“Gli albanesi sono 251, 161 i marocchini, 144 provengono dalla Romania, 100 sono i pakistani. Poi ci sono nell’ordine ganesi, cittadini del Senegal, quelli del Burkina Faso... In tutto fanno 1.190 stranieri su 6.547 abitanti”.
Etnie a decine, insomma, con gruppi anche di una manciata di appartenenti.
Paola Ballerini, assessore alla Pubblica Istruzione a Prevalle, è abituata a fare i conti con dati concreti alla mano e aggiunge: “Con questi numeri, più di un sesto della popolazione, l’integrazione non è solo auspicabile, ma inevitabile”.
Donne arabe a Palazzo Morani
“Conversazioni per un dialogo proficuo” era il titolo.
Il convegno è stato organizzato dall’associazione Onlus “Alba” presieduta dal marocchino “italiano di fatto” Jadid Noureddine in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Prevalle.
L’occasione doveva essere la Festa delle donne, poi per ragioni organizzative l’appuntamento è slittato alla settimana successiva. Lo spirito però è rimasto quello.
Così sono state soprattutto donne e soprattutto straniere, sabato scorso, ad occupare la sala consiliare di Palazzo Morani.
Problematiche "concrete"
Obiettivo quello di avviare forme di riflessione e di confronto su immigrazione e integrazione, “temi e problemi di una profonda dinamica sociale”.
“Se vogliamo parlare dei problemi delle donne immigrate bisogna che andiamo sul concreto” ha detto Buochra Akil, mediatrice culturale, introducendo il tema scuola dopo la presentazione da parte della “sorella” Laila Elamssi, ed esortando le altre donne ad affrontare senza timori i colloqui con gli insegnanti: “Qui non è come da noi, dove la scuola ti cerca solo se i figli combinano disastri. E non lasciate che ci vadano i vostri mariti, perché i vostri figli li conoscete soprattutto voi”.
Bambini e adulti
Poi rivolta alle italiane presenti, soprattutto insegnanti oltre che volontarie in varie associazioni: “Lo diceva un famoso pedagogista: quando i grandi si incontrano il bambino torna a fare il bambino. Molti problemi scolastici che i figli di immigrati incontrano sarebbero evitabili se solo gli adulti riuscissero a comunicare fra loro. Succede che il piccolo sfrutta questa mancanza e fa quello che vuole, incapace com’è ovvio a gestirsi da solo. Serve dunque uno spazio di incontro, magari capace anche di valorizzare le mamme straniere, che possono dare molto alla scuola”.
E avanti di questo passo, con le responsabili delle associazioni a chiedere maggior partecipazione alle occasioni di incontro che certo non mancano, con Buochra che traduceva l’italiano in arabo e viceversa.
Alla fine, perché di festa della donna si è trattato, è toccato agli uomini di offrire il tè alla menta a tutte le donne presenti, degno accompagnamento di dolci tipici del Nordafrica, speziati e al miele.