07 Agosto 2022, 07.16
Blog - Maestro John

Il mitico Cèco

di Maestro John

Oggi vorrei parlare dell’alpino Francesco Maioli, da tutti e dappertutto conosciuto come “èl Cèco”. Alla fine alcuni appuntamenti della settimana


Ci sono persone (e sono tante, più di quelle che pensiamo) che danno una mano in mille occasioni, ma che non si mettono in mostra. Persone di poche parole, ma con un cuore grande. Una di queste è il mitico “Cèco”.

C’era anche lui quando, domenica scorsa dinanzi alla Chiesetta Alpina in Tesio, è stato ricollocato il nuovo sacello della “Terra di Russia”, sigillato dal Capogruppo Mario Rivetta, dal Presidente Poinelli (grande amico di mio cognato Sergio Franceschetti), dal Sindaco Comaglio e dai due “veci” che c’erano cinquant’anni fa all’inaugurazione della chiesetta, gli alpini Piero Guatta e il nostro Francesco.

Poi al rancio presso la sede in Monticello, ho incontrato il Cèco, coi suoi pantaloncini color mimetica e la sua inconfondibile umanità.
Così ho scoperto che ha compiuto 90 anni a gennaio.
So che non vorrebbe che io allungassi troppo questo articolo: Cèco come ogni vero alpino non vorrebbe una sviolinata.
Ma che colpa ne ho io se ha fatto così tante belle cose nella sua vita?

Ricordarle tutte è impossibile.
Mi dicono che sua abitazione è inondata di fotografie, di attestati, di benemerenze, di ricordi (tra le foto di don Francesco, del Doro, di don Antonio Andreassi spicca quella della cara sorella del mio amico Gabriele, la mia coscritta suor Annamaria Bonvicini).

Francesco Maioli è nato a Gavardo il 5 gennaio 1932, figlio di Pierina Giovanna Forti (nata nel 1897) e di Giovan Battista Maioli (nato nel 1896), che ha combattuto sul Pasubio durante la Grande Guerra.
È quarto nato di sei fratelli ed una sorella (altri quattro fratelli erano morti appena nati), di cui viventi ancora cinque, lui compreso.

Ha concluso la seconda elementare, iniziando la terza classe mentre era già sulla collina della Faita, al “Casì del Roda” a fare il “famèi”.
Gli sarebbe piaciuto continuare gli studi, ma temeva di recarsi a scuola per paura dei bombardamenti.

Ha fatto il “famèi” fino a 17-18 anni, poi ha lavorato come apprendista presso il calzolaio Battista Poletti in via dietro Chiesa.
È  lì che l’ho conosciuto: ero bambino (bei tempi!) e portavo le scarpe da riparare in quella stanza piena degli strumenti degli “scarpulì” e illuminata da una lampadina: un’immagine indelebile nella mia mente.  

Cèco aveva imparato bene il mestiere, ma non aveva i soldi per iniziare l’attività in proprio.
Così lavorò come manovale alle dipendente del signor Gozza ed infine ha lavorato per dieci anni come tuttofare all’Edilmeister, fino alla pensione. Dal 1953 ha fatto il servizio militare: per due mesi è stato al CAR a Merano, poi a San Candido caserma Cantore nel 6° reggimento Alpini, battaglione Bassano.

Dopo il campo invernale
, era stato inserito nel corso-caporali, che gli è servito al campo estivo nelle grandi manovre.
Quindi per sette mesi è stato aggregato al Battaglione Bolzano a Vipiteno nella fanfara alpina. È stato congedato nel dicembre 1954, ma è rimasto alpino per sempre.

Entra nel Gruppo Grotte Gavardo, subito dopo la costituzione del gruppo da parte dei “padri fondatori”; è uno dei primissimi “esploratori” del Gruppo e tuttora ne fa parte.

Cèco racconta che nel novembre-dicembre 1961 il registra Angio Zane ha realizzato un documentario del titolo “L’orso delle caverne” e il nostro Cèco ha dormito nella grotta, come guardiano di tutto il materiale, soprattutto per evitare che venisse rubato il generatore di corrente.
Io sarei morto di paura…

Ricordo di averlo incontrato con i bravi alpini di Prevalle al Buco del Frate: con Angelo Lando e l’amico Vincenzo Ondei come guide, bambini e insegnanti hanno potuto inoltrarsi nella profondità carsica e ammirare la grotta.

Nel 1966 è stato uno dei primi partecipanti (come il Bruno Baccaglioni) nel Coro “La Faita”, dove ha cantato per un periodo pur breve.
Cèco ha suonato il sax nel Corpo Musicale Viribus Unitis.
Nel 2000 il Maestro Direttore Bosio Prof. Ruggero ed il Presidente Gamba Remo gli hanno conferito la medaglia d’oro per aver prestato decoroso servizio per oltre 50 anni.

Il nostro Cèco ha sempre vissuto i valori antichi dell’alpinità, una parola che non c’è sul vocabolario ma che significa uno stile di vita, partecipazione a iniziative di solidarietà e di pace.
Con il gruppo Alpini di Gavardo -e poi aggregato al gruppo Alpini della Monte Suello- lavora per anni come volontario per prestare aiuto ai terremotati del Friuli nel maggio 1976. 
Con lui tanti amici gavardesi, tra i quali Pietro Guatta, Goffi Pietro detto Gudù, Gianni Zanetti, Goffi Luciano, Rinaldo Pomelli, Luigi Bresciani di Gavardo residente a Roma, Tiberio e Orlando Persavalli e molti altri.

Cèco conserva una emozionante pergamena
: “Per la generosa attività prestata nei cantieri del Friuli, organizzati dall’ANA, mirabile esempio di umana solidarietà verso i Fradi Furlans: Il Friûl al ringrazie e nol dismentee”.
Dopo qualche anno è stata costituita la sezione della Protezione Civile dell’ANA, di cui Cèco è stato fra i primi ad iscriversi.
Nel gruppo Alpini di Gavardo è stato consigliere per oltre 6 anni.

Appena conseguita la pensione nel 1992, si offre come volontario per l’ANA nazionale e lavora per sette turni consecutivi (turni di 15 giorni) in Russia, partecipando alla costruzione ed alle opere di manutenzione dell’asilo di Rossosch, a ricordo dei caduti e dispersi nella campagna di Russia, dopo 50 anni, nell’ambito dell’“Operazione Sorriso”.

Nel Museo Italiano all’Asilo di Rossosch, nell’estate del 1999, ha portato una pergamena con i nomi di tutti i soldati gavardesi caduti e dispersi nella steppa di ogni arma.
Commovente una foto (purtroppo sbiadita) di Cèco e di altri compagni, che pregano sull’attenti dinanzi ad una fossa comune, dove aveva buttato un mazzo di fiori raccolti sul prato.

Riconosciuto Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nel 1999, con sua grande emozione e sorpresa è stato premiato a Muscoline, in occasione dell’adunata sezionale di Montesuello, alla presenza dei Sindaci di Gavardo (l’indimenticabile amico Gaetano Mora), di Muscoline Albino Zabbialini, di Fabio Pasini presidente della Sezione Monte Suello.

Si è offerto come volontario anche in occasione di altre calamità: l’alluvione in Valtellina (1987), l’alluvione del Piemonte (Asti, Alessandria) del 1994, il terremoto a Foligno (1997).

Nel 2005 ha partecipato alle attività collegate alle esequie del Santo Padre Giovanni Paolo II per l’assistenza ai pellegrini. Sempre con l’organizzazione di Protezione Civile ANA Sezione “Monte Suello” ha partecipato alle operazioni di soccorso in occasione dell’evento sismico del 24 novembre 2004 a Salò, dove ha partecipato ai lavori per rifare il tetto ed altro alla Croce Rossa.
Nel 2009  ha dato una mano in occasione del terremoto dell’Aquila…

Dal sindaco Emanuele Vezzola nel 2013 ha ricevuto il Gattopardo d’Oro “per l’impegno e l’umiltà con la quale si è dedicato all’associazione Alpini e alla Protezione civile.”
Con gli altri alpini è sempre stato vicino  ai più sfortunati e ai più bisognosi, come nella Scuola Nikolajewka a Brescia.

Persona genuina e infaticabile, si è impegnato anche per i lavori al Rifugio di “Campèi de Sìma” (un vero e proprio “borgo alpino” nel comune di Toscolano Maderno), spesso portando i materiali per preparare i lavori dei volontari del fine settimana.
Legatissimo alla famiglia Marchetti ed alla signora Carolina, svolgeva tanti lavoretti ed è sempre stato considerato come uno di famiglia. Tant’è che la prof.ssa Emilia Nicoli ha voluto iscrivere Francesco, all’età di 52 anni, alle 150 ore che valevano come titolo di studio della Scuola Media. Quando Cèco è stato promosso, la signora Carolina ha voluto festeggiare con un pranzo di “gala” come se fosse stato uno dei suoi figlioli.

Ma non è finita.
Il mitico Cèco è stato un grande appassionato di api, ora a rischio a causa delle alte temperature. Ha conseguito il titolo di Apicoltore esperto in seguito alla frequenza di un corso a Bologna.
Apicolture e appassionato divulgatore, ha scritto interessanti articoli anche sul bollettino “Il Ponte”. Negli anni ‘80 ha organizzato mostre sulle api in S. Maria, al Monticello, a Vestone e a Desenzano ed organizzato vendite promozionali del miele.
Questo suo amore per la natura ed il rispetto del territorio lo hanno portato a partecipare alla grande manifestazione contro il mega depuratore del Garda sul fiume Chiese. Brào Cèco!

Mi dicono che è bravissimo al computer, dopo aver frequentato corsi di informatica: a 90 anni scrive regolarmente mail e invia foto su whatsapp a tutti i suoi nipoti e amici.
E credete che il mitico Ceco se ne stia lì, tranquillo, a dormire sugli allori? Macché! Ha qualche annetto sulle spalle ma fa parte di quella razza di alpini che fai una gran fatica a tenerli fermi. “Oggi, scrive, andiamo a Campei e festeggiamo la Madonna della Neve, con la Messa”.

Ci sarebbero molte altre cose da dire, ma ci vorrebbe un libro intero, e poi il Cèco mi toglie il saluto, eh eh eh! Per i vari casi della vita Cèco non ha avuto una famiglia tutta sua, ma penso che la sua grande famiglia è formata dalle numerose persone che ha incontrato ed alle quali ha donato (e continua a donare) la sua grande umanità.
Grazie Ceco!

Concludo con alcune belle parole scritte da Paolo Catterina:

Che persona straordinaria Cecco (fratello del mio povero zio Luigi e zio del mio cugino Ivano Maioli) alpino, speleologo, archeologo, un saggio d’altri tempi, uomo generoso e disponibile oltre ogni possibilità, di quelli che nascono ogni cent’anni…

Un gigante buono del volontariato. La fotografia che più me lo rappresenta è in quella straordinaria occasione del ritrovamento della piroga al Lucone. Lui c’era… nel fango a scavare con i giovanotti del Museo di cui faceva parte dagli albori.

E c’era, lo ricordo con grande emozione, una mattina di agosto del 2002 quando Prevalle e altri paesi dal Garda in qua furono colpiti da grandinate trombe d’aria in una notte da tregenda.

Il paese era sottosopra e i pochi aiuti venivano dagli alpini, lui si presentò con zaino e motosega, senza se e senza ma. Non una parola, non una richiesta, nemmeno dei panini che meritavano i volontari come lui.
Mi ha sempre fatto un gran piacere ritrovarlo a tutte le presentazioni, iniziative culturali, a Gavardo come a Prevalle, non ostentava mai, eppure sapeva e ricordava di tutto, si è sempre interessato a tantissime cose ed è un vero pozzo di conoscenza. Quante ne ha viste (e quanto, quanto, quanto lavoro) con i suoi compagni alpini.

Fa piacere che una figura schiva come Cèco riscuota una stima eccezionale anche tra i giovanissimi alpini e volontari della protezione civile. Non ce n’è uno che non gli riconosca di meritarsi una straordinaria medaglia di “uomo a servizio del prossimo”, lui schivo, sobrio, sempre pronto.
Hai proprio ragione… mitico… e mitologico Cèco!”


A conclusione, alcune date della settimana prossima.

Stasera, domenica 7,
sono a Muscoline con Paola Rizzi in “Non sono una signora” (in caso di pioggia si fa in teatro)
Nel pomeriggio alla Casa Museo di Bagolino Habitar in Sta Terra propone Ti leggo una soria, Racconti per bambini tratti dai libri illustrati da Chiara Bolometti, che sarà  presente per narrare i suoi stupendi disegni
Oggi ultimo giorno della Festa dell’ospite a Prandaglio, a cura degli amici della Madonna della Neve.
A Teglie di Vobarno, fino a martedì 9, continua la Festa della Madonna della Neve

Lunedì pomeriggio per La Bibliomerenda del lunedì “Creatività digitale”, Biblioteca Area 63

mercoledì 10
agosto alle 5 del mattino a Prandaglio, sul sagrato della Chiesa di Berniga, Quando le stelle vanno a dormire, Tango e variazioni con il Gruppo Caronte
Mercoledì 10 a Gavardo in Piazza de Medici alle 21 cinema all’aperto: “Ainbo spirito dell’Amazzonia”
Mercoledì 10 ricordo di suor Liliana Rivetta nel 41° anniversario della morte. Come ha scritto Martin Luther King: “Le tenebre non possono cancellare le tenebre. Soltanto la luce può farlo. L’odio non può cancellare l’odio. Soltanto l’amore può farlo”. Ciao, cara Liliana!

Giovedì 11 a Bagolino nella Chiesa di San Rocco, Choro de Rua feat Gabriele Mirabassi “Santo Bàlsamo”

Venerdì 12 a Idro alla Pieve di Santa Maria ad Undas alle 16.30 visita guidata
dagli studenti dell’ITS Perlasca e dell’ITC Battisti di Salò

Venerdì 12 a Gavardo Paola Baratto, intervistata dall’amico Enrico Giustacchini, presenta “Una luce differente” alla Biblioteca Area 63
La sera di venerdì 12 sarò nella “mia” Livemmo, con “Lettera a Don Milani” alla Chiesa Parrocchiale San Michele di Lavino, con Andrea Giustacchini, Luca Lombardi e Paola Rizzi
Sempre venerdì a Villanuova fino al 15 ‘Festa de la del pont’ nella piazzetta Valverde

Sabato 13 alle 15 a Sabbio Chiese
Gli strumenti della civiltà contadina al “Museo della civiltà contadina museo e degli antichi mestieri Enrico Morelli”
La sera di sabato all’Isolo di Gavardo Rocking Band- Green Fire con Aldo (voce e armonica), Pecky (batteria), Spillo (basso) ed il grande chitarrista Santino Maioli, detto Santana (ma non potrò esserci perché sono a Condino con la Signora Maria)

Domenica 14 sono a Morgnaga di Gardone Riviera con Paola Rizzi in “Ahi Maria!”
Ci sentiamo la settimana prossima, a Dio piacendo. W il Chiese! W il Cèco!
maestro John

Nelle foto con il mitico Cèco
1) Il 19 settembre 1993 a Rossosch
2) In mezzo a tanti amici all’agrifogliata, "in spirito alpino" e occasione di solidarietà a favore della Scuola Nikolajewka
3) All’adunata di Verona nel 1990
4) Con Attilio Bettini (foto inviatami dall’amica Anna Bendotti, sorella del grande Gigi)
Grazie all’amico Paolo Catterina e ad un’altra bella persona




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