di Vallini
Fino all’anno scorso le uniche eccezioni erano Bagolino e Pertica Alta. Per il resto della Valle Sabbia bastava conoscere il regolamento regionale, armarsi di cesto e temperino... Quest'anno la faccenda si complica...
Fino all’anno scorso le uniche eccezioni erano Bagolino e Pertica Alta. Per il resto della Valle Sabbia bastava conoscere il regolamento regionale, “armarsi” di cesto e temperino ed avventurarsi senza remora alla ricerca dei prelibati miceti che da un paio d’anni almeno sembrano tornati ad affollare i boschi.
Quest’anno la faccenda si complica: ai due “capostipite” se ne sono infatti aggiunti altri tre, col risultato di rendere il “passatempo gastronomico” certo meno semplice da gestire... e anche un po’ più costoso.
“Solo per i non residenti – chiariscono nei municipi -. Idea che ad ogni modo è vantaggiosa per tutti, anche perchè i pochi introiti che se ne derivano vengono utilizzati, è stabilito per iscritto, per pubblicizzare le norme sulla raccolta dei funghi e le loro caratteristiche, o per ripulire i sentieri che sono poi gli stessi cercatori e percorrere”.
Sarà, ma la faccenda si complica: “E’ proprio chi non è residente che ha difficoltà ad individuare i confini comunali, con i soli prati e boschi per riferimento, rischiando di beccare la multa senza neppure sapere il perchè – dice il solito, immancabile gemebondo – e poi come mai non si somo messi d’accordo e non hanno adottato un regolamento uguale per tutti?”.
Vediamo un po’, scorrendo i regolamenti di Bagolino e Pertica Alta, ma anche quelli di Capovalle, Treviso Bresciano e Bione (quest’ultimo attende solo che le tipografie riprendano a stampare per entrare in vigore ufficialmente).
In tutti i casi è sufficiente essere residenti per poter raccogliere gratuitamente i funghi, a Bagolino lo potranno fare anche coloro che sul territorio comunale possiedono un immobile, ma solo dopo essersi dotati di apposito tesserino rilasciato in municipio.
Dovranno invece pagare i “forestieri”:
A Bagolino 5, 12, 36, 61 euro, rispettivamente per un permesso giornaliero, settimanale, mensile o annuale.
A Bione con la stessa “tempistica” bisognerà spendere 6, 15, 40 e 70 euro.
A Capovalle 6, 20, 45, 80.
Più cara, ma solo per tempi più lunghi, la raccolta a Treviso Bresciano e Pertica Alta: 6, 20, 50, 100 euro.
Poche le differenze in sostanza, in alcuni casi giusticate dall’ampiezza dei boschi.
Le difficoltà arrivano piuttosto quando c’è da pagare, anche perché non è proprio un “automatismo” posseduto da tutti quello di guardare nelle bacheche comunali alla ricerca di informazioni, o sui siti internet semmai che ci sono, e altri modi per pubblicizzare i loro regolamenti i Comuni non sembra ne abbiano adottati.
Ad ogni modo il versamento può essere fatto in municipio o in alcuni locali pubblici nei giorni festivi, a volte è possibile ricorrere al Conto corrente postale con la ricevuta che funge da permesso.
Ed è sempre il caso di premunirsi per tempo.
Non basterà individuare sul “lunario” la luna buona: sarà necessario anche scegliere il bosco adatto e informarsi con qualche giorno d’anticipo nel relativo municipio, anche perché di comuni che adottano regolamenti potrebbero, come funghi, sorgerne altri.
Severi i controlli sui permessi e sulle quantità: chi sgarra rischia di pagare multe assai salate.