22 Novembre 2022, 07.35
Gavardo Valsabbia
No al maxidepuratore del Garda

Il Parlamento europeo cassa la petizione

di red.

«L’archiviazione è stata chiesta dai gruppi di cui fanno parte FI, FdI e Italia Viva-Azione. Aspettiamo le motivazioni, poi vedremo come replicare». Così il Comitato La Roccia in occasione di un incontro avvenuto nel luogo dove dovrebbe sorgere il depuratore


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«Abbiamo voluto convocarvi sulle rive del nostro amato Fiume Chiese perché è da qui che è partito il nostro accorato impegno.
E’ in difesa di questa fonte preziosa di inestimabile valore, la cui tutela si è resa oggi un’assoluta priorità a causa del continuo sfruttamento che è posto in atto da interessi a vario titolo, della gravosa siccità e da scelte portate avanti da una politica assolutamente poco oculata come quella di realizzare qui il maxi progetto di depurazione del Garda».

Così si esprime in un comunicato il direttivo del Comitato La Roccia presieduto da Roberta Caldera, che ieri ha dato appuntamento alla stampa per chiedere attenzione in merito alle modalità che hanno portato alla decisione di cassare la loro petizione che chiedeva di non realizzare il maxidepuratore del Garda in territorio valsabbino.

«A difesa del Chiese si sono schierati numerosi comitati, associazioni, realtà a vario titolo e i Sindaci di alcuni comuni dell’asta del Chiese perché come ormai tutti sanno questo è un progetto imposto, calato dall’ alto, per il quale si è arrivati addirittura ad imporre un commissariamento.
Commissariamento basato sulla falsità dell’urgenza per le pessime condizioni della condotta sublacuale. Condotte accertate poi in ottimo stato dagli enti competenti» aggiungono.

E ancora: «Purtroppo fra i vari comitati e le varie realtà non c’ è stata sempre una visione unitaria e compatta sulle modalità di contrasto a quest’ opera.
Persino gli obbiettivi finali non sono sempre stati sulla stessa linea e le modalità utilizzate alcune volte sono andate senz’altro in collisione fra loro.
Le simpatie politiche e le vari ideologie hanno purtroppo spesso influenzato le scelte di chi era in campo, creando divisioni e rompendo gli equilibri; cosa che non ha certamente giovato alla causa, favorendo di fatto quella politica, che era invece da contrastare! 

Questa è stata la nostra esperienza; siamo partite con le mamme del Chiese che avevano nell’ animo “il Cuore puro e combattivo di mamma “e poi non ci siamo più trovate in linea con gli stessi obbiettivi e modalità di azione».

«Come noto, quando facevamo parte delle Mamme abbiamo presentato una Petizione a Bruxelles. 
La firmataria fisica della Petizione era di fatto la nostra Presidente, che ha sentito la responsabilità ed il dovere morale di portarla avanti. 

Ha pertanto provveduto ad arricchire il materiale e le argomentazioni inviando alla Commissione Petizioni tre successive integrazioni, precisamente in data:

-  30/11/21 in merito allo Status di pregio ambientale per l’area prescelta –Aggiunta di criteri di valutazione da parte dell’Uni Bs e rispettivo audio anomalo spedito da account fake – Mancato ricevimento da parte del Ministero Preposto di Comitati e associazioni portatori di interessi sul territorio – Documentazione mancante agli atti.

- 06/03/2022 relativamente a salute pubblica ed epidemia di polmonite da Legionella avvenuta nei territori del Chiese nel 2018

-  01/07/2022 concernente sicurezza alimentare e ricorso vinto dai Sindaci del Chiese in merito alla documentazione negata dall’ Uni Bs.

Venerdì’ 18/11 la stampa è stata informata da Europa Verde dell’avvenuta archiviazione della petizione in questione, aggiungendo dettagli che indicano come causa dell’archiviazione la richiesta di essa da parte dei gruppi EEP, RENEW E ECR (Forza Italia, Fratelli d’ Italia, Italia Viva-Azione) che insieme formano la maggioranza.

 La notizia ci ha molto rammaricati per due motivi:
1)  La petizione è stata promossa da cittadini non appartenenti ad alcun partito politico e la notizia doveva essere data da chi l’aveva presentata e seguita.
2)  Era doveroso attendere le motivazioni da Bruxelles e i relativi chiarimenti richiesti dalla firmataria

Si rendono pertanto, a questo punto necessari doverosi chiarimenti, soprattutto per chi ha creduto e sostenuto questa petizione, presentata con la massima fiducia in un’Istituzione da sempre ritenuta Superiore, a nostro parere, qual’ è il Parlamento Europeo, da  noi sempre visto come sopra le parti e in grado di portare giustizia dove vi sono prevaricazioni e abusi di potere.

Di seguito, per massima trasparenza, esponiamo nel dettaglio i vari passaggi della corrispondenza avvenuta tra la firmataria e Bruxelles.

In tutta la documentazione ricevuta da Bruxelles il segretariato Petizioni ha sempre concluso le proprie risposte affermando che la firmataria sarebbe stata costantemente informata dello stato dell’iter in corso.

In realtà riteniamo che ci sia stata una mancanza a questo proposito in quanto l’unica informazione ufficiale è datata 1° giugno 2022 ed è stata spedita alla scrivente solo in data 26.09.2022 (ben 3 mesi e mezzo dopo) e ad un indirizzo mail non più valido, venendone in possesso solo il 6 novembre.
In questa comunicazione non vi è alcun riferimento specifico alle due integrazioni inviate in data 30/11/21 e 06/03/22 e nulla è seguito in merito a quella inviata il 01/07/2022.

A questo punto per fare chiarezza in data 9 novembre viene inviata una richiesta a Bruxelles per avere delle delucidazioni, fare alcune precisazioni e per sapere se le integrazioni sono state ricevute e registrate. Ne viene confermata la ricezione e registrazione e la scrivente viene nuovamente rassicurata che sarà tempestivamente aggiornata.

Inaspettatamente in data 15/11/2022 arriva alla firmataria una mail (mail che è stata spedita contemporaneamente anche a tutti coloro che hanno sostenuto la petizione on line) in cui si comunica che la petizione è stata archiviata e che poi seguiranno tutti i dettagli.

Attendiamo pertanto di ricevere le motivazioni del caso per poi comunicarle alla cittadinanza ed eventualmente fare le dovute contestazioni».





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