Unione civili al Battisti: «Discriminato sono io»
di Redazione

Oscar Lancini interviene nelle querelle che lo ha visto protagonista durante l’assemblea di venerdì 11 marzo all’Istituto “Battisti” di Salò


“Capisco che le mie dichiarazioni a favore della famiglia e contro le unioni civili non possano piacere agli studenti sinistroidi, ma non è di certo colpa mia se chi era stato invitato insieme a me che avrebbe dovuto sostenere i diritti dei gay ha dato buca e mi sono ritrovato ad essere l’unico relatore dell’assemblea”.

Ha commentato così Oscar Lancini la polemica innescata da alcuni studenti dopo la sua partecipazione di venerdì scorso in qualità di relatore all’assemblea dell’istituto tecnico statale “Cesare Battisti” di Salò alla quale era stato invitato insieme ad altri relatori, che non si sono presentati, per un contraddittorio sui diritti civili.

“Non ho fatto nessun comizio politico a senso unico. - ha continuato - Ho solo accettato un invito e detto come la pensavo sui temi scelti dai ragazzi. È per caso vietato? Non avrei comunque avuto nessun problema a confrontarmi con relatori di altre vedute, come ho già fatto più volte in passato.
Non possono essere addossate a me - ha aggiunto - le scelte del preside che alla stampa ha dichiarato di non essere stato informato dagli studenti. Se un dirigente scolastico non è a conoscenza di ciò che fanno i ragazzi che frequentano la sua scuola in difetto è lui, non di certo io! All’assemblea era presente anche un insegnante che è intervenuto dandomi ragione. A riprova che davanti a quei ragazzi non ho pronunciato nessuna bestialità ma parole condivise dalla parte di società a mio parere normale”.

“Anche l’Arcigay Orlando di Brescia ha definito il mio intervento un comizio discriminatorio. - ha sottolineato Lancini - Mi viene da ridere! Sono omofobo e faccio della discriminazione solo perché difendo la famiglia naturale composta da mamma, papà e figli? Sono io a fare della discriminazione o gli amici dei gay che ritengono sbagliato che abbia espresso le mie idee in una scuola? Non temo ciò che dico né temo di dirlo pubblicamente e sono fiero di essere considerato omofobo se questo significa essere annoverato tra coloro che difendono la famiglia naturale”.

“Ancora una volta - ha concluso Lancini - la stampa ha agito in modo scorretto, presentando solo una parte della realtà e quindi travisandola. Sono stati scritti articoli senza che io sia stato interpellato da nessun giornalista. Hanno sentito solo una campana e preso per buono solo quello che è stato detto da una manciata di studenti che hanno scritto su Facebook invece di intervenire durante l’assemblea e dirmi il loro pensiero apertamente”.
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