina del cooèl occupa un posto speciale nel cuore del paese e degli abitanti delle Pertiche, ancora molto legati alle tradizioni rurali e alla vita di comunità


Dicono che non c’è futuro senza memoria, ma nel cuore di Po una luce meravigliosa si accende sempre quando si passa davanti alla Madonna del cooèl. I nostri avi ci raccontavano che quando c’erano i temporali si fermavano in questa grotta – il cooèl - a ripararsi con le pecore, per poi aspettare il bel tempo.

Racconto questa storia per regalare un momento di cultura alla comunità delle Pertiche, questi due paesi racchiusi come in un’arena, che si stringono abbracciandosi portando tradizioni, ricordi e amore per questa terra, ben coltivata da decenni, che racchiude uno splendore incredibile.

Oggi voglio tenere viva la memoria di un testimone che, onorato, mi lasciò occupare questo luogo per deporvi questa Madonna. Un doveroso grazie a te, Emilio Flocchini, e a Giuliana, per questo gesto che non dimenticheremo. Vi ricorderemo con una preghiera, davanti a questa Madonna.

Vita contadina, comunità, borghi che rispecchiano tempi lontani, bellezze regalate alle nuove generazioni per poterne apprezzare il volto. Paesi - quelli delle Pertiche - indissolubili, legati ancora alla famiglia, alle persone che portano ancora con sé il loro dialetto, perché con piacere portano ancora la loro storia nel cuore.

Vorrei che i giovani fossero spinti a conoscere ancora questi ambienti antichi, che chiedessero dei nonni, dei bisnonni, perché i nostri nomi restino scolpiti nel tempo.

Madonna del cooél, per onorare i nostri antenati e le loro fatiche, diverse notizie ho raccolto di questi paesi e testimonianze di gente perticarola. In Pertica Bassa e in Pertica Alta l’occupazione dell’agricoltura è ancora molto sentita. Molte persone hanno ristrutturato le loro abitazioni, ma possiedono ancora cascine e rustici, ricche di parole antiche.

Nei campi si fa ancora tutto. La religione cristiana è la base del loro vivere bene, in pace, accontentandosi.

Forse i gravi disagi sono terminati anche per loro, perché le strade sono diventate praticabili e non c’è più difficoltà nel percorrere il tragitto necessario ad arrivare sino in paese dal medico o alle scuole.

Gente sensibile, perché ha dovuto sopportare fatiche e dolori. Le vecchie testimonianze di questi paesi raccontano ancora di quando tutti andavano a piedi con gli zoccoli e a volte a piedi nudi, anche quando falciavano i prati per cogliere l’energia della terra.

Tutte le donne con la “sporta” sotto il braccio andavano a fare la spesa. Prendevano il pane perché era necessario e il resto lo ottenevano attraverso la filiera della loro produzione, attraverso il loro orto, la stalla con gli animali e la campagna.

Sono moltissime le cose belle che vivevano un tempo. Cantavano in coro le persone, esisteva aria sana e la polenta apriva i lieti pranzi nelle famiglie. Si tagliava con il “Ref” a fette grosse, profumava, e a volte era anche accompagnata da un buon stufatino. Che vita! Vi ho dato un piccolo cenno per dar forma a questo luogo incantato.

Ora la Madonna è stata restaurata. I promotori di tale iniziativa sono stati Claudio Pialorsi, Marco Flocchini e Giuliano Lossi, e per quanto riguarda la parte pittorica mi sono impegnata per far sì che il volto di questa Madonna trasmettesse serenità.

La Madonna inoltre è stata benedetta dal nostro Parroco di Agnosine Don Pietro Chiappa, che in visita turistica da noi, con la sua benedizione ha reso sacro questo luogo.

Va un grazie anche a loro, per aver dedicato del tempo ad una tradizione e una devozione che sentiamo contraccambiare con immenso entusiasmo. Grazie ancora, amici.

Mi dicevano i nonni che erano anni con tanta neve e faceva molto freddo, scaldandosi i piedi nelle stalle sulla pancia delle mucche, quando erano sdraiate, le donne andavano a prendere alla cisterna l’acqua. Era gelido il secchio, quasi si attaccavano le dita al manico dal freddo che faceva.

Ma poi si rientrava a casa e c’era il fuoco con i suoi ceppi di legna, la fiamma che invitava a sedersi a raccontare storie. Tutti intorno seduti sulle panche o sulla pietra ad ascoltare le canzoni, e l’allegria trionfava. Le croste del formaggio abbrustolivano sulla graticola insieme a fette di polenta.

Da quassù si è più vicini al cielo ed è più facile che Dio ci veda, ci senta e ci ascolti e nel silenzio di questo luogo, si possono udire molte cose. Tra tutte la tua luce, Madonna del cooél.

Noi volgeremo sempre lo sguardo a te, perché tu possa far rivivere nei nostri cuori tale bellezza dei ricordi del passato, perché possano diventare ancora di più la forza per andare avanti per questo mondo che si sta sgretolando.

Illumina, Madonna, il nostro cammino, tu che sei la nostra vita e le nostra speranza.



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