05 Aprile 2015, 07.00
Agnosine Serle Valsabbia
Antibracconaggio

Famiglia di bracconieri recidivi

di c.f.

Un’operazione del Nucleo operativo antibracconaggio della Forestale ha portato alla denuncia di sei uccellatori fra cui un irriducibile di Agnosine beccato con le mani nelle reti per l’ottava volta, con


Se il bracconaggio è un fenomeno che interessa l’intera provincia Bresciana, la Valsabbia vanta purtroppo dei primati in negativo.
Archetti e reti sono ancora gli strumenti privilegiati per catturare di frodo l’avifauna e ciò che sconcerta è, in alcuni casi, la completa mancanza del senso della misura.
È da qualche mese ormai la stagione della caccia è conclusa (anche se qui non si parla di cacciatori!), eppure anche in primavera, stagione della riproduzione, ci sono ancora scriteriati bracconieri che tendono reti e seminano archetti.

Un’operazione del Noa, Nucleo operativo antibracconaggio della Forestale, per quattro giorni un paio di settimane fa ha intrapreso una missione straordinaria su tutta la provincia che ha portato alla scoperta e al sequestro di decine di uccelli vivi e morti, ha permesso di sequestrare 17 reti, 190 archetti non attivi, una gabbia trappola per cornacchie e 17 lacci per volpi e mustelidi e alla denuncia di sei persone.

L’episodio forse più clamoroso ha avuto come teatro le colline di Agnosine: un lungo appostamento ha permesso di bloccare un’altra volta sulle quattro reti un conosciutissimo uccellatore del paese che insieme ai parenti stretti dà vita da anni a una famiglia da record.
Alternandosi, il padre (sorpreso questa volta), il figlio e persino il nonno sono riusciti a farsi denunciare per otto volte consecutive per uccellagione e maltrattamento degli animali.

Non era un novizio neppure il ristoratore sorpreso a Serle: su segnalazione del distaccamento di Desenzano della polizia provinciale, i forestali hanno in realtà individuato il figlio, ma anche il genitore è stato messo sotto accusa per una rete da 30 metri e per i tordi appena catturati e pronti per essere inanellati illegalmente custoditi, però, insieme ad alcuni esemplari morti, nell´abitazione privata e non nell´esercizio pubblico di famiglia; cosa questa che ha evitato una denuncia ulteriore per commercio illegale di avifauna.

In altre zone della Valsabbia gli agenti del Noa sono stati costretti a rimuovere semplicemente alcune reti per un paio di appostamenti.


Commenti:
ID56877 - 05/04/2015 11:20:09 - (Tc) - ...

Come dire...''qualis pater talis filius'' ...una bella multa e processo e forse ga pasa la mania...multa pero' non deve essere inferiore ai 100.000 eur...e se non pagano,sequestro beni privati...e per l'alter revoca licenza immediata...

ID56886 - 05/04/2015 21:27:33 - (snaf) -

e pensare che renzi vuole destituire il corpo forestale. Poi a fermare questi scellerati chi ci penserà???

ID56907 - 07/04/2015 18:25:18 - (diavolo) -

ci penseranno i tagliatori di teste sono vicini stanno arrivando. io penserei a quelli sono pi pericolosi.

ID56909 - 07/04/2015 18:38:46 - (diavolo) -

a dimenticavo poi lo spiedo sar patata salvia patata salvia patata salvia ecc.ecc no lombo no pancetta no costine....patata salvia patata salvia. quando saremo arrivati li....(mi dispice)non servir pi la forestale, serviranno le preghiere ma sar troppo tardi.

ID56910 - 07/04/2015 18:53:21 - (Tc) - diavolo...

che cacchio c'entra tutto questo con l'articolo in questione,se hai delle paure o dei rancori contro ideologie religiose puoi benissimo scrivere una lettera al giornale dando apertura cosi ad un dialogo congruo...cosi come ti sei posto francamente potevi evitare...diset de no?! ;-)

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