22 Giugno 2022, 09.50
Garda
Ricorrenze

La festa di san Vigilio a Droane

di Gianpaolo Capelli

Questo sabato nella località di Valvestino si rinnova l’antico voto e la festa presso l’antica chiesetta
VIDEO


Uno dei sette paesi della Val Vestino è Droane, dove ogni anno si celebra la Festa di San Vigilio. Parlate di Droane vuol dire contare i suoi abitanti su una mano o quasi: infatti, attualmente sono quattro.

Sono salito lassù alcuni anni fa con il compianto amico Angelo Cimarolli, invitati dal vicesindaco di allora Antonio Bonomi.
Non sapevamo dove andavano ed erroneamente per salire ci indicarono la vecchia mulattiera , invece che la strada più comoda, attraversammo un torrente e ci inerpicammo su una salita le cui pendenze sono proibitive.

Per fortuna non pioveva altrimenti in una curva con pendenza oltre il 40 per cento saremmo volati nel torrente da dove eravamo partiti. Si vede che in quel momento San Vigilio da lassù ci ha protetti. Arrivati in cima ci accolse un bel pianoro con prati e coltivazioni di patate e pergolati di viti.

In alto, vicino alle poche case sul dosso, isolata, c'è la piccola chiesa dedicata a San Vigilio.
Santa Messa molto partecipata, celebrata allora dal Monsignore arrivato da fuori per la solennità e dal missionario di Magasa Don Maurizio Gottardi, che aveva lasciato il Brasile ed era tornato nella natia Magasa, per raggiunti limiti di età. Erano presenti anche dei suoi fedeli brasiliani venuti a trovarlo, legati a lui da sincero affetto.

Dopo la Santa Messa breve processione intorno alla chiesa con benedizione dei defunti davanti alla grande croce in cemento, che ricorda la peste che aveva colpito Droane e dove lì da tempo imprecisato venivano sepolte le ossa dei morti di allora sparse sul pianoro e trovate dagli abitanti durante i lavori campestri nei secoli susseguenti alla stessa.

Per raccontare della peste che aveva colpito Droane bisogna risalire agli anni imprecisati che   vanno dal 1496 e il 1537, quando il paese contava dai 170 ai 150 abitanti.
Abitanti che in quei secoli rifornivano la Repubblica di Venezia di pece, ricavata dalla resina che estraevano dagli alberi. Una località nelle vicinanze si chiama infatti “El fornel” dove erano posti i forni per la trasformazione della resina in pece, indispensabile per coibentare le navi e i mezzi marittimi di allora.

La leggenda racconta che la pestilenza fu così terribile che, ponendo una pagnotta alla Croce di Camiolo, fra Droane e la Val Vestino, la parte di pagnotta rivolta verso l’abitato di Droane anneriva e marciva, mentre l’altra restava bianca.

Sopravvissero solo due vecchiette che, essendosi rifugiate in una stalla, si resero immuni all’infezione grazie all’odore del caprone, “èl bèc”.
Trovatesi sole, le due donne cercarono ospitalità altrove, dirigendosi verso Magasa. Qui furono respinte per paura del contagio, così dovettero proseguire per Tignale. La fatica fu fatale per una delle due donne che morì di stenti lungo il cammino, mentre l’altra giunse a destinazione e trovò buona accoglienza. Alla sua morte lasciò quindi in eredità la terra che possedeva presso Droane, subordinando il lascito all’osservanza di una condizione: che ogni anno il 26 giugno,
giorno di San Vigilio, Santo a cui la donna era particolarmente devota, vi si celebrasse una Messa in suo suffragio e al termine di essa venisse distribuito un quintale di pane benedetto fra i partecipanti per difendersi dalle malattie.

La tradizione viene rispettata anche ai giorni nostri.
Quel quintale di pane Benedetto in tempi di povertà e indigenza, che vedeva i numerosi abitanti della Val Vestino salire in massa a Droane per la devozione a San Vigilio, ma anche per quella pagnotta che mancava e desiderata come manna del cielo.

La chiesa di San Vigilio a Droane
è intitolata al vescovo di Trento che per primo portò il cristianesimo in Val Vestino: insieme all’antica Pieve di Turano, risulta essere una delle prime chiese della Valle; e sembra che dovesse già esistere nel 1186.

Sorge isolata su un’altura che domina la Val Vestino ed è composta da un’unica navata voltata a botte con copertura a capanna. Sul retro della chiesetta è collocata la croce che sormonta l’ossario, dedicato alle vittime dell’avvenuta pestilenza, posto sotto il pavimento della vecchia chiesa.

Una bella notizia che riguarda Droane, che ha avuto ampio risalto sui mezzi di informazione all'inizio del mese di febbraio di questo 2022 è stata quella della nascita di Federica per la gioia di papà Giancarlo e mamma Alice.
Erano settanta anni che non nascevano bambini lassù.

Ecco il programma della giornata per la festa di San Vigilio a Droane, in questo sabato 25 giugno.

Per chi vuol salire a piedi ore 9.00 ritrovo in località Lignago, camminata guidata in compagnia, 4 km di percorso, durata circa due ore.

Ore 11.30 Santa Messa celebrata da don Franco Bresciani parroco della valle, a seguire la tradizionale benedizione e distribuzione del pane di San Vigilio.

Ore 13 spiedo e altre specialità culinarie con stand gastronomico per tutto il giorno. Ottime da degustare le salamelle ai ferri e formaggio Tombea “brustolà”.

Per lo spiedo è necessaria la prenotazione Tel: 0365 745060, tutti i giorni, escluso il mercoledì.

Organizzazione a cura della Pro loco Valvestino e degli Alpini della valle, con supporto infopoint Visitvalvestino.

Anni fa saliva a rallegrare la festa con la sua fisarmonica anche Aldo di Turano, con la moglie Mirca alla chitarra, per tante belle “cante” in allegra compagnia.

Che sia la volta buona per un nostalgico ritorno della fisarmonica “Doc” di Turano?


In foto:
Chiesa San Vigilio Droane
Anni 90 distribuzione del pane benedetto immagine presa dal libro “La valle di Vestino” di Vito Zeni
Prati e monti di Droane
Il parroco di Valvestino don Franco Bresciani (a destra) con don Paolo Bolognani

Questo e altri video, con maggior risoluzione, su VallesabbianewsTV



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