| Giovedì 23 Maggio 2013 |
|
|
25/06/2012 08:00:00
Punti di vista Tecnica senza filosofiadi Aldo VagliaIl dibattito sulla tecnica che ci condannerà o ci salverà è il credo o il non credo di oggi.
Commenti:
ID21283 - 25/06/2012 13:10:49 (Dru) La filosofia è la cima del monte. E' vero , a volte , e sempre più spesso , ci sembra di poter fare a meno della filosofia , ci sembra quel luogo ameno , la cima del monte , anche per noi che amiamo viaggiare pel mondo : in conclusione, evitiamo quei luoghi lontani e inutili , fuori dalle rotte che, anche se non frequentiamo non è che ci possono causare noie o influire sul corso della nostra vita. Ma è vero tutto ciò ? Ma è bene tutto ciò ? Cosa è bene per un uomo ? beh per un uomo che vede come fine il benessere e il benessere è produzione-consumo , ciò che abbiamo ereditato dal sistema attuale , l'essenza del bene sta in questo fondamento del bene e la montagna non solo è un luogo ameno e distante , ma è visto come un luogo pericoloso , un luogo da combattere , e allora viviamo tutt'al più la base di questo monte e indaghiamo le sue pendici con sospetto.
ID21292 - 25/06/2012 17:02:21 (Dolcestilnovo) Solo chi ha studiato filosofia sa che da essa tutto dipende.Solo chi non l'ha studiata la disprezza come orpello inutile.
ID21302 - 25/06/2012 23:38:07 (Leretico) L'uomo è tecnica ma non solo Ho aspettato il tuo contributo alla discussione e leggo da titolo che tenti la strada di parlare della tecnica prescindendo dalla metafisica. Ebbene si può fare, ma la metafisica non è la filosofia e senza volerlo anche tu hai fatto filosofia. Cerco di spiegarmi: e certo vero che in queste settimane siamo andati per mari tempestosi quando abbiamo scritto e dibattuto sulla tecnica, ma la filosofia non è solo questo. Fare filosofia è domadarsi, non rispondere alle domande. Le impostazioni di Severino, di Parmenide, di Platone o di Aristotele, con tutto il rispetto, non ci impediscono di farci ancora delle domande e chiedersi come hai fatto tu come mai la scuola di oggi è quello che è, diventa una domanda su quello che sono i nostri giovani che passano da quella scuola, è una domanda che ci fa intravedere cosa sia la nostra società dopo anni di impostazione di questa scuola. Quando parli della connessione tra discussioni sul lago e
ID21303 - 25/06/2012 23:58:25 (Leretico) Continua e discussione sulla tecnica, tocchi un passaggio fondamentale, fai emergere quanto l'impostazione tecnica, che porta con s'è l'idea della soluzione paradisiaca che ognuno pretende per la usa parte, non si avvicini proprio alla soluzione più umana. Cosa è bene per l'uomo, chiede Dru e ci indica quale strada sta percorrendo il nostro mondo, che confonde il benessere con il bene. Il bene è difficilissimo da definire e mi viene sempre meglio a dire quello che non è: non è solo tecnica, non è solo benessere, non è solo materialità , non è solo meccanicismo. E dico questo pensando che il bene passa anche da queste cose ma non è solo questo. Come fare a non farsi dominare dallo strumento che abbiamo creato, quando lo vediamo tutti in quale vortice siamo avvinghiati, a quale velocità siamo costretti a rispondere anche se non riusciamo a capire a cosa rispondiamo e perchè. Se, come tu scrivi, l'elemento a
ID21304 - 26/06/2012 00:11:18 (Leretico) Continua cui hanno rinunciato, per le scuole tecniche, è la cultura, hanno fatto un errore gravissimo perchè hanno considerato impossibile per chi si occupa di tecnica di farsi una coscienza critica sui fini e sulla qualità dei mezzi per raggiungere tali fini. E, senza forzare troppo le premesse, si potrebbe agevolmente concludere che altro errore grave è quello di voler piegare la scuola a essere più vicina al mondo della tecnica applicata, alle aziende, mentre si dovrebbe spingere sempre di più proprio per l'opposto, cioè per avvicinare di più la scuola all'uomo che nel tempio della tecnica applicata possa rimanere uomo e non solo strumento.
ID21305 - 26/06/2012 08:07:58 (Dru) Sono d'accordo... ...con Leretico , è difficile definire il bene , se il bene è l'inveramento , se il bene è la realizzazione di sè , se il bene è star bene , in una società il cui modello di base è la produzione consumo , il bene è il benessere. Ma vorrei che non confondessimo la tecnica con la tecnologia , un lato del suo aspetto , il lato più in luce e che rischia di oscurare tutta l'umanità che invece esprime il termine tecnica. La tecnica è il gesto dello sciamano che accoglie dentro di se Dio , la tecnica è il linguaggio di Leopardi o il pennello di Raffaello , la tecnica è il parto di un figlio regolato dalle leggi dell'igiene, la tecnica è l'orazione di un prete o le parole del Signore alle genti , poichè la tecnica è l'applicazione di procedure e mezzi per raggiungere gli scopi per l'uomo.
ID21306 - 26/06/2012 08:24:46 (Dru) La tecnologia... ...invece e le applicazioni tecniche sono bene espresse da questa conversazione tra Fazio e Bill Gates a Che tempo che fa in youtube : http://www.youtube.com/watch?v=Zbmckw2FitA.Con questo voglio dire che è l'uso che se ne fa della tecnica che gli dà l'aspetto attuale , l'aspetto meccanicista, ma l'essenza della tecnica non è questo , questo è un aspetto , l'aspetto più attuale se volete , inverato , portato a galla dalle ideologie che soffocano l'uomo e la tecnica in tutti e diversi spiegamenti : come l'essenza del bene non è benessere che lo riduce ad un lumino di sè ,altrettanto dicasi della tecnologia e applicazioni tecniche per la tecnica , un surrogato di sè. Ecco dove può essere intravista l'origine del problema se se ne vuole risolvere il suo completo apparire.
ID21312 - 26/06/2012 08:58:21 (Dru) Un genitore Quando sceglie per il figlio l'indirizzo scolastico e sceglie le materie umanistiche , sta facendo "tecnica" ,anzi , sarò qui più radicale , sta facendo applicazione tecnica , usa procedure e mezzi , il Liceo Classico ad esempio , per raggiungere degli scopi , la formazione culturale che per i genitori di quel figlio è meglio adatta all'inveramento e alla sua realizzazione, per il suo bene , che non è magari il solo essere capaci di utilizzare un PC o l'uso dell'Inglese. Vi racconto un aneddoto , ero bambino e litigai con un mio maestro perchè ci voleva far giocare a pallone senza la palla con allenamenti estenuanti e per me quel maestro , in quel momento era un perfetto idiota , come si fa a giocare a pallone senza palla , mi domandavo ?
ID21313 - 26/06/2012 09:03:59 (Dru) All'esame di fisica al secondo anno dell'università mi diedi la risposta, un mio compagno , che aveva fatto il Classico , io lo Scientifico, non aveva imparato nulla di equazioni , figurarsi per gli integrali e l'esame sarebbe stato di lì ad un mese , mi ricordo ancora oggi la sua leggerezza nell'avermelo denunciato : noi di matematica non abbiamo fatto nulla a scuola , mi disse .Risi compiaciuto e preoccupato per lui poichè mi resi conto con alcuni esercizi che era davvero ad un livello elementare nella matematica , ma lui non sembrava affatto preoccupato .Beh , lui prese 30 e lode e io solo 22 e ne avevo fatta di matematica nei 5 anni di liceo ed ero anche bravino in quella materia.
ID21314 - 26/06/2012 09:18:21 (Dru) "How" dice Bill Gates a Fazio ? come può la filosofia guarire le malattie più gravi ? Ecco Bill Gates come uomo inverato nella tecnica , quella tecnica che abbiamo sempre di più sostituito alla fede in qualche cosa d'altro , quella tecnica che è comunque una fede , una fede che ci permette di realizzare il paradiso terrestre là dove prima cercavamo il paradiso celeste , le nuove tecnologie.
ID21376 - 27/06/2012 00:10:26 (Leretico) L'uomo è tecnica ma non solo In altri punti di discussione ho scritto che l'uomo è tecnica, e ti invito a guardare in questo link http://www.youtube.com/watch?v=HYaOwyYsycU
ID21377 - 27/06/2012 00:12:24 (Leretico) l'intervento di Galimberti sulla questione, nel quale sostiene la tesi che la tecnica è l'uomo stesso. Mi piace quindi la tua specificazione di cosa intendi per tecnica e soprattutto il sottolineare la sua pervasività , la sua inscindibilità dal concetto di uomo. Però insisto a sostenere che l'uomo, nonostante Severino e Galimberti è qualcosa di più. È qualcosa di più della somma degli scopi che cerca di raggiungere attraverso degli strumenti. L'uomo ha costruito società in cui vive e si esprime, in queste ha inserito strumenti e apparati che hanno lo scopo di soddisfare i bisogni dei gruppi di persone che le compongono. Spesso questi apparati burocratici si dimenticano degli scopi per cui sono stati fondati e vivendo di vita propria schiacciano l'uomo invece di aiutarlo. Perché accade?
ID21378 - 27/06/2012 00:29:10 (Leretico) Continua Accade perchè gli apparati di cui si parla non sono delle macchine, ma sono fatti da uomini e gli uomini, con i loro desideri e i loro difetti sono più della macchina strepitosa rappresentata dal corpo che li contiene. Se il paragone non bastasse e lo si ritenesse poco pertinente allora aggiungerei un altro esempio: se prendessimo il corpo umano, lo separassimo in tutti il suoi organi e li studiassimo scindendoli nelle loro parti più minute per capire come funzionano ebbene non riusciremmo a dare la risposta alla domanda di come fa questo insieme di strumenti a vivere, a essere vita. Infatti ancora oggi, questa proprietà emergente dal sistema corpo che si chiama vita, non ha ancora una spiegazione compiuta, come non ha spiegazione la coscienza, proprietà emergente dall'insieme dei neuroni che formano il cervello. Insomma la vita che compare sulla terra partendo da un insieme inanimato di elementi che si auto-organizzano é una proprietÃ
ID21379 - 27/06/2012 00:54:24 (Leretico) Continua Che non può derivare dai componenti che la formano e la esprimono. Allora l'uomo benché la sua coscienza possa essere intesa per una sua parte come mezzo per arrivare a degli scopi, nello stesso tempo esprime molto di più: un sé che è sintesi di individualità non necessaria e per questo libera. Dico non necessaria per dire non legata a una legge deterministica ma che è stata libera di poter manifestarsi ed emergere in questo universo e secondo le sue regole di funzionamento. Insomma questa individualità libera e non necessaria non è tecnica. I problemi dell'uomo moderno nascono proprio dal mancato riconoscimento della non appartenenza alla tecnica della sua individualità , che qualcuno chiama ancora anima e qualcun altro spiritualità . È proprio quest'ultima che si ribella all'imperversare dello strapotere della tecnica e ci fa soffrire perché non ne capiamo la disumanità , la sua mancanza
ID21380 - 27/06/2012 00:59:43 (Leretico) Continua di pietà e di umiltà che invece sono l'espressione massima dell'uomo, l'uomo che non è solo tecnica.
ID21392 - 27/06/2012 10:48:41 (Dru) beh, caro Leretico nessuno vuole dire che l'uomo è tecnica , se ti preoccupi di questo , soprattutto Severino non lo dice , infatti Galimberti , che è un allievo di Severino e debitore assoluto della sua filosofia , sbaglia quando nell'introduzione dice che l'essenza dell'uomo è la tecnica se a questa determinazione non inserisce la parola "nichilista" (dell'uomo nichilista) , che lui , forse per tempo e spazio in quel documento non dice.L'uomo è uomo (tautologia tanto cara ai cinici) e la tecnica è la tecnica . L'uomo ha scopi che non ha la tecnica e la tecnica ha degli scopi che l'uomo non ha. due determinazioni , uomo e tecnica che vivono due realtà diverse.
ID21396 - 27/06/2012 11:04:52 (Dru) Riascolta il discorso di Galimberti e soffermati sul termine "angoscia" , pensi che la tecnica ne abbia ? No, la tecnica non può provare angoscia , certamente la tecnica non è l'uomo e come giustamente sottolinei tu , come il braccio non è l'uomo , la tecnica può inverare l'uomo nichilista , è lo strumento che fa sentire vivo l'uomo nichilista che altrimenti cadrebbe nell'angoscia e nel terrore.D'altronde immagina tu un mondo di uomini che credono di essere provvisori in transito per la fermata al capolinea "nulla" che come dice anche Galimberti , sono carenti dell'istinto e non hanno a disposizione neppure la tecnica , il panico dilagherebbe. Il panico , malattia sempre più diffusa nella contemporaneità , è l'ente "libertà " che lo alimenta, come scrissi in un'altra. Guardati intorno , le monarchie sono diventate democrazie , la scienza da determinista è diventata indeterminista , le società sempre più
ID21401 - 27/06/2012 11:23:23 (Dru) liquide , quindi libere , ma libere in cosa e di che cosa ? Libere di scegliere tra l'essere e il nulla , libere come liberi gli enti di oscillare e di potere , di poter essere ma anche di poter non essere. Einstein viene paragonato da Popper a Parmenide proprio per il suo rifiuto di pensare le cose libere e non determinate , il suo era prima che un rifiuto della teoria scientifica nuova , a cui lui d'altronde aveva dato un fortissimo contributo , un rifiuto del senso delle cose che le nuove scienze sempre più portavano nel grembo delle loro tesi, ignare le scienze nuove che il senso di quello che loro portavano in grembo era , si quello, la volontà della tecnica , volontà di potere sulle cose che sono libere di oscillare tra l'essere e il non essere , lo scopo della tecnica .Severino dice "solo" che se vogliamo davvero guarire dalla malattia , prima dobbiamo riconoscere che per noi questa è una malattia
ID21402 - 27/06/2012 11:46:10 (Dru) e è malattia che ci angoscia , per questo la diffusione del senso di panico crescente (nel tempo delle verità anche teologiche , che derivano da quelle filosofiche , il senso di panico non esisteva , è una malattia del nostro tempo) e poi , indagandone l'origine , che sta nel pensare che le cose divengano altro da sè , rifiutiamo questa origine per una gloria dell'uomo che "è" e non "diventa" perchè l'essere è e il non essere è nulla (Parmenide) . Prima dobbiamo rifiutare che l'essere è nulla in definitiva , altrimenti non guariremo mai , altrimenti non vorremo guarire( un poco come un drogato , prima dobbiamo accettare la cura e che la droga sia il nostro male altrimenti la droga è un infinito inveramento è un infinito piacere) , prima dobbiamo ridare il senso originario dell'essere , senso che sempre più si è deteriorato per essere immolato all'altare della tecnica.
ID21404 - 27/06/2012 12:05:55 (Dru) in conclusione e detto fra noi ti debbo rivelare che io sono comunque più a mio agio , un poco come il mio illustre predecessore Einstein , nel meccanicismo che nel finalismo , espresso con tue parole poco sopra. Capisco e mi trovo a mio agio dentro le dimostrazioni e la causa-effetto , difetto , il mio , probabilmente , di fabbricazione o semplice mancanza di coraggio , chiamala come vuoi . Spero che qualcuno troverà i famosi strumenti che Einstein dice ancora sconosciuti , anzi di questo ne sono quasi certo , per dimostrare l'indimostrabile.
ID21413 - 27/06/2012 13:21:01 (Dru) entra nella filosofia di Severino Una cosa non può essere un'altra cosa , l'uomo non è tecnica , l'essere non è il non essere , semmai ogni ente combatte per essere in luce sugli altri enti e quindi solo con la volontà noi li teniamo a galla (apparire) , quale la volontà che tiene a galla (apparire) l'ente tecnica ? , l'origine del male , se vogliamo che l'origine del male (ente anche questo ) debba tramontare come ente , altrimenti l'origine del male(ente anche questo ) è prepotente fin tanto che non è tramontato, non fin tanto che è niente , ma tramontato. Per Severino , in conclusione , ciò che tramonta non va nel nulla ma è e eternamente è e quindi può sempre riapparire all'orizzonte dell'uomo , come ogni ente.Io li penso, gli enti , come quei siparietti da luna park che si alzano e si abbassano per la volontà di chi li alza e li abbassa , ma sempre sono e a noi appaiono , il pensarli come qualche cosa che diviene altro o
ID21416 - 27/06/2012 13:34:03 (Dru) Allora da un certo punto di vista la filosofia di Severino è estremamente consolatoria poichè ci restituisce DIo in ogni ente , ecco l'eresia che lo ha condannato alla dannazione nei confronti dell'ortodossia , ecco l'immanenza e non la trascendenza teologica nella sua filosofia, ogni ente è Dio , inteso in quell'eterno che sempre è e non può(contraddittorio) divenire nulla. Dall'altra ancora mi angoscia maggiormente , poichè non capisco come una cosa che si determina nella necessità assoluta e cristallina di un pensiero dell'origine mi possa restituire un minimo di quella libertà angosciante ma indispensabile per definirci uomini , ma credo in questo caso che il problema sia una mia difficile comprensione e allora continuo a studiarlo e chiedo a te di darmi una mano in questa ricerca. Aggiungi commento:
|
|
LA FOTO
Lulu e Ziradi Marinella Fenoli |
||||
|
2008 © Tutti i diritti sono riservati - Autogestione contenuti di Edizioni Valle Sabbia Srl C.F. e P.Iva: 02794810982 - Sistema GLACOM® |