Nei guai un gavardese e un salodiano, trovati in possesso di moto e di parti di moto sotratte ai legittimi proprietari.
Rubate, taroccate e poi rimesse in circolazione.
Un’attività che è stata stroncata dai Carabinieri del Radiomobile della Compagnia di Salò.
Tutto è cominciato con il controllo per strada di una maximoto che è poi risultata essere rubata, senza che il proprietario ne fosse a conoscenza (così almeno pare).
Di qui sono scattati una serie di controlli che hanno portato al rinvenimento a Gavardo, nella disponibilità di un 22enne del posto -del quale sono state fornite solo le iniziali, M.B.- di una Kawasaki Ninja senza targa che era stata rubata lo scorso febbraio a Calvisano.
Nella sua officina clandestina, fra smerigliatrici, trapani e “flessibili”, sono stati rinvenuti anche il pezzo di telaio di un’altra Kawasaki, rubata questa a Visano e il contrassegno di un ciclomotore.
Tutto è stato posto sotto sequestro.
I Carabinieri sono poi andati a chieder conto ad un ventenne di Salò, V.P, che aveva venduto una di quelle moto al giovane gavardese.
Per i due è scattata una denuncia a piede libero per ricettazione e riciclaggio.
I Carabinieri ora stanno indagando per capire meglio la portata del “giro” di motociclette rubate e soprattutto dove siano finiti i “pezzi” rimessi in circolazione.