07/07/2012 08:19:00 Idro Bagolino Anfo Lavenone Punti di vista
Tecnica contro natura
di Aldo Vaglia
Quattrocento anni di lotte per abbassare il livello del lago. Ne serviranno altrettanti per innalzarlo?
In vigorosa salute e con la pancia piena i figli delle bonifiche e del DDT dissertano di naturalità del lago e recriminano sulle vicende passate, accusando gli antenati di aver ceduto alle lusinghe del progresso e di essere rimasti truffati dai soliti ricchi che li hanno comprati.
La ricostruzione è in parte vera, sono in effetti stati truffati dai ricchi, ma non sono nemmeno stati pagati.
Per capire cosa è successo servirebbe un’analisi storica meno ideologica e più attenta al contesto.
La lotta alle febbri malariche verrà vinta quando gli americani per testare un prodotto da essi inventato, il DDT, inonderanno la penisola della sostanza, non biodegradabile, che al tempo fece miracoli e distrusse la”zanzara anofele” responsabile della trasmissione della malattia.
I lacustri non dovettero attendere la seconda guerra mondiale già dopo la prima l’intervento di riduzione del lago a bacino artificiale aveva permesso di bonificare le paludi e creato condizioni igienico-sanitarie che non mettevano più in costante pericolo di vita le popolazioni.
Nel 1852 il territorio di Idro aveva 30 ettari di superficie in meno rispetto ad oggi e tale differenza era dovuta al livello maggiore del lago.
Inoltre sulla costa occidentale nel tratto posto a sud della “casa d’Idro” non esisteva l’ampia sporgenza attuale (sulla quale sorge il campeggio Venus) e dall’acqua poco lontana dalla riva spuntava un’isoletta.
I detriti portati dal “rio/rino” che sfociava a ridosso della bocca dell’emissario, le frane e in seguito il rifacimento della strada, più in alto rispetto a prima, contribuivano al costante innalzamento dei livelli. ( …dal confronto tra le mappe Napoleoniche del 1811, austriache del 1852 , e del regno italico del 1898, si ricava che comunque i livelli non si discostavano di molto dalla prima all’ultima mappa).
Il problema del livello alto del lago era già noto alla metà del 1500: ”i conti “Lodron” per toglier le praterie alli Bagozzi hanno il contratto fatto con quei da Idro per exsicar il lago et per penzer innanzi li suoi confini”. ( il progetto dei conti Lodrone di prosciugare il Pian d’Oneda aveva lo scopo di ampliare i propri confini che potevano estendersi solo su terraferma e non sul lago di pertinenza Veneta).
La citata strada nazionale costruita 300 anni dopo può perciò essere, a differenza di chi sostiene il contrario, solo una concausa dell’innalzamento dei livelli non la causa. I lavori sulla strada sono del 1816, già nel 1807 Antonio Sabatti affrontava, la riduzione del lago a bacino, per dare risposte all’irrigazione e alla navigazione in termini chiari e lungimiranti.
Tutto il secolo dall’ottocento al novecento vedrà una serie di tentativi, la maggior parte falliti, per porre rimedio a una situazione che così veniva descritta:
“ tanti infelici abitanti di quei Paesi, che colpiti, e travagliati quasi continuamente dalle febbri intermittenti, dopo il corso degli anni più vigorosi della gioventù, logorati e consumati dalla malattia, vi perdono precocemente la vita, lasciandovi superstiti una quantità di miseri orfanelli, che a lor volta subiscono la stessa sventurata sorte, come l’esperienza incessantemente ed evidentemente lo dimostra”.
La prima guerra mondiale, le mutate condizioni politiche con l’avvento del fascismo favoriranno una conclusione che privilegerà industriali e agricoltori.
I ricchi e privati cittadini approfittando dell’irrisolta questione dei livelli utilizzeranno il lago come bacino artificiale, le concessioni in cambio dei lavori effettuati vedranno la società concessionaria occuparsi del profitto disattendendo anche quelle semplici promesse sulla pesca e l’acquedotto rilasciate in sede di accordo.
Il non fare scelte la mancanza di interventi da parte pubblica le interminabili dispute su chi veniva avvantaggiato e pertanto avrebbe dovuto pagare i lavori, l’insufficiente tecnologia a disposizione, nonostante in alcuni momenti ci fossero oltre trecento persone al lavoro, hanno portato alla disfatta totale delle genti del lago, che si sono viste privare delle acque senza alcun introito o beneficio, e hanno subito i nefasti esiti di escursioni arrivate in alcuni momenti ai dieci metri.
Con il senno di poi si poteva fare di meglio? Certamente si; il secondo progetto Tobia Bresciani era più rispettoso dell’ambiente e prevedeva una massima escursione di 3 metri.
Gli errori non dovrebbero essere ripetuti, a quei tempi l’attesa di denaro e tempi migliori si è dimostrata totalmente perdente: sono arrivati entrambi, ma i tempi erano solo migliori per pochi. Anche allora l’ideologia del progresso ebbe la meglio sulle ragioni.
Oggi si affaccia un’altra ideologia già filosofia di tempi passati: il naturalismo, che vede in Italia una strana alleanza fatta da autarchici di destra, comunardi di sinistra e grillini. Chi contrasta le mode è sempre visto come un retrogrado, allora era un medioevale, oggi, con la rivalutazione del medio evo, è un barbaro.
I principi a cui si ispira il “bene pubblico” non possono rivolgersi alle mode, la politica è l’arte della mediazione, l’interesse generale sovrasta il particolare, il non scegliere è un abdicare al proprio ruolo.
Molto interessante. Era una parte che non conoscevo. Grazie
ID21651 - 07/07/2012 11:21:16 (maurizio) La storia si ripete
Più di quaranta famiglie vivevano in passato a Idro di sola pesca, il comune introitava le quote mettendo all'asta porzioni di lago. Ora che di pesce ne è rimasto poco si vive di turismo. Saranno le condizioni di eutrofia spinta con conseguenti ripetute fioriture ad allontanare i turisti dal lago maleodrontePUNTO DI DOMANDA. Oppure sarà l'insipienza degli amministratori che hanno perso l'occasione di realizzare una bellissima ciclabile sul tracciato del collettore che ci unisse al trentino, oppure ancora la chiusura della Rocca d'Anfo sottovalutando un patrimonio immenso per il turismo e non solo. Anche qui bisognerebbe scegliere e non abdicare.
ID21652 - 07/07/2012 15:06:37 (Elena Bini) Peccato per il finale, Sig. Vaglia
"Gli errori non dovrebbero essere ripetuti". Da qui in poi mi ha tristemente deluso... Dopo tutto quel che ha scritto... ma allora a che cosa serve conoscere la storia?? Purtroppo mi e di nuovo inciampato nei preconcetti: mi riferisco al suo "naturalismo" che non so a che epoca appartenga, ma non a questa. Torni tra noi, la prego, si schiodi da questa fissazione retro. Ha ben capito il senso del mio scrivere altrove: il progresso e il benvenuto poiche porta grandi migliorie, ma nel contempo porta quegli enormi danni che solo UOMINI INTELLIGENTI CHE CONOSCONO BENE IL PASSATO possono e devono cogliere IN TEMPO PER EVITARLI!! Altrimenti siamo destinati ad essere "imbecilli" per l eternita!!!! Non trova???? Non mi si incancrenisca sull inutile, la prego, non le fa onore. Proviamo a concludere in altro modo?
Complimebti ancora sig. Vaglia lei e riuscito a scrivere quello che andava scritto anche se ai soliti noti non gli va bene nulla .... D altronde più facile dire NO che cambiare. E noi cambio
ID21654 - 07/07/2012 18:22:48 (Elena Bini) Sig. mel,
vedo che insiste... poi non si lamenti... :) Quelli che a lei piace chiamare "del NO" avevano fatto nella primavera 2008 sette proposte concrete che ANCHE LEI ha sottoscritto. Le 7 proposte erano DIVERSE, alcune persino OPPOSTE rispetto a quelle che solo 2 mesi dopo - AdP 5 agosto 2008 - lei accettava insieme al suo allora Sindaco. E vero, ha ragione, lei cambia idea. Io "no". In questo senso ha proprio ragione a chiamarmi "quella del NO"...!! Io sono ancora - come allora - favorevole a interventi che SALVINO il lago. Lei ha cambiato idea. Ne prendo - nuovamente - atto.
Mo scusi ma io non la conoscono. Il mio nik e mel ma mi chiamo Mellarini Riccardo non sono in comune ma seguo laQuestione lago visto che sono anni che trascorro le mie vacanze a ponte Caffaro. Quindi noni accusi di certe cose di cui manco ero presente. Conosco si l amministrazione di Bagolino e x quel che so appoggio le loro iniziative ... D altronde x il lago fan molto.a se lei so riferisce a qualcuno di specifico non so a chi si riferisce.La saluto estati se ho occasione di sapere chi sia ben volentieri mi presenterò. ... Buona notte
Due note per meglio specificare i riferimenti. 1) LA FILOSOFIA DELLA NATURA: E' quanto lega i tre penstori del Rinascimento Giordano Bruno, Bernardino Telesio e Tommaso Campanella che seppure tra profonde differenze seguendo la teoria eliocentrica subiranno le medesime traversie fino a concludersi col rogo di Giordano Bruno. 2) l'ALLEANZA TRA DESTRA, SINISTRA E GRILLO: del movimento di grillo si sa ancora poco, sembra si rifaccia al concetto di preminenza della natura su tutto e che risponda alle tre domande: 1) Da dove veniamo? e perche' siamo qui? 2) che cosa non va nel mondo? 3) Come possiamo migliorare le cose? CON LE TRE RISPOSTE: 1) Noi siamo il prodotto di atti casuali della natura senza un vero scopo 2) non rispettiamo la natura come dovremmo 3) Possiamo salvare il mondo mediante l'ecologia e la preservazione delle risorse naturali. L'AUTARCHIA DI DESTRA si rifa' al Ruralismo di Mussolini. l'ECOLOGISMO DI SINISTRA partendo dalla "citta' del sole" di Campanella segue tutto
il percorso del socialismo utopico fino ad arrivare alle comuni agricole e ai movimenti moderni della decrescita felice.
ID21670 - 08/07/2012 20:50:29 (Elena Bini) non cambia
Sig. mel, Mellarini Riccardo, Melzani Enzo, Mel Brooks, ... Melissa Satta? In internet ci si autodichiara sotto la propria responsabilita. In ogni caso, quanto ho scritto nel post ID21654 riferendomi a mel altrove dichiaratosi Sig. Melzani Enzo non cambia: e quanto e accaduto. Purtroppo. Idem non cambia quanto ho chiesto al Sig. Vaglia neppure alla luce delle due note: il senno di poi potra mai diventare il senno di prima? Qual e la stoltezza insita per esempio nel definire la regola PRIMA di costruire una nuova traversa? Non sto parlando di "non scegliere", di "non fare", ma di "pensare prima di fare"! "Pensare" in senso democratico, tecnico, progressista ed intelligente, intendo. Pensare per il "bene generale" (al suo termine "interesse" preferisco "bene"), e non per il particolare.
ID21714 - 11/07/2012 10:38:03 (Dru) Non è possibile scegliere è possibile abdicare
La tecnica , che ha come scopo la prolificazione di opportunità , per amplificare la potenza e superare limiti altrimenti insormontabili , non può rimanere a margine del nostro discutere , sopratutto nel mondo del pratico , quello attuale. Allora , cosa è bene per la comunità lacustre? Bene , che è il cavallo su cui siede l'etica , è , per la nostra comunità come per tutte quelle umane , ciò che ci fa sentire sicuri , al riparo , questa l'origine di questa parola, e al riparo dalle terribili conseguenze del male , il cavallo nero da cui l'etica disperatamente vuole sfuggire . Allora , essendo la tecnica , l'unica vera potenza e ultima che invera l'uomo pratico , poichè amplifica i mezzi per raggiungere i suoi di scopi , è la tecnica l'ultimo Dio , quello attuale , la suprema potenza. Allora vorrei far riflettere Bini , che è da questo Bene che deve partire per interrogarsi e chiedersi ...
ID21716 - 11/07/2012 10:48:48 (Dru) esaustivo a proposito ...
...l'intervento che mik69ca fa nelle "Lettere" a proposito della Rocca d'Anfo. La sua esortazione è la profonda coscienza che ognuno di noi ha del nuovo Dio .Mentre Dio è stato il primo tecnico , oggi la Tecnica è il nuovo Dio.
ID21728 - 12/07/2012 07:27:52 (Dru) Cosa può attrarre il turismo sul Lago ?
Le infrastrutture , altre strade non ve ne sono , almeno ad oggi . Piacerebbe anche a me che ad attirare il turismo fossero i Libri , o ancor più in profondità la Filosofia. Ma , gli uomini , si sa , caratterizzati da questo mal di morire , si abbandonano più facilmente alla gazzetta dello Sport e al calcio.