21 Gennaio 2024, 08.00
Blog - Maestro John

La neve e i girasoli

di John Comini

Il sacrificio dei nostri soldati in Russia, il sergente e la ragazza, il costo del maxi-depuratore, ancora Via Molino, un compleanno, un addio, un ricordo e vari eventi


Ogni volta che passo davanti ad un monumento che ricorda i soldati morti in guerra, provo un’emozione fortissima, un profondo senso di angoscia. Erano tutti ragazzi, nel fiore degli anni. Tutti avevano una famiglia, tutti avevano degli affetti, tutti avrebbero voluto “tornare a baita”, dalla mamma o dalla morosa, e vivere in pace. E invece sono rimasti là. Come dimenticare il sacrificio dei nostri soldati nella neve di Russia?

Venerdì ricorre l’anniversario della battaglia di Nikolajewka, combattuta il 26 gennaio 1943. Ci fu da parte delle truppe sovietiche un violento attacco contro le forze italo-tedesche. Le divisioni italiane, dopo violenti combattimenti, furono costrette a ripiegare per non essere accerchiate.

Nella steppa gelata, ad una temperatura che raggiungeva i 40 gradi sotto zero, esausti, senza viveri, senza la possibilità di fermarsi per non soccombere al gelo, i nostri ragazzi affrontarono un tragico calvario. La ritirata fu un susseguirsi di marce forzate per più di 700 chilometri: generali stellati e soldati semplici, tutti camminavano in una disperata lotta per la sopravvivenza.

Combatterono altre 11 disperate battaglie per aprirsi un varco attraverso gli sbarramenti sovietici: la battaglia decisiva si svolse nel villaggio di Nikolajewka, dove gli alpini riuscirono a sfondare le linee russe e ad uscire dalla sacca. Ma molti rimasero là, nella neve. Furono più di 100 mila i soldati italiani morti o dispersi sul fronte russo. La maggior parte vennero seppelliti in fosse comuni o nei cimiteri dei villaggi nella regione del Don, ai confini con l’attuale Ucraina (dove ora si combatte una nuova, tragica guerra). I nostri ragazzi erano partiti con 200 treni, al ritorno in Italia di treni ne bastarono 17.

Come Teatro Gavardo abbiamo dedicato a quei ragazzi  “Dov’è Nikolajewka?”, ispirato al libro di Maurizio Abastanotti (liberedizioni) e interpretato magistralmente da Andrea Giustacchini, con musiche di Luca Lombardi, video di Sara Ragnoli e spesso con gli amici del Coro La Faita diretti dal maestro Valerio Bertolotti.

È la storia di un’intera generazione di giovani che il cinismo del governo fascista ha mandato allo sbaraglio, la storia di amici che non ce l’hanno fatta ma che resteranno vivi nella memoria dei sopravvissuti. Abbiamo fatto decine e decine di repliche, anche in occasione del Centenario degli Alpini di Gavardo, ed ogni volta non riesco a trattenere le lacrime. Lo rappresenteremo venerdì sera a Carzago, sabato a Polpenazze e venerdì 16 febbraio ad Agnosine nel teatro Parrocchiale.

Sono 3.200 i bresciani caduti, tra alpini (un terzo del totale), fanti, artiglieri, carabinieri, bersaglieri e staff medico uniti dallo stesso crudele destino, ma riportati alla memoria dalla volontà della sezione bresciana dell’Unione Nazionale Italiana Reduci di Russia.

Nel libro l’amico Maurizio, cosa davvero encomiabile, riporta anche i caduti gavardesi: Ariassi Luigi (nato l’8/3/1906), Avanzi Silvestro (16/1/11), Averoldi Natale (6/12/18), Averoldi Pietro (30/10/14), Baldo Cesare (1/1/07), Biemmi Bruno (20/4/18), Biemmi Pietro (7/4/15), Bonomi Giuseppe (4/3/12), Bresciani Ernesto (15/11/18), Briani Giosue (11/2/10), Bussi Lorenzo (25/12/12), Duina Paolo (4/6/14), Ferrari Avellino (10/11/21), Ferretti Angelo (22/10/16), Forti Angelo (17/04/22), Franceschini Angelo (23/10/11), Franzoni Francesco (30/1/12), Mabellini Angelo (15/10/14), Maccarinelli Luigi (20/7/12), Mazza Giovanni (28/1/21), Molinari Lorenzo (9/2/16), Mondinelli Pietro (5/5/19), Mora Domenico (15/6/18),  Piovanelli Paolo (18/2/12), Poli Angelo (2/8/11), Raffaelli Cesare (24/9/20), Ragnoli Paolo (11/7/19), Ronchi Mario (20/9/22), Sarzina Rinaldo (8/7/20), Venturelli Angelo (6/11/20), Zambelli Angelo (4/8/22), Zilioli Luigi (13/8/03).

Alcuni sono stati riportati in patria.
Per gli altri ragazzi mi piace pensare che ora riposino sotto un meraviglioso campo di girasoli.

Leggete lo straordinario finale de “Il sergente nella neve” di Rigoni Stern: un vero inno alla pace.
“Si era in attesa del treno che ci doveva portare in Italia. La nostra compagnia, pochi ormai, era in un villaggio vicino alla foresta…Nel pomeriggio c’erano nell’isba solo una ragazza e un neonato. La ragazza si sedeva vicino alla culla. La culla era appesa al soffitto con delle funi e dondolava come una barca ogni volta che il bambino si muoveva. La ragazza si sedeva lì vicino, e per tutto il pomeriggio filava la canapa con il mulinello a pedale. Io guardavo il soffitto e il rumore del mulinello riempiva il mio essere come il rumore di una cascata gigantesca. Qualche volta la osservavo e il sole di marzo, che entrava tra le tendine, faceva sembrare oro la canapa e la ruota mandava mille bagliori.

Ogni tanto il bambino piangeva e allora la ragazza spingeva dolcemente la culla e cantava. Io ascoltavo e non dicevo mai una parola. Qualche pomeriggio venivano le sue amiche delle case vicine. Portavano il loro mulinello e filavano con lei. Parlavano tra loro dolcemente e sottovoce, come se avessero timore di disturbarmi. Parlavano armoniosamente tra loro e le ruote dei mulinelli rendevano più dolci le voci. Questa è stata la medicina. Cantavano anche. Erano le loro vecchie canzoni di sempre: Stienka Rasin, Natalka Poltawka e i loro antichi motivi di balli.

Guardavo per ore e ore il soffitto e ascoltavo. Alla sera mi chiamavano per mangiare con loro. Mangiavamo tutti nel medesimo recipiente con religiosità e raccoglimento. Ritornava la madre; ritornava il padre; ritornava il ragazzo. Solo alla sera ritornavano il padre e il ragazzo; si fermavano poco, ogni tanto guardavano dalla finestra e poi uscivano insieme sino alla sera dopo. Una sera che non vennero la ragazza pianse. Vennero al mattino... Il bambino dormiva nella culla di legno, che dondolava leggermente sospesa al soffitto; il sole entrava dalla finestra e rendeva la canapa come oro; la ruota del mulinello mandava mille bagliori; il suo rumore sembrava quello di una cascata, e la voce della ragazza era piana e dolce in mezzo a quel rumore.”


Leggo che mancano 70 milioni (dai 114 milioni del progetto originario ai 202 attuali… prima ancora di iniziare i lavori!) per l’assurda opera dei maxi depuratori del Garda da costruire a Gavardo e Montichiari. Ma perché non adeguare l’impianto attuale potenziando l’infrastruttura di Peschiera e sostituire le condotte sublacuali ormai usurate? Si risparmierebbe denaro pubblico e non si danneggerebbe un territorio e il Chiese. Io continuo a sperare e a pregare.

La settimana scorsa ho scritto di Via Molino nei ricordi del mitico Antonio Abastanotti, che mi ha gentilmente inviato altre precisazioni: dopo l’abitazione del Pierino Goffi detto Gudù, c’era la casa della famiglia Taraborelli, in particolare abitata dalla signorina Lina, attiva in campo sociale e politico. Per circa due anni al secondo piano vi abitarono anche l’amico Antonio con la sua cara Maria ed il piccolo Maurizio. In seguito dal 1957 per alcuni anni vi abitò Antonio Codenotti, detto Tone Gösach, famoso basso tuba della banda musicale.

Inoltre, dall’altra parte della strada del Mulino c’era la fattoria in cui hanno abitato e lavorato per la famiglia Sigismondi la famiglia Mora (qui nacque anche Teresa). Dove attualmente ci sono il negozio e l’abitazione di Luciano Mora c’era la fattoria gestita dai cinque fratelli Lauro e di proprietà Rossi Noventa. Ora Antonio è impegnato per raccontare ai ragazzi le vicende del terribile bombardamento di Gavardo: grazie ancora per quello che fai per la comunità, Antonio!

Martedì compie 40 anni Daniele Meschini, che abita nella “mia” Livemmo. L’ho conosciuto frequentando il ristorante della simpatica mamma Graziella (che saluto). Daniele è una persona piena di idee: ama scrivere e fotografare, con l’Associazione culturale “Riflessi di Luce” propone il bel Lunario con proverbi e filastrocche dialettali e si impegna per il riconoscimento della disabilità e della diversità come valore (Daniele è ipovedente).

Promuove iniziative culturali come spettacoli e mostre: ricordo il lodevole impegno per la salvaguardia della suggestiva chiesetta di San Rocco, un luogo carico di storia e devozione (nella peste del 1630 fu lazzaretto degli ammalati, poi destinati a Barbaine). Nel 1993 la chiesa era a rischio di crollo ed il Gruppo Alpini di Pertica Alta della sezione “Montesuello” (di cui faceva parte il padre di Daniele, Vincenzo, che ci ha lasciati 30 anni fa) intervenne rifacendo il tetto, eliminando le infiltrazioni d’acqua, in attesa di interventi più strutturali. Nel 2011 “Riflessi di luce” iniziò la raccolta-fondi con attività sociali, feste, aste di quadri eccetera, e nel 2018 partirono le opere di bonifica per l’umidità. In un bell’articolo di Massimo Pasinetti su Bresciaoggi Daniele ha detto: «Ringrazio tutti: le Fondazioni Comunità Bresciana e Cariplo, Regione, Comune e associazioni locali, progettisti, restauratore e parroci… Amo il mio territorio, la storia e la tradizione, e vorrei lasciare il segno. Ho anche un legame affettivo col luogo dove vivo, il Passo di San Rocco, dov’è la chiesa, che congiunge le Pertiche». Auguri Daniele, spero di incontrarti a Livemmo quest’estate (se ghé só amó…).

Ci ha lasciati Carolina Ziliani (zia Carulì): era stata catechista, organizzava pellegrinaggi e per quarant’anni si è dedicata al periodico “Il Ponte”. In casa riceveva i bollettini freschi di stampa, li impacchettava e li consegnava alle incaricate per la distribuzione nelle varie zone. Condoglianze a nipoti e pronipoti.

Il 24 gennaio del 2017 tutti abbiamo dato l’addio a Gaetano Mora, per gli amici Tano. Nato il 2 dicembre 1942, è stato titolare della Tecmor, fondata nel 1960 insieme ai fratelli. Per due mandati fu sindaco, dal 1995 al 2004, ed era sempre impegnato nelle associazioni, nell’oratorio, nella parrocchia, negli ex allievi degli Artigianelli, collaborando con don Angelo Chiappa nell’assistenza dei bambini orfani o in situazione di disagio familiare.

Per più di 20 anni ha lavorato alla casa di riposo “La Memoria” da consigliere e poi da presidente. Appassionato delle due ruote, è stato sponsor di una squadra ciclistica.
Ho avuto la fortuna di conoscerlo attraverso il teatro, una passione che ci ha unito.
Tano ha partecipato al Gruppo Teatrale Gavardese cimentandosi in uno spettacolo divertente, ma con sfumature malinconiche, dal titolo “I bei giorni”. Ma l’exploit è stato nell’85, quando ci fu richiesto di rappresentare uno spettacolo in occasione del 40° anniversario di sacerdozio di don Francesco Zilioli.

Doveva essere solo la rappresentazione di una sera, invece ebbe un grande consenso di pubblico e il Gruppo Teatrale Gavardese fece più di 70 repliche in giro. Tano era davvero al top: quando appariva in scena con la veste nera ed il cappello da prete, veniva giù il teatro…Memorabili le sue battute sulle betoneghe dalla bellezza ormai svanita (“sarale töte isè?”), i battibecchi con la perpetua e le battute con i “bulli” delle Acli. Fra le betoneghe c’era Paola Rizzi, la futura Signora Maria, che già si faceva notare per le smorfie comiche. Ogni volta che il Gruppo Teatrale era chiamato in qualche posto, le offerte erano destinate a qualche missionario per la costruzione di pozzi o quant’altro. Agli attori del Gruppo Teatrale andava la gioia di stare insieme e di far felice la gente attraverso il teatro. C’erano anche Vincenzo Mangiarini e Piero Tedoldi, due bellissime persone che ci hanno lasciato troppo presto. Ci seguiva sempre don Dario, cugino della moglie di Tano, Rina Saccani, che era venuto dall’Argentina per un periodo di riposo ed era diventato il padre spirituale del gruppo. E siccome ci piaceva il gioco del teatro, ci piaceva stare insieme e far felici le persone, abbiamo rappresentato “Cenerentola”, “El trumbù”, “Anche gli angeli mangiano patate”, “Una piccola storia”, “Pomodoro e mozzarella” e “47 morta che parla”. Abbiamo rifatto “W il parroco” nel 2013 per il 50° anniversario di sacerdozio di don Giacomo Bonetta e per un’iniziativa umanitaria dell’Avis di Gavardo in favore delle vittime in Siria. Oltre alla compagnia “storica” si erano aggiunti alcuni giovani dell’oratorio e molti bambini, figli dei “vecchi” attori. Ancora una volta Tano è stato il magistrale interprete del parroco, per lui sembrava che il tempo non fosse passato. Temeva di perdere la voce, temeva di perdere la memoria, e rivedendo un vecchio video dello spettacolo aveva detto: “Ma me so mia bù a fa chele robe lè!”  E invece è stato all’altezza della situazione, come sempre!

Caro Tano, tra le tante qualità hai avuto il grande dono di far sorridere la gente. Un proverbio dice che chi fa sorridere qualcuno, accende una stella. Ringrazio il Signore per averti incontrato. Ciao, Tano!

Alcuni eventi:
* oggi, domenica, a Villanuova ore 9.45 inaugurazione dell’Isolo riqualificato, ore 10.15 camminata e passaggio sulla nuova passerella ciclopedonale di Valverde, ore 11.30 rinfresco al Circolo Acli

* oggi a Salò al Salòttino in via Fantoni ore 17 musica delle “Freaky Mermaids” con Ombretta Ghidini, Laura Mantovi e Giorgia Poli (ingresso riservato ai tesserati, per associarsi info@ilsalottino.art)

* oggi a Villanuova nell’Auditorium Garda ‘Eleonora Duse’ ore 16 “Cappuccetto rosso” dalla favola dei Fratelli Grimm con la compagnia “Il Nodo” con Maddalena Costagli, Enrico Felter, Dalila Giuliano, Santina Santoni, regia di Raffaello Malesci (posto unico 6 € info www.ilnodo.com)

* lunedì a Gavardo in Biblioteca ore 16.30 Realizziamo un simpatico uccellino “Baby Atelier” laboratorio per bambini da 4 a 6 anni (prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti 0365 377463 biblioteca.civica@comune.gavardo.bs.it)

* lunedì a Sabbio Chiese in Biblioteca “I lunedì all’hub” dalle 15 alle 17.30 ti aspettiamo per realizzare le tue idee creative: magliette personalizzate, stickers, spillette, stampa 3D…(per ragazzi dagli 11 ai 17 anni, partecipazione gratuita previa iscrizione)

* lunedì a Provaglio V/S in biblioteca “Il gioco della Pace”

* lunedì e mercoledì a Gavardo in Biblioteca dalle 15 alle 17.30 “Libera la tua creatività” Porta un’idea di cosa vuoi creare e la realizzeremo insieme (Hub tecnologico per ragazzi 11-17 anni gratis previa iscrizione 0365 377482 ci si può iscrivere ad un solo appuntamento)

* lunedì a Villanuova al Consultorio familiare (via Bostone 2/1) dalle 10.30 alle 11.30 “Biblioteca in Consultorio” (info biblioteca@comune.villanuova-sul-clisi.bs.it 0365 371758)

* martedì a Serle in biblioteca “Il mondo dei libri” (gruppo di lettura 8/11 anni)

* martedì sera a Prevalle nella Sala del Teatrino di Palazzo Morani “La donna nel cambiamento” secondo di tre incontri su educazione e promozione della salute femminile nell’arco della vita, con la psicologa Valentina Fraire, l’ostetrica Roberta Maccarrone e l’osteopata Nunzia Pasqua (organizzano Comune, Ecomuseo del Botticino e Studio ostetrico “Il Nocciolino Blu”)

* mercoledì a Sopraponte in Oratorio dalle 14 alle 16 “Pomeriggio in compagnia” (info Elide 347 8580827)

* mercoledì a Gavardo al Centro Sociale di via Mangano dalle 14.30 alle 16.30
laboratorio del cuoio con il mitico Cisco

* mercoledì a Vestone in Consultorio “Nati per leggere”

*giovedì a Soprazocco di Gavardo ore 20.45 in Auditorium Fondazione Intro ETS
“Montessori per i bambini di oggi” fondamenti del metodo e loro attualità con Daniela Scandurra, pedagogista Montessoriana (incontro gratuito, riserva il tuo posto con l’iscrizione online https://ilsassolino-genitorisicresce23-24.eventbrite.it o contatta Annalisa Schirato al 3338015096)

* giovedì a Soprazocco in Oratorio dalle 14 alle 18 “Pomeriggio in compagnia” (info Pierino 340 3332823)

* giovedì a Preseglie in biblioteca “Il gioco della Pace”

* venerdì a Gavardo al Centro Sociale di via Mangano dalle 14.30 alle 16.30
giochiamo a Burraco con la simpatica Mariangela

* venerdì a Idro in Biblioteca “Il gioco della Pace”

* venerdì a Carzago ore 20,30 “Dov’è Nikolajewka?” del Teatro Gavardo

* venerdì e sabato ore 21 e domenica opre 16 a Villanuova nell’Auditorium Garda ‘Eleonora Duse’ la compagnia teatrale “I Bravi” in “Rumori fuori scena” di Michael Frayn con Enrico Felter, Santina Sansoni, Luca Boschiroli, Azzurra Rizza, Fabio Malacrida, Dalila Giuliano, Fiorenzo Savoldi, Maddalena Costagli, Fabio Pasquali, regia di Christian Ginepro (info Fabio 335 8342492)

* sabato a Villanuova in Biblioteca “Storie intorno al camino” con le volontarie di Nati per leggere: dalle 10 alle 10.30 letture per bambini 0-3 anni, dalle 10.45 alle 11.15 letture per bambini 4-8 anni (non è necessario prenotare, info biblioteca@comune.villanuova-sul-clisi.bs.it 0365 371758)

* sabato a Vallio Terme in biblioteca Letture per la Giornata della memoria

* sabato a Polpenazze in Sala Consiliare ore 20,30 “Dov’è Nikolajewka?” del Teatro Gavardo

Ci sentiamo la settimana prossima, a Dio piacendo. W il Chiese!                                
maestro John

Nelle foto:
1) Alpini in partenza per la Russia (30 luglio 1942)
2) Adunata a Gavardo negli anni 60
3) Daniele Meschini in dolce compagnia
4) Il caro Tano Mora recita in “W il parroco” con Valentina Avanzi

Grazie di cuore all’amico Antonio Abastanotti


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