Un pezzo alla volta la nuova viabilità di valle prende forma e si sta avviando (forse) al suo completamento.
Certo, anche se lentamente e con molti ritardi, si sta disegnando nella realtà quell’ipotesi sviluppata alla fine degli anni 60, che immaginava una nuova infrastruttura di collegamento alla Provincia di Trento, con inizio a Virle Treponti e termine a Storo (allora si immaginava di arrivare a Madonna di Campiglio).
La realtà attuale la conosciamo e vede finalmente realizzato un lungo tratto che dalla tangenziale di Brescia arriva fino alle porte di Nozza: circa 35 km di una nuova e moderna arteria stradale, con la quale i tempi di percorrenza si sono drasticamente ridotti, i paesi liberati soprattutto dal traffico pesante e forse in parte anche dalla presenza di polveri sottili nei centri abitati.
Meno 25
Rimangono ancora 25 km da costruire e sono la parte sicuramente più difficile, sia per l’inserimento ambientale dell’opera in un contesto delicatissimo (sponda destra del lago d’Idro), sia per gli altissimi costi di realizzazione che l’opera stessa potrà comportare.
Intanto si è messo mano al tratto più urgente, quello da Barghe nord a Idro sud.
Di questo lotto è pronto il progetto definitivo, redatto dalla Provincia, il cui tracciato è stato concordato con i comuni interessati, seppur con qualche mugugno.
Attualmente sembra che il progetto sia presso la Regione per la VIA (così dichiarano fonti dell’assessorato provinciale competente), ma sul sito del Sistema Informativo Lombardo per la Valutazione di Impatto Ambientale (Silvia), non risulta presente alcun documento che dimostri un inizio effettivo dell’iter procedurale.
In attesa di conferme puntuali sull’argomento, possiamo solo sperare che non vi siano intoppi non dichiarati sulla prosecuzione degli ultimi adempimenti burocratici.
Da Ponte Re alla Pieve di Idro
Tornando al progetto in corso, l’inizio è previsto a Ponte Re con la costruzione di un nuovo svincolo e la parziale demolizione di quello attuale, poi una serie di opere: un ponte di scavalco del fiume Chiese per approdare in sponda sinistra, quindi la lunga galleria Roncomonte (2050 mt di tunnel doppio per rispettare la nuova normativa), un viadotto per oltrepassare la valletta del rio Gorgone, la galleria Avie (700 mt) e, dopo un tratto all’aperto, lo svincolo di Vestone nord (Gargnà).
In seguito, dopo un piccolo viadotto, si parte con il tratto sicuramente più “controverso”, cioè quello che aggira Lavenone per approdare, a sud della Pieve di Idro, sulla prevista rotonda del futuro nuovo accesso a Lemprato.
Soluzione al ribasso, ammesso che i soldi siano sufficienti
Per questi pochi chilometri il progetto sconta una penuria di fondi che di fatto ha privilegiato una soluzione in gran parte all’aperto e con piccoli tratti in galleria, oltretutto in una zona in cui insiste un cono d’ombra, che può creare un serio pericolo nel caso vi siano inverni rigidi.
L’ultima parte della strada, quella verso Idro, inoltre non risolve il problema della sua possibile prosecuzione verso nord, a meno di immaginare soluzioni molto onerose.
Vediamo cosa accadrà nei prossimi mesi, la Barghe-Idro ha un finanziamento che si aggira intorno agli 81 mil. di Euro, ma se diamo uno sguardo alle opere previste, sorge qualche dubbio che questi soldi possano bastare effettivamente per il suo completamento, soprattutto se confrontiamo questo stanziamento con opere similari in fase di progettazione lungo la nostra penisola.
Tra Idro e Storo?
Resta sempre aperto il nodo del tratto tra Idro e Storo, dove, a parte le belle parole e qualche opera tampone come la rotonda di S. Antonio sull’incrocio per Bagolino, rimane ancora sul tavolo il progetto presentato in Comunità Montana nel 2004 (praticamente un tracciato di massima), ma rimasto praticamente nel limbo.
Ora la parola passa ai politici e agli amministratori di valle, affinchè le buone intenzioni manifestate nell’ultima campagna elettorale si trasformino in un impegno concreto su questi temi ancora aperti.
Riccardo Corradini