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Modi di dire ed espressioni idiomatiche come “è una testa calda” o “placare i bollenti spiriti” altro non sono che esternazioni della sensazione molto diffusa che, con il caldo, le persone si comportino in modo strano, diverso, a volte violento e spesso esagerato.
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Sembra esistere da sempre, infatti, il legame tra caldo e violenza, una sorta di rapporto causa-effetto per cui se il caldo ci sfianca, diveniamo meno pazienti e, di conseguenza, più aggressivi, anche solo verbalmente.
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In Florida, gli psicologi Ellen Cohn e James Rotton hanno addirittura analizzato l’andamento del tasso di criminalità della città di Minneapolis in un periodo di due anni e sono giunti alla conclusione che, con l’aumento delle temperature, aumentano anche i crimini.
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Emerge anche, però, che al di sopra di una cera temperatura, individuata attorno ai 27 gradi, l’aggressività tende a calare in quanto, il troppo caldo tende a far passare la voglia di sostenere fatiche o sforzi e spinge la gente a rintanarsi nel fresco di casa propria, riducendo il rischio di zuffe e discussioni.
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Alle teorie degli studiosi dell’Università della Florida, si aggiungono quelle di Craig Anderson, Università dell’Iowa che dichiara che, mutamenti come la maggior sudorazione, il metabolismo modificato e l’aumento del testosterone, tutte conseguenze del caldo, alterano le nostre normali percezioni e, di conseguenza, le nostre reazioni.
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Queste, a loro volta, tendono ad essere esagerate e diventiamo più suscettibili: anche un segnale neutrale rischia dei essere percepito come ostile e siamo spinti a difenderci rispondendo con aggressività e violenza, anche se non ce n’era motivo o bisogno.
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Attenzione, quindi, alle discussioni e ai litigi: se fa troppo caldo evitatele!