18 Gennaio 2022, 06.58
Bione
Cronache

Dopo i fasti e l'oblio «Cà Serena» diventerà una villa

di val.

L'immobile è stato acquistato da un imprenditore e nei giorni scorsi ne è avvenuta la demolizione. Per un anno vissero qui anche gli orfani di Marcinelle


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La prima pietra è stata posata il 5 maggio del 1957 e i primi ragazzini hanno cominciato ad abitarla a giugno del 1958.
Stiamo parlando di Cà Serena, la “colonia” realizzata su un’amena collinetta a Bione dall’Associazione Combattenti e Reduci di Brescia.

Nei giorni scorsi, dopo più di 60 anni, quella storia è andata in archivio perchè un grande escavatore l’ha abbattuta.
La struttura verrà ricostruita e non avrà più la stessa destinazione d’uso.

Ma andiamo con ordine.
L’idea originaria dei Combattenti fu quella di evitare di “aggiungere nuove brutture ai monumenti bolsi e retorici che rovinarono tante piazze d’Italia”, celebrando la pace ritrovata con opere dedicate ai bisognosi.
In questo caso “ai figli appartenenti alle famiglie disagiate e che avessero necessità di cure montane”.

Alla Colonia di Bione ogni anno arrivavano fino a 400 bimbi e ragazzini, che per un periodo di tempo potevano approfittare della salubrità dei luoghi.
Nel 1961 ne vennero ospitati anche una ventina fra quelli rimasti orfani a causa della tragedia di Marcinelle, in Belgio.

Poi successe che un po’ alla volta, in tutta Italia, le Colonie lasciarono spazio alla “villeggiatura con la famiglia”.
E anche Cà Serena perse la ragione di esistere, così com’era.
Diversi e tutti vani furono i tentativi, a partire dagli anni Ottanta, di utilizzare in altro modo la struttura.

A lungo e inutilmente l’Amministrazione comunale di Bione accarezzò l’idea di acquisire Cà Serena per farne un uso pubblico: la contrattazione però si arenò, un po’ anche sulla poca capacità di fare sintesi fra enti che dovrebbero perseguire gli stessi obiettivi.
L’ultimo utilizzo negli anni Ottanta, come garage per un’ambulanza.

Il forte degrado della struttura, divenuta addirittura pericolosa, ebbe poi il sopravvento.
Oggi nessuno sapeva più che farne della Colonia, per tutti era diventata solo un peso.
E così per decenni è calato l’oblio su quell’edificio.

Cà Serena ha riguadagnato la scintilla dell’interesse nei bionesi, amministratori e non, solamente in queste ultime settimane, suscitando una nemmeno tanto strisciante gelosia: l’ha adocchiata e acquistata a buon prezzo un giovane imprenditore, lumezzanese d’origine, ma con l’azienda in Vallesabbia e Bione nel cuore.
Diventerà la sua nuova casa. Chissà se le darà lo stesso nome, noi gli auguriamo di portarci tanti bambini.

Ubaldo Vallini

.Grazie a Rita Treccani per le foto della demolizione




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