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Ha destato grande interesse l’incontro promosso dal sindacato pensionati Spi Cgil sul futuro dell’ospedale di Gavardo. L’auditorium della biblioteca ieri mattina era pieno di pensionati ma anche di numerosi amministratori locali per seguire il dibattito fra i rappresentanti dei pensionati, alcuni politici e amministratori locali e il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Desenzano.
L’incontro è stato introdotto da Ernesto Cadenelli, segretario generale Spi Cgil Brescia, il quale ha messo sul piatto della discussione alcuni punti irrinunciabili per i rappresentanti dei pensionati, a sua avviso, ma anche della popolazione della Valle Sabbia e dell’Alto Garda: innanzitutto la consistenza del bacino di utenza di 130 mila persona che gravita sul nosocomio gavardese; i problemi della viabilità che non consentono di raggiungere celermente altre strutture, specie della città ; infine l’invecchiamento della popolazione che richiede sempre maggiori cure e assistenza.
«Il confine fra assistenza e sanità è sempre più labile – ha affermato l’esponente sindacale –: ne sono esempio le nostre Rsa che sono dei mini ospedali geriatrici». Secondo Cadenelli l’ospedale pubblico deve farsi carico anche della riabilitazione e potenziare il servizio 118.
In rappresentanza dei sindaci Valsabbini è stato chiamato Carlo Panzera, primo cittadino di Vobarno: «I sindaci non hanno voce in capitolo in tema di sanità , anche se il loro ruolo nella programmazione sarebbe importante. Per fortuna abbiamo trovato interlocutori disponibili nella direzione aziendale e anche questo incontro ne è una conferma».
Per Panzera, oltre alla centralità dell’ospedale, va rivista la rete dei servizi sul territorio, che negli anni è stata fortemente ridimensionata. Inoltre, ritiene che sia necessaria una revisione della legge regionale 31 sul servizio sanitario.
Per gli amministratori dell’Alto Garda è intervenuto Roberto Righettini, sindaco di Toscolano Maderno e presidente della Comunità montana Parco Alto Garda Bresciano. Per lui la zona del Garda è in sofferenza per la questione della viabilità e per il massiccio afflusso di turisti nella stagione estiva ai quali bisogna offrire un servizio sanitario adeguato. Altri punti problematici sono la questione della Psichiatria e un nuovo ruolo da assegnare ai medici di base.
A queste sollecitazione ha cercato di rispondere Fabio Russo, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Desenzano, il quale ha presentato l’attuale organizzazione dell’ospedale di Gavardo, con i vari reparti che coprono la maggior base dei servizi medici di base, con le innovazioni introdotte negli ultimi anni. Inoltre ha illustrato l’ampliamento del nosocomio, per il quale l’avanzamento dei lavori è pari al 90%, e che vede un investimento di 31,5 milioni di euro di cui 2,5 di risorse proprie dell’Azienda ospedaliera.
Il nuovo comparto sarà modulare, con strutture flessibili in modo da adattarsi alle future esigenze.
Inoltre troverà spazio un nuovo e più ampio Pronto Soccorso, con annessa un’area diagnostica, dove sarà collocata anche una nuova risonanza magnetica.
Anche l’organizzazione interna vedrà il superamento del concetto di reparto per adattarsi a tutte le esigenze del paziente.
Per il direttore generale, inoltre, presso l’ospedale di Gavardo operano dei medici di grande capacità e professionalità che garantiscono servizi di qualitÃ
Per i politici ha preso la parola Gian Antonio Girelli, consigliere regionale Pd membro della commissione Sanità . Per lui dev’essere ripensata l’organizzazione della sanità Lombarda, che a fronte di grandi risorse risulta in alcune zone, come la nostra, carente. «Va invertita la rotta che vede l’ospedale al centro di tutto e pensare a una medicina del territorio. Non è pensabile avere tutti i servizi in tutti gli ospedali – è il pensiero dell’esponente del Pd –, ma bisogna garantire servizi di base in tutti e per le specialità ci si può spostare anche in centri di eccellenza».
Inoltre per Girelli, l’ospedale di Gavardo deve dotarsi del servizio di emodinamica, richiesta ribadita anche dal sindaco di Gavardo Emanuele Vezzola.
Sia il direttore generale che il direttore sanitario Annamaria Indelicato, hanno assicurato che l’iter presso la Regione per dotarsi di questo servizio è già in corso.
Dall’incontro si sono avute ampie rassicurazioni sul futuro dell’ospedale di Gavardo, che con il nuovo ampliamento riuscirà ancora e meglio a rispondere alle esigenze di salute dei cittadini.