“I confécc co la mandorla amara”
di red.

La prima compagnia ad aprire la rassegna vestonese di teatro amatoriale “Chei del Pascal” di Sabbio Chiese che propone l’ultima sua commedia dialettale in due atti.

Prende il via questo venerdì sera alle 20.30, presso l’Auditorium Mario Rigoni Stern di Vestone la 4ª rassegna di teatro amatoriale organizzata dal comune valsabbino, che vedrà per cinque venerdì consecutivi altrettante compagnie dei paesi della valle.
Questo venerdì sul palco salirà la compagnia di Sabbio Chiese “Chei del Pascal” che presenterà la sua ultima fatica, la commedia dialettale in due atti “I confécc co la mandorla amara”

Questa la trama. L'arte di produrre i confetti trova la sua massima espressione in Italia nella città abruzzese di Sulmona, dove la pratica di ricoprire le mandorle con numerosi strati di zucchero sapientemente levigato ed aromatizzato, affonda le sue radici nella notte dei tempi, tramandandosi da allora di padre in figlio, con ricette segrete gelosamente custodite in ogni famiglia artigiana. Ma, oltre ad essere una dolcezza gastronomica di infinita bontà, il gustoso dolciume è anche un’incredibile quanto inaspettata allegoria della razza umana, almeno secondo il pensiero del professor Bartolomeo, che vede in ognuno di noi – se stesso compreso – un animo cinico avvolto con eleganza ed abilità in un guscio di buone maniere e di atteggiamenti affabili.

La vicenda narrata nella commedia, infatti, prende il via da un incontro, informale ma ufficiale, tra la famiglia del professore e quella dei futuri (probabili) consuoceri, dove ognuno cercherà di essere all’altezza delle aspettative dell’altro, in un susseguirsi di atteggiamenti buffi quanto surreali, che avranno come solo scopo quello di camuffare nel miglior modo possibile – o nella maniera più convincente – la propria mandorla amara.

E così, gli eventi raccontati non potranno che confermare la tesi di Bartolomeo: i personaggi esposti nel campionario dallo spettacolo dimostrano inequivocabilmente, ed in modi del tutto diversi tra loro, una grottesca quanto sorprendente somiglianza. Quale? Quella – e non poteva essere altrimenti – con le squisite prelibatezze prodotte ad arte in quel di Sulmona.

100218SabbioConfecc02.jpg