04 Marzo 2017, 08.00
Prevalle
Penne nere

La storia degli Alpini incisa nel marmo

di Cesare Fumana

Sarà completato per festeggiare il 90° anniversario di fondazione del gruppo alpini di Prevalle un originale murales realizzato sulla parete di una cava di marmo dismessa sul monte Budellone


Quest’anno il gruppo alpini di Prevalle festeggia il 90° anniversario di fondazione e lo farà regalando ai prevallesi e agli amanti delle escursioni un nuovo sentiero realizzato sulle pendici del monte Budellone, la montagna di casa, a ridosso della loro sede, risistemando una porzione della montagna di loro proprietà e mettendola a disposizione di tutti.

«È da 8 anni che stiamo ripulendo da rovi e ramaglie la parte di monte di nostra proprietà a ridosso della nostra sede – riferisce il capogruppo Celestino Massardi –, recuperando o creando nuovi sentieri e realizzando anche una strada tagliafuoco per mettere in sicurezza la casa degli alpini. Questo per rendere fruibile a tutti il monte Budellone, la montagna carsica a ridosso del nostro paese».

Su questa proprietà, frutto del lascito di Enrico Bonizzardi e in seguito del fratello Giovanni e di alcuni nipoti, le penne nere prevallesi costruirono la loro ampia e accogliente sede, inaugurata nel 1995.

Nel terreno rientra anche una cava di marmo Breccia Aurora dismessa alla fine degli anni Sessanta, con ancora alcuni blocchi abbandonati. Gli alpini hanno pensato di valorizzarla, per far riscoprire anche il lavoro della cavazione del marmo che lì si praticava fino a una cinquantina di anni fa, pensando anche a come creare il motivo per poterla visitare.

Ed ecco allora l’idea di incidere la parete del fronte cava con la storia degli alpini, sull’esempio del grande affresco di Natale Doneschi che ricopre un’intera parete della loro sede. Grazie al passaparola e alle conoscenze dei soci alpini, hanno provato a chiedere a Giancarlo Zancarli, un ex cavatore di Paitone, ora in pensione, originario della Valpolicella, che si dilettava in scultura, dopo aver frequentato dei corsi serali alla scuola “Vantini” di Rezzato, se era disponibile a realizzare l’opera.

Questi, dopo averci pensato un paio di giorni, ha accettato e da due anni si è messo al lavoro per creare i soggetti e incidere nel marmo le gesta delle Penne nere durante Grande Guerra, l’epopea che diede vita al mito degli alpini, visto che proprio in questi anni ricorre il centenario della Prima guerra mondiale.

Un’opera d’arte davvero suggestiva, dove vengono raffigurate le Penne nere “sulle nude rocce e sui perenni ghiacciai”, come recita al Preghiera dell’Alpino, intenti a scalare le montagne, accompagnati dai fedeli muli che portano sul dorso pezzi di artiglieria dell’epoca.

Alla fine del sentiero che porta alla cava, lungo meno di un chilometro dalla sede del gruppo Ana di Prevalle, con un dislivello di circa 50 metri, Zancarli ha inciso con grande bravura, su due blocchi di marmo abbandonati, il logo dell’Ana e un cappello alpino.

Quest’opera sarà inaugurata, nell’ambito dei festeggiamenti del 90° del gruppo, in occasione delle consuete “Due serate alpine”, in programma nel primo fine settimana di luglio.

La festa ufficiale del 90° sarà invece il 1° maggio, perché, grazie a un lavoro di ricerca, il capogruppo Massardi ha ritrovato un articolo de “L’Alpino”, la rivista dell’Associazione nazionale alpini, dove sul numero del 15 maggio 1927 compare la notizia della fondazione del gruppo di Goglione Sopra e Sotto, avvenuta il 1° maggio di quell’anno, sotto la sezione di Salò.

«In uno scritto sulla storia del nostro gruppo – racconta il capogruppo – viene detto che il gruppo alpini di Prevalle sarebbe sorto già nel 1921 sotto la sezione di Brescia, ma finora non abbiamo trovato documenti che lo attestino, mentre l’articolo de “L’Alpino” è sicuramente una fonte attendibile».  In occasione del tesseramento di quest’anno, a ciascuno dei 161 soci alpini e dei 39 soci aggregati, è stata consegnata una copia di questo storico articolo, unitamente a una bandiera tricolore da esporre in occasione della festa del novantesimo.

«Mi piacerebbe che alla festa del 1° maggio – è l’auspicio del capogruppo Massardi – partecipino tutti gli alpini prevallesi, perché è la loro festa. Poi nelle “Due giornate alpine” di luglio sarà l’occasione per coinvolgere l’intera popolazione di Prevalle».


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