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Se siamo anche fumatori potrebbe però trattarsi di una malattia di bronchi e polmoni che viene comunemente definita BPCO (Bronco Pneumopatia Cronica Ostruttiva): malattia grave, irreversibile, progressiva e spesso, o meglio quasi sempre, associata all’abitudine al fumo di tabacco.
BPCO malattia del nuovo secolo: mentre le malattie cardiache sono in diminuizione, le malattie dell’apparato respiratorio sono in crescita esponenziale e la BPCO, nel 2050, sarà la terza causa di morte nella popolazione.
Molte persone che soffrono di BPCO hanno più di 40 anni, ma anche soggetti più giovani possono ammalarsi.
Le vie aeree (bronchi e bronchioli) portano aria negli alveoli dei polmoni e, nelle persone sane, sono pulite e aperte, tutti gli alveoli si riempiono di aria scambiando l’ossigeno con il sangue poi l’aria esce velocemente portando via l’anidride carbonica prodotta dall’organismo che, se non eliminata, diventa nociva.
In presenza di BPCO accade però che le vie aeree si restringono ed entra quindi meno aria nei polmoni perché le pareti delle vie aeree stesse diventano più spesse e gonfie, i muscoli che le circondano le comprimono e queste producono muco che ostruisce il respiro e si espelle tossendo, gli alveoli pieni di aria non riescono a svuotarsi, i polmoni si riempiono troppo e si dilatano (enfisema perché gli alveoli si rompono).
La maggior parte delle persone aspetta ad andare dal medico e ci va solo quando ha gravi problemi di respirazione.
Si tende, infatti, ad ignorare per anni la tosse o un affanno (difficoltà di respiro) modesto. In presenza di difficoltà di respiro è consigliato invece consultare subito il medico di medicina generale oppure direttamente lo specialista pneumologo che potranno indicare tutti i rimedi del caso.
Oltre alla cessazione dell’eventuale abitudine al fumo di tabacco, il medico indicherà l’esecuzione di un esame spirometrico (spirometria) attraverso il quale si può diagnosticare la BPCO. Questo test è facile e non doloroso, si effettua soffiando forte in un tubo collegato ad un apparecchio che si chiama spirometro e ad un computer che elabora i dati registrati.
In base alla quantità di aria misurata e al grado di ostruzione dei bronchi, la malattia potrà essere valutata come lieve (si tossisce molto; a volte si espettora del muco; ci si sente con il fiato corto se si cammina a passo veloce o dopo uno sforzo) o grave (si tossisce sempre di più ed aumenta la quantità di muco espettorata; si hanno difficoltà di respiro sia di giorno che di notte; possono essere necessarie diverse settimane per guarire da un raffreddore o da un’infezione delle vie respiratorie; non si riesce più ad andare al lavoro o ad espletare i normali compiti quotidiani; non si riesce a salire le scale né a spostarsi facilmente e ci si stanca facilmente).
E’ quindi importante recarsi dal medico e, in caso di abitudine al fumo, scegliere insieme il percorso più aderente per smettere di fumare.
I rimedi per questa grave malattia ci sono a cominciare dalla cessazione dell’abitudine al fumo di tabacco.
Bisogna inoltre assumere tutte le medicine prescritte in modo costante ed appropriato; evitare le infezioni sia virali influenzali che batteriche mediante la vaccinazione annuale antinfluenzale e la vaccinazione antipneumococcica ogni cinque anni, specialmente nei casi di malattia grave; evitare tutti gli ambienti saturi di fumi, polveri ed avviare sempre un’attività fisica congrua.
La malattia BPCO non può essere guarita, ma può essere adeguatamente curata.
SMETTETE DI FUMARE. E’ COMUNQUE LA COSA PIÙ IMPORTANTE CHE SI POSSA FARE PER SALVAGUARDARE LA SALUTE DEI POLMONI.
Dr. Luigi Vincenzo
Responsabile Pneumologia
Unità Operativa di Medicina Interna
Ospedale di Gavardo
Azienda Ospedaliera di Desenzano d/Garda
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