12/07/2012 08:40:00 Bione Vestone Provaglio VS Pertica Alta Garda Valtenesi Tagli
Uffici postali a rischio chiusura
di red.
Nell'elenco di Poste Italiane degli uffici postali anti-economici compaiono anche quattro sportelli valsabbini a rischio chiusura o ridimensionamento.
Poste Italiane ha reso noto all’Agcom il piano di chiusura e razionalizzazione, con conseguente riduzione degli orari di apertura, degli uffici postali, comune per comune come atto obbligatorio previsto dal contratto di Programma. Il provvedimento interessa 1.156 uffici postali sparsi in tutta Italia che saranno costretti a chiudere in quanto risultano sotto i parametri di economicità. Altri 638 verranno razionalizzati riducendo l'orario e i giorni d'apertura.
A farne le spese sono ovviamente quelli dei centri più piccoli e nel Bresciano sono 16 quelli a rischio chiusura: Pilzone, San Pancrazio, Calvagese, Coniolo, Ludriano, Corticelle Pieve, Remedello Sotto,Campione del Garda, Gorzone, San Colombano, Nozza, Ponte Zanano, Lumezzane Pieve, Bogliaco e Navazzo.
A questa lista vanno aggiunti i tre uffici di Provaglio Val Sabbia, Bione e Livemmo, dove sarà ridotto l’orario di apertura. Quattro quindi i paesi valsabbini che potrebbero essere interessati al provvedimento.
Naturalmente la comunicazione indirizzata all’Agcom ha prodotto un primo duro scontro verbale tra i vertici di Poste e i sindacati. Secondo quanto riferito dall’ad dell’azienda Massimo Sarmi, «il report è una lista di sportelli che lavorano al di sotto dei parametri di economicità, ma che non per forza saranno chiusi. Per non tagliarli stiamo tentando di raggiungere accordi con gli Enti locali - ha spiegato Sarmi - per trasformarli in centri multiservizi, abilitati a rilasciare anche certificati anagrafici, ticket sanitari e altro».
Le forze sindacali invece non la pensano così. Secondo il segretario generale Slp Cisl Mario Petitto e il segretario di Brescia Giovanni Punzi «quella della trasformazione in centri multiservizi è una brutta favoletta. L’obiettivo fisso di Poste Italiane è solo tagliare i costi, fregandosene dei servizi di cui sarà privata la collettività». «Insieme ai 1156 uffici da chiudere è cominciata la riorganizzazione dei servizi postali e del recapito - hanno precisato - che produrrà ulteriori 1.700 tagli di posti di lavoro a breve, e circa 10.000 entro fine anno».