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25 Marzo 2020, 15.50

Lettere

Perché in Francia si può?

di Ernesto Cadenelli
Ernesto Cadenelli, visto che anche la Francia si sta organizzando e che la questione è finita anche nei "fondi" dei quotidiani nazionali, torna a parlare dell'opportunità di fare lezioni dalla TV. Pubblichiamo volentieri

Egregio Direttore mi scuserà per la pedanteria, ma vorrei ritornare sull’argomento toccato nell’articolo della scorsa settimana. Cioè l’idea che la TV pubblica possa dedicare un programma nazionale per un ciclo scolastico riservato ad elementari e medie in epoca di coronavirus e a scuole chiuse chissà per quanto ancora.

Questa pensata mi è derivata dal fatto di considerare assurdo che in presenza di una emergenza che si può prolungare oltre misura, nessuno dei livelli istituzionali preposti si preoccupi di garantire il minimo sindacale di apprendimento agli alunni costretti in casa.
Lodevole quanto fanno i singoli plessi scolastici, ma assolutamente insufficiente, faticoso e non egualitario visto che molte situazioni non posseggono la strumentazione necessaria, siano scuole o famiglie.

E badi bene, non si tratta solo di salvare un anno di scolastico comunque menomato, cosa importante. Bensì di dare opportunità a ragazzi di continuare nel loro impegno arricchendolo di conoscenze, di dare continuità, pur in emergenza, allo sviluppo di parte dei programmi di studio.
Dicono che non è facile, replico non è impossibile.

Ieri e oggi su due diversi quotidiani nazionali, due autorevoli giornalisti (Galli Della Loggia e Padellaro), hanno preso in considerazione l’ipotesi, argomentandola meglio di quanto possa fare io, che sono profano in materia.
Modestie a parte, la pensata è mia per quel che vale.

Addirittura, il secondo documenta come tale scelta sia operativa in Francia dal 12 marzo sul canale nazionale pubblico di “France Television”: I francesi pagano il canone come noi, hanno un servizio in più, mentre a noi continuano a propinare a ripetizione “talk show” ripetitivi e spesso confusionari.

A quel che leggo, in Francia, non è stato complicato predisporre un programma di orari e contenuti omogenei per tutto il territorio nazionale.
Da noi basterebbe mettere all’opera, anzi diffondere il lavoro che in parecchie scuole gli insegnanti hanno prodotto e trasmetterlo sul canale nazionale scelto.
Del resto i programmi scolastici sono nazionali e comuni a tutte le scuole.

E’ già passato un mese,
ne servirà almeno un altro e forse di più.
Si dia questa opportunità ai ragazzi. Allineare tutti i ragazzi ai nastri di partenza è un modo tangibile per aiutare le famiglie, che non possono farsi carico anche dell’educazione scolastica, e insieme una scelta concreta per evitare disparità e aumentare le disuguaglianze sociali per il futuro.
Si pensa giustamente alla sanità, a chi perde lavoro e reddito, alle imprese, pensiamo anche alla categoria degli scolari.

Ernesto Cadenelli
Vobarno 25 marzo 2020

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